Cantine Buonanno

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Cantine Buonanno nasce nel cuore dell’Irpinia, precisamente a Venticano, un paese in provincia di Avellino nella valle del calore. I governi che si sono succeduti nel tempo hanno concentrato il loro operato esclusivamente sulla crescita del territorio, contribuendo a quello che è oggi un perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione. La denominazione Venticano risale a tempi storici molto antichi, di cui si narra che il villaggio sia stato governato da venti saggi ed è proprio il numero venti a essere una costante in azienda. Venti come le particelle in cui sono divisi i trentasei ettari, venti come i segni presenti sulle etichette. Ma com’è nata l’azienda? I primi terreni acquistati risalgono al 2008, da quell’anno si è evoluta sempre di più l’attività fino alla prima vinificazione nel 2012 con le etichette Aglianico e Taurasi. Dal 2015 la produzione si è allargata con le etichette dei bianchi fino ad arrivare nel 2021 con lo spumante e a gennaio 2022 con il Brut. Cantine Buonanno crede fortemente nell’imprenditoria femminile e inoltre, grazie alla gestione delle nuove leve, è orgogliosa di poter dire di essere un’azienda solida e professionale che punta a diventare un punto di riferimento per il settore del beverage.

CONTATTI

C. Da Illici Venticano (Av)
Telefono: 0825 1686193
email: [email protected]

Personaggi ed interpreti

Cantine Buonanno nasce da un’idea di Francesco Buonanno, capostipite della famiglia che grazie alla sua passione per il vino ha creato quella che ormai è diventata una realtà imprenditoriale. Oggi l’azienda è nella mani di due donne, Francesca e Marica Buonanno, che si occupano di dirigere e portare avanti il lavoro della cantina con una tenacia tutta al femminile. Francesca Buonanno nello specifico si occupa di seguire e supervisionare tutta la parte produttiva, coordinando in loco il lavoro del team. Marica Buonanno si occupa del canale distributivo, del rapporto con i clienti e di tutte le attività di pr ed eventi.

Il punto forte

Il Taros (Taurasi docg) è l’etichetta più pregiata, rosso come un rubino è sottoposto a grandissimo invecchiamento infatti rimane 12/15 mesi in tonneau di rovere francese per poi completare la sua lavorazione con otto mesi di affinamento in bottiglia prima della commercializzazione. Taros è la sincrasi tra la parola turasi e la parola ros, rugiada. Quest’ultima è infatti positiva per la vite poiché determinando un abbassamento della temperatura del terreno nei periodi più caldi rappresenta una possibile riserva idrica, anche se limitata per la pianta. É un vino complesso, elegante, avvolgente, speziato e intenso.

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