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9 settembre 2026

Le aziende italiane migliori per le donne? Qui quasi metà dei manager è donna

Classifica Best Workplaces for Women 2026: i dati di Great Place to Work su clima di fiducia, driver lavorativi ed equità
Le aziende italiane migliori per le donne? Qui quasi metà dei manager è donna

Female business owner speaking to office workers in modern conference room

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Nelle aziende italiane premiate come migliori luoghi di lavoro per le donne, il clima di fiducia interno raggiunge l’85% secondo l’indice elaborato da Great Place To Work Italia, dodici punti sopra la media delle altre realtà certificate, ferma al 73%.

Ancora più ampio il divario sulla presenza femminile nei ruoli manageriali: nei best workplaces le donne occupano il 49% delle posizioni di management, quasi il doppio rispetto al 26% delle altre aziende certificate. Sono alcuni dei risultati dell’edizione 2026 del ranking Best Workplaces for Women, la classifica delle 20 migliori aziende italiane secondo il giudizio delle lavoratrici, basata sulle risposte di 80.987 persone impiegate in 155 organizzazioni.

Equità lavorativa, leadership index e settori chiave

Un risultato che conferma come l’equità lavorativa e il superamento del cosiddetto soffitto di cristallo non siano solo un tema di diritti civili, ma una leva strategica per i migliori ambienti di lavoro italiani. Analizzando nel dettaglio i dati del ranking, emerge un netto divario tra le 20 aziende Best workplaces premiate e le altre organizzazioni certificate, segnale di come le policy aziendali mirate sulle esigenze dei collaboratori facciano realmente la differenza. Nelle 20 realtà premiate il Leadership Index, l’indicatore che misura la qualità dei comportamenti di leadership all’interno di un’organizzazione, raggiunge quota 85%, contro il 73% nelle certificate (+12%).

Guardando ai settori di appartenenza delle aziende best, dominano manifattura e produzione(25%) e biotecnologia e farmaceutica (20%), seguiti da servizi professionali (15%), servizi finanziari e assicurativiretail (10%), advertising & marketingospitalitàhealth care (5%). A livello di dimensioni aziendali, calcolate sulla base del numero di collaboratori, troviamo una azienda nella categoria small (tra 10 e 49 collaboratori), 8 medium small (tra 50 e 149 collaboratori), 6 medium large (tra 150 e 499 collaboratori), 2 large(tra 500 e 999 collaboratori) e 3 realtà super large con oltre 1.000 collaboratori.

I driver dell’esperienza lavorativa femminile a confronto con la media italiana

I dati del report European Workforce Study evidenziano un netto divario tra i Best Workplaces e la media italiana nell’esperienza lavorativa femminile. Nelle aziende d’eccellenza la familiarità con l’ambiente tocca il 92% (contro il 47% nazionale) e l’87% delle lavoratrici raccomanderebbe la propria organizzazione (contro il 43%). Vantaggi netti emergono anche su integrità e supporto (86% vs 41% e 43%), accoglienza e cura (85% vs 40% e 38%), coinvolgimento (81% vs 35%) e imparzialità (80% vs 34%). Infine, l’equità di trattamento, pur restando il dato più critico, nei Best Workplaces raggiunge il 69%, staccando di quasi tre volte il 23% della norma italiana.
“Le aziende che oggi guidano questa classifica dimostrano che investire sulla leadership femminile significa investire sulla qualità stessa della fiducia interna e sulla competitività dell’intera organizzazione”, ha detto Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia. “Una cultura aziendale capace di ascoltare, coinvolgere e riconoscere il valore delle persone è la leva che permette di abbattere concretamente le disuguaglianze trasformando la parità di genere da principio dichiarato a pratica quotidiana, a beneficio della qualità del lavoro per donne e uomini”.

La classifica delle 20 migliori aziende italiane per le donne

Ma quali sono le 20 migliori realtà italiane per cui lavorare secondo le donne? Al primo posto della classifica si posiziona H&H Group, multinazionale leader nel settore della salute, del benessere e della nutrizione familiare. Sul secondo gradino del podio troviamo Biogen, una delle prime aziende globali nel campo delle biotecnologie, pioniera di numerose scoperte che hanno rivoluzionato questo settore.
A completare il podio c’è Tp, consociata del gruppo Teleperformance, leader mondiale nell’offerta di servizi di contact center. A seguire nella top 10, troviamo altre eccellenze del panorama aziendale che hanno saputo tradurre le politiche di inclusione in prassi quotidiane concrete: Ipsen Global survey (biofarmaceutico), ConTe (servizi finanziari e assicurazioni), Reverse SpA (servizi professionali), AbbVie (biotecnologie e prodotti farmaceutici), Bristol-Myers Squibb (biotecnologie e prodotti farmaceutici), Hilton (ospitalità) e Catalina (advertising & marketing).  Completano il ranking delle 20 migliori aziende per cui lavorare al femminile in Italia: Octopus Energy (manifattura & produzione); Arthrex Inc.(manifattura & produzione); Gruppo Sebach (noleggio bagni mobili); Ego Group (manifattura & produzione); Karl Storz (health care); Dow (manifattura & produzione); Vimec (manifattura & produzione); Portolano Cavallo Studio Legale (servizi professionali); MetLife (servizi finanziari & assicurazioni) e Kiabi (retail).

Il confronto

Lo studio analizza infine i dati maschili e femminili nei best workplaces mettendoli a confronto con quelli delle organizzazioni certificate e della norma italiana. Il riconoscimento del lavoro svolto, ad esempio,presenta valori elevati nelle aziende best: 86% tra le donne e 81% tra gli uomini. Nelle organizzazioni certificate il dato scende al 73% per le donne e al 76% per gli uomini, mentre nella norma è pari al 43% per entrambi.
Le promozioni basate sul merito costituiscono l’area più critica: nelle aziende best raggiungono il 70% tra le donne e il 68% tra gli uomini, nelle certificate il 52% e il 59%, nella norma il 30% e il 29%. Anche l’imparzialità di trattamento indipendentemente dal genere registra i valori più alti nei best workplaces con il 96% tra le donne e 94% tra gli uomini; nelle certificate emerge invece un divario marcato, con 82% tra le donne e 92% tra gli uomini. Infine, la percezione che il proprio contributo sia determinante raggiunge l’83% tra le donne dei best workplaces, contro il 68% nelle certificate e il 51% nella norma.

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