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20 maggio 2026

Aibc, Roma e la sfida dell’innovazione: così l’Italia sta tornando al centro della nuova economia digitale

Dal regolatorio alle nuove infrastrutture tech: il Paese guadagna centralità tra eventi globali, capitali esteri e trasformazioni dell’AI.
Aibc, Roma e la sfida dell’innovazione: così l’Italia sta tornando al centro della nuova economia digitale

Olga Yaroshevsky – Managing Director di AIBC

Forbes.it
Scritto da:
Forbes.it

di Tony Colapinto

Nel dibattito internazionale sull’innovazione, l’Italia è rimasta a lungo fuori dai grandi ecosistemi tecnologici globali. Pur riconosciuta per la sua forza industriale, la creatività e la capacità imprenditoriale diffusa, raramente è stata considerata un punto di riferimento nelle tecnologie emergenti o nella nuova economia digitale.

Per anni il mercato italiano è stato osservato con una certa cautela dagli operatori internazionali: un Paese dal potenziale evidente, ma percepito come meno dinamico rispetto ai grandi hub dell’innovazione globale. Oggi, però, qualcosa sembra cambiare. Investitori, piattaforme internazionali e aziende tecnologiche iniziano a guardare all’Italia con un interesse diverso, in un contesto in cui l’equilibrio globale dell’innovazione sta rapidamente evolvendo.

Roma confermata hub europeo Aibc

“Per molto tempo l’Italia è stata vista come ‘beautiful but lagging, bella ma in ritardo”, osserva Olga Yaroshevsky, managing director di Aibc World. “Ma questa definizione non rappresenta più la realtà di un Paese che oggi è pronto a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella nuova economia tecnologica europea”.

E il fatto che Aibc abbia scelto Roma come hub europeo per il secondo anno consecutivo non viene letto soltanto come una scelta logistica o commerciale. Per molti operatori del settore rappresenta piuttosto un segnale: l’Italia sta provando a ritagliarsi uno spazio più credibile nella nuova geografia globale dell’innovazione.

L’annuncio è arrivato a Dubai, durante la tappa inaugurale del tour Aibc 2026. Dopo gli Emirati Arabi Uniti a febbraio e Manila a giugno, sarà Roma a chiudere il circuito internazionale dal 2 al 5 novembre 2026, nei 150mila metri quadrati degli spazi di Fiera Roma. Una scelta che, secondo Olga Yaroshevsky, riflette una trasformazione più profonda del mercato europeo.

Snodo strategico tra Europa, Medio Oriente e Asia nella nuova geografia globale dell’innovazione digitale

“La prima edizione italiana è stata un enorme successo”, racconta. “È stato il più grande evento che io abbia mai diretto personalmente, e l’energia che abbiamo percepito in Italia ha lasciato un’impressione fortissima sugli investitori internazionali”. Ma il punto, per Aibc, non è soltanto la dimensione dell’evento. È il ruolo che l’Italia sembra poter assumere in un momento in cui gli equilibri dell’economia digitale stanno cambiando rapidamente. “Abbiamo capito subito che Roma non sarebbe stata semplicemente un’altra tappa del calendario”, spiega, “è diventata il posto giusto in cui costruire la nostra casa europea”.

Negli ultimi anni, la mappa globale dell’innovazione ha iniziato a decentralizzarsi. La Silicon Valley continua a mantenere una posizione dominante, ma nuovi poli stanno acquisendo peso strategico. Dubai è diventata un laboratorio di regolamentazione agile e di attrazione di capitali. Manila racconta il dinamismo asiatico. Roma, secondo la visione di Aibc, può diventare il punto di connessione tra l’Europa, il Medio Oriente e l’Asia. “Ogni tappa del nostro tour ha una propria identità”, osserva Yaroshevsky. “Dubai accelera sull’innovazione e sugli investimenti, Manila intercetta l’energia asiatica, mentre Roma è il luogo in cui vogliamo sviluppare il dialogo regolatorio europeo, soprattutto attorno a temi come MiCA e AI Act”.

Ed è proprio il fattore regolatorio a rendere l’Italia improvvisamente interessante agli occhi degli investitori e degli operatori internazionali. L’entrata in vigore del regolamento europeo MiCA, insieme all’implementazione progressiva dell’AI Act, sta ridisegnando il quadro normativo per la blockchain, le criptovalute e l’intelligenza artificiale. Un passaggio che, secondo Yaroshevsky, potrebbe trasformare la storica prudenza europea in un vantaggio competitivo. “Con MiCA pienamente operativo e la scadenza definitiva di compliance fissata per luglio 2026, vediamo finalmente emergere chiarezza regolatoria”, racconta. “Attraverso organismi come Consob e Banca d’Italia, l’Italia sta offrendo un quadro più credibile e stabile per operatori e investitori”.

La transizione del settore verso infrastrutture digitali, AI applicata e nuovi modelli economici concreti

È una dinamica che sta cambiando anche la qualità del pubblico che frequenta eventi come Aibc. Se negli anni passati il settore crypto era dominato soprattutto dai retail investor e dalla speculazione, oggi il baricentro si sta spostando verso le infrastrutture, i pagamenti, l’AI e il B2B. “Vediamo molti più builder”, racconta Yaroshevsky. “Founder, team tecnici ed esperti infrastrutturali. L’energia oggi è meno orientata alla speculazione e molto più focalizzata sulla costruzione di soluzioni concrete”.

Il cambiamento si riflette anche nei temi che domineranno Aibc Roma 2026. Stablecoin, pagamenti cross-border, liquidità digitale, intelligenza artificiale applicata al business. Ma soprattutto, un concetto destinato a uscire progressivamente dalla dimensione sperimentale per entrare nell’economia reale: l’AI come infrastruttura. “L’intelligenza artificiale non è più soltanto una tecnologia di frontiera; sta diventando un layer economico trasversale”, afferma. Dalle economie virtuali intelligenti nel gaming agli strumenti di engagement in tempo reale, fino all’agentic AI (agenti autonomi capaci di gestire processi complessi), il settore sta entrando in una fase più pragmatica e industriale.

Una delle tendenze che Yaroshevsky considera ancora sottovalutate riguarda l’integrazione tra l’AI e i prediction market. “Credo che il potenziale dei mercati predittivi, combinati con l’intelligenza artificiale, sia ancora ampiamente sottostimato”, osserva. Un’area che potrebbe ridefinire, nei prossimi anni, i modelli decisionali, il trading e l’analisi dei dati. Allo stesso tempo, il confronto con mercati più aggressivi resta inevitabile. E il benchmark, in questo momento, è Dubai. “L’Europa ha costruito un modello regolatorio molto più strutturato”, spiega Yaroshevsky. “Nel lungo periodo potrebbe essere una forza. Ma nel breve termine rischia di rallentare l’innovazione rispetto a ecosistemi molto più veloci”.

Il modello AIBC basato su connessioni concrete e sviluppo di opportunità reali

Secondo la managing director di Aibc, “Dubai si muove a piena velocità, grazie a un framework fortemente orientato all’innovazione e al supporto governativo”, spiega, “l’Europa ha il potenziale per unire qualità e scala, ma deve diventare più pragmatica. Altrimenti rischia di vedere capitali e talenti spostarsi altrove”.

In questo scenario internazionale, Roma cerca di inserirsi come spazio di mediazione. Non la città della deregulation estrema, ma nemmeno quella dell’immobilismo burocratico. Una piattaforma per confrontare diversi modelli di innovazione. È anche per questo che Aibc insiste sul concetto di dialogo tra ecosistemi e giurisdizioni.

“Il nostro obiettivo è creare un ambiente in cui regolatori, startup, piattaforme, provider di liquidità, exchange, aziende AI e investitori possano confrontarsi apertamente”, spiega Yaroshevsky. “Gli eventi devono generare connessioni reali, non soltanto networking superficiale”.

Ed è qui che il modello Aibc rivendica il proprio valore economico. Le startup competition organizzate durante i summit non sono pensate come mera visibilità mediatica. “Lo scorso anno uno dei nostri speaker, che è anche angel investor, ha incontrato una startup AI durante il nostro evento e l’ha aiutata a chiudere due round di finanziamento”, racconta. “Storie come queste dimostrano l’impatto concreto di un ecosistema”.

Leadership femminile, nuovi equilibri culturali e la scommessa di Aibc

In parallelo, stanno cambiando anche le prospettive delle leadership del settore. In un’industria storicamente dominata da figure maschili, Olga Yaroshevsky è tra le poche donne alla guida di una piattaforma globale nel settore tech-finance. Ma evita ogni retorica: “C’è stato un tempo in cui un uomo in giacca elegante apriva automaticamente più porte, oggi percepisco un cambiamento reale”, racconta, “le donne ricoprono ruoli executive nei settori crypto e gaming, e questo, contribuisce anche allo slancio del settore”.

La sensazione, secondo lei, è che il mercato stia entrando in una fase più matura anche sul piano culturale. “Vedo meno competizione sterile e più collaborazione tra uomini e donne. C’è ancora strada da fare, ma la direzione sembra quella giusta”.

Guardando oltre il 2026, Aibc World punta a rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento globale, aggiungendo nuove capitali internazionali e ampliando i ponti tra l’industria tech e i settori tradizionali. Tra questi, uno in particolare: lo sport. “Ho un grande sogno, svela Yaroshevsky, avvicinare il mondo del calcio ai nuovi ecosistemi tecnologici. E quale posto migliore dell’Italia per iniziare?”.

In fondo, è forse proprio qui che si concentra la nuova scommessa italiana: non competere replicando modelli altrui, ma usare le proprie specificità – cultura industriale, creatività, relazioni internazionali e capacità regolatoria – per ritagliarsi un ruolo nella prossima economia digitale europea. Una partita che, almeno per ora, Roma sembra intenzionata a disputare da protagonista.