Mattia Gamberoni è il nuovo country manager di Anthropic per l’Italia. In questo modo il colosso statunitense rafforza la propria presenza nel nostro Paese: a maggio 2026, ha infatti annunciato l’apertura di un ufficio a Milano, il sesto in Europa dopo Londra, Dublino, Parigi, Zurigo e Monaco.
“L’Italia è un Paese con un grande potenziale nel campo dell’intelligenza artificiale. Imprese, istituzioni e sviluppatori stanno già esplorando tecnologie di frontiera per ripensare ciò che è possibile e definire nuovi processi e modalità di lavoro. La mia missione è aiutare le imprese italiane a trasformare questo potenziale e questa visione in valore concreto e duraturo, attraverso un’AI di cui possano fidarsi”, ha dichiarato Mattia Gamberoni, country manager di Anthropic per l’Italia.
Gamberoni si occuperà di guidare il team di Anthropic in Italia, supportando imprese, startup e ricercatori che contribuiscono a definire l’ecosistema nazionale dell’intelligenza artificiale. Oltre 20 anni di esperienza, il nuovo country manager ha guidato il business di Stripe nell’Europa meridionale e ha contribuito all’avvio e alla crescita di Amazon Web Services nella penisola iberica. Il suo percorso professionale comprende inoltre esperienze in Salesforce, dove ha contribuito all’avvio delle attività in Italia, e in Cisco.
Thomas Remy, head of Southern Europe di Anthropic ha dichiarato: “L’Europa sta vivendo una crescente accelerazione nell’adozione dell’intelligenza artificiale. I nostri dati mostrano che i Paesi europei rappresentano oggi la metà dei primi venti Paesi al mondo per utilizzo dell’AI pro capite. E quando ci confrontiamo con i leader aziendali in Italia e nel resto d’Europa, emerge una richiesta comune: un’AI sicura, protetta e affidabile. Questo è al centro dell’identità di Anthropic. Rafforzando il nostro team in Italia, potremo lavorare fianco a fianco con aziende, founder, università e istituzioni pubbliche italiane per favorire un’adozione responsabile dell’AI”.
Alcune delle più grandi aziende italiane, tra cui Generali, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane e Unipol, stanno estendendo l’utilizzo di Claude Code alle rispettive community di sviluppatori, nell’ambito di un percorso volto a integrare in modo responsabile l’AI nelle attività quotidiane di software engineering. Attraverso l’adozione di Claude Code, ciascuna di queste realtà affianca le capacità della frontier AI alle competenze dei propri specialisti, contribuendo a modernizzare il ciclo di sviluppo software al centro delle proprie operazioni.
E proprio la trasparenza e l’affidabilità sono temi al centro del dibattito sull’AI. Nei giorni scorsi infatti, alcuni ricercatori esperti di intelligenza artificiale che lavoravano per Anthropic hanno denunciato l’addestramento ormai senza controllo dei modelli di AI. L’automazione dei processi potrebbe “sterminare tutta l’umanità”, ha dichiarato Evan Hubinger, spiegando che le probabilità al momento sono basse, ma potrebbero superare il 10 per cento entro i prossimi dieci anni.
I ricercatori si sono licenziati dal colosso tecnologico per questioni etiche e per preoccupazioni riguardo il futuro e la sicurezza delle persone.
Mattia Gamberoni ha dichiarato ad Adnkronos sull’argomento: “Siamo sempre stati trasparenti sul fatto che l’AI porterà con sé enormi benefici, ma anche rischi senza precedenti. Per affrontarli, continuiamo a sviluppare modelli dotati di alcune delle più solide salvaguardie del settore”.