Da non perdere |Money
14 settembre 2026

L’uomo più ricco d’Africa apre il suo gioiello al mercato: la maxi-Ipo della raffineria Dangote

Un collocamento da 2,5 miliardi porta il patrimonio di Aliko Dangote oltre i 50 miliardi, mentre la sua raffineria si prepara alla Borsa
L’uomo più ricco d’Africa apre il suo gioiello al mercato: la maxi-Ipo della raffineria Dangote

Aliko Dangote (Photo by Tasos Katopodis/Getty Images for Semafor World Economy)

Forbes.it
Scritto da:
Forbes.it

Di Gigi Zamora, Reporter di Forbes 

L’uomo più ricco d’Africa, Aliko Dangote, lunedì 14 settembre aprirà per la prima volta agli azionisti pubblici il capitale della sua raffineria petrolifera Dangote Petroleum Refinery, finora controllata privatamente, in quella che dovrebbe essere la più grande Ipo nella storia del continente. Il magnate del cemento offrirà agli investitori individuali fino a 4,1 miliardi di azioni, pari al 3,3% della società, a 40 centesimi di dollaro ciascuna (525 naira nigeriane). Il book degli ordini si chiuderà il 13 ottobre e l’acquisto minimo sarà di 10 azioni, una soglia di ingresso eccezionalmente bassa, pari a circa 4 dollari. Le azioni dovrebbero iniziare a essere scambiate sulla Borsa nigeriana a novembre.

“Lunedì sarà il D-Day”, ha detto recentemente Dangote a Forbes, spiegando di aver saputo solo molto tardi quando esattamente sarebbe partita l’Ipo e che, per questo, arriverà in ritardo a un summit sugli investimenti in Canada al quale aveva promesso al primo ministro Mark Carney di partecipare.

LEGGI ANCHE:Anche lo Zimbabwe ha il suo primo miliardario”

“Creare ricchezza per altre persone”

Dangote non si perderebbe per nulla al mondo questa giornata storica per la Nigeria. Per come la racconta lui, questo traguardo riguarda tanto la possibilità di aumentare la ricchezza degli africani quanto la raccolta di capitali. Secondo l’Ubs Global Wealth Report 2026, l’Africa detiene la quota più piccola della ricchezza globale.

“Vendendo queste azioni ora vogliamo assicurarci di creare ricchezza per altre persone”, afferma Dangote. “Proprio come hanno fatto Amazon e Microsoft. Una cosa del genere, ma per un’azienda africana”.

Il debutto sul mercato arriva due mesi dopo un collocamento privato da 2,5 miliardi di dollari che ha registrato una domanda talmente elevata da raccogliere alla fine 3,7 miliardi, con la restituzione di 1,2 miliardi di dollari di fondi non allocati, in parte per conservare alcune azioni destinate al mercato pubblico.

La vendita ha diluito la quota di Dangote all’87%, ma la valutazione implicita della raffineria è balzata a 42 miliardi di dollari, facendo crescere il patrimonio dell’imprenditore di 20 miliardi, fino a 51 miliardi di dollari, e portandolo dal 76° al 36° posto tra le persone più ricche del mondo secondo la classifica Forbes Real-Time Billionaires.

La raffineria, entrata in funzione nel 2024, rappresenta oggi la maggior parte della ricchezza di Dangote, superando complessivamente il valore delle sue attività nel cemento, nei fertilizzanti e nello zucchero. Se il mercato assorbirà tutte le 4,1 miliardi di azioni offerte, la sua partecipazione scenderà all’84,4%, o potenzialmente all’83,5% in caso di domanda superiore all’offerta. Ma è probabile che il suo patrimonio torni a crescere insieme alla valutazione della società.

LEGGI ANCHE: “Chi sono le 23 persone più ricche dell’Africa”

Dalle caramelle vendute a otto anni all’impero Dangote

L’ascesa di Dangote fino a diventare l’uomo più ricco d’Africa è iniziata nella sua città natale, Kano, la seconda città più grande della Nigeria. Fondata nel X secolo, Kano è da secoli un centro commerciale grazie alla sua posizione ai margini del vasto deserto del Sahara.

Il nonno di Dangote, Sanusi Dantata, era un imprenditore che aveva accumulato una considerevole fortuna commerciando materie prime come cereali, avena e riso. Fu Dantata a crescere personalmente il nipote – una pratica non insolita nella cultura della Nigeria settentrionale – trasmettendogli fin da giovanissimo una mentalità imprenditoriale.

A otto anni, Dangote utilizzava la sua paghetta per comprare dolci, che faceva poi vendere ad altre persone in cambio di una parte dei profitti. “Quando vieni cresciuto da un genitore o da un nonno imprenditore, assorbi quella stessa aspirazione. Ti rende molto più aggressivo, ti porta a pensare che tutto sia possibile”, aveva raccontato a Forbes in una precedente intervista.

Dalla formazione al Cairo alla nascita del Dangote Group

Dangote, musulmano, ha frequentato l’Università Al-Azhar del Cairo, dove ha studiato economia e commercio. Dopo la laurea, chiese al nonno il permesso di trasferirsi a Lagos. Uno zio gli prestò 500mila dollari per iniziare a commerciare riso, zucchero e cemento, prima della costituzione del Dangote Group nel 1981. È comparso per la prima volta nella classifica Forbes World’s Billionaires nel 2008, lo stesso anno in cui ha quotato in Borsa la sua attività nel settore della farina sulla Nse, oggi Ngx, e un anno dopo la quotazione della società attiva nello zucchero.

Oggi il Dangote Group, che comprende anche l’enorme raffineria concentrata in un unico sito, conta più di 30mila dipendenti e nel 2025 ha registrato ricavi per 18,2 miliardi di dollari.

Oltre 20 miliardi investiti nella raffineria

Gran parte degli ultimi 13 anni e oltre 20 miliardi di dollari sono stati impiegati per costruire e rendere operativa la raffineria, situata nella Lekki Free Zone in Nigeria, a circa un’ora da Lagos. Nel 2024 l’impianto ha finalmente avviato le attività. Oggi lavora 700mila barili di greggio al giorno, una quantità che Dangote spera di raddoppiare entro il 2029.

Come indicato nel prospetto pubblicato una settimana fa, Dangote Refinery ha registrato un utile netto di 1,82 miliardi di dollari nel primo semestre del 2026, rispetto a una perdita di 476 milioni di dollari nel 2025. Secondo Dangote, l’Ebitda dell’intero esercizio dovrebbe raggiungere i 6 miliardi di dollari, rispetto ai 545 milioni dello scorso anno.

Il vantaggio tecnologico della raffineria

Ciò che distingue la raffineria è il fatto di essere il più grande impianto singolo dell’Africa e di disporre di attrezzature molto più moderne rispetto a molte delle maggiori raffinerie al mondo, come quelle di Valero o Marathon Petroleum.

“Questa raffineria ha un indice di capacità di lavorazione pari a 11,5, rispetto a 9,5 per gli operatori statunitensi e 8,9 per quelli dei mercati emergenti. Questo le garantisce un vantaggio strutturale rispetto agli altri grandi raffinatori, perché permette di combinare diverse qualità di greggio e ottimizzare gli approvvigionamenti sulla base dei margini”, afferma Tomiwa Adeniji, senior oil and gas analyst di CardinalStone.

Il percorso, tuttavia, non sarà privo di ostacoli. Se non ci sarà abbastanza greggio disponibile sul mercato domestico, gran parte del quale è controllato dallo Stato, la raffineria dovrà procurarsi il petrolio altrove, con un conseguente impatto sui margini. Dangote sta cercando di anticipare il problema e ha già noleggiato tre navi. Restano però alcuni fattori contrari che non può controllare, come l’impennata dei prezzi del greggio.

Nel mirino una quotazione internazionale nel 2029

Dangote non è arrivato dove si trova soffermandosi sulle difficoltà. Sta infatti già guardando a una possibile quotazione all’estero nel 2029, spiegando di avere intenzione di portare la società sui mercati del Medio Oriente oppure a New York. “Il mercato statunitense comprende le raffinerie meglio di Londra”, afferma.

Ma c’è una ragione ancora più fondamentale dietro il suo percorso: Dangote ha sempre scommesso su se stesso. “Nemmeno i miei banchieri credevano in me”, racconta, ricordando i primi tempi, quando dovette offrire i propri beni come garanzia per riuscire a far partire il progetto della raffineria. “Ho dato loro tutto e poi, alla fine, ho dato me stesso come garanzia”. Una scommessa che sembra essersi rivelata vincente.

Non fermarti alle notizie suggerite dall'algoritmo. Su Google scegli Forbes per un'informazione autorevole.

Si apre una nuova scheda su Google per confermare; questo articolo resta aperto qui.

Aggiungi Forbes

Questo articolo è stato notarizzato in blockchain da Notarify.

QR Code certificazione Notarify

CERTIFIED BY NOTARIFY