Filare Italia

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Partendo dal Friuli Venezia Giulia, Filare Italia vuole raccontare il vino Italiano in modo contemporaneo e innovativo in tutto il mondo. Filare Italia nasce da un progetto del gruppo Greenway, che opera nel settore agro-energetico oltre che vitivinicolo, e l’attività svolta può essere dunque così sintetizzata: rinnovabile, sostenibile ma anche bevibile. Producendo 16,5 milioni di kilowatt all’anno, pari al fabbisogno di 20mila persone e un fatturato consolidato di gruppo di oltre 5 milioni di euro. Filare Italia si pone, quindi, due obiettivi ben precisi e concatenati: la cura e l’attenzione verso i clienti e l’arte di vivere in armonia. Per questo motivo, ha sviluppato una linea di prodotti giovani e freschi, con basse gradazioni alcoliche, perfetti per l’aperitivo, e per ogni momento di convivialità. Tenendo sempre a mente sempre a mente la salute e le esigenze del consumatore. Al cuore dell’attività troviamo, dunque, il rispetto per il territorio – da sempre punto di eccellenza – e l’esperienza della persona. La qualità dei prodotti proposti si adegua, così, al valore dell’essenzialità e del made in Italy. Senza dimenticare l’aspetto estetico che aggiunge vivacità, eleganza e minimalismo.

CONTATTI

Greenfirm srl c/o Polo Tecnologico,
Via Roveredo, 20/B - Pordenone
email: [email protected]
Telefono: 0434 507547

Personaggi ed interpreti

Un’economia green che nasce dalla volontà di due famiglie - Tam e Gardisan - che hanno intravisto nella produzione di biogas, insieme ai vigneti, un nuovo progetto circolare e orientato alle nuove richieste dei consumatori. “Il nostro obiettivo è la valorizzazione dei processi interni che ci permette di creare la nostra economica circolare e di conseguenza sostituire la concimazione chimica e ridurre la produzione di co2”, dichiarano Marco Tam (a destra nella foto), ceo del gruppo, e Gabriele Gardisan, vice-presidente.

Il punto forte

I vigneti si trovano nel territorio delle Grave del Friuli con una superficie vitata di ben 100 ettari, di cui 40 di proprietà del gruppo e 60 di proprietà delle due famiglie. Il 10% della superficie è destinata alla produzione del biologico, mentre il restante è condotto in regime di sostenibilità. Stiamo parlando di un modello di business complesso, che integra anche una parte di bioeconomia e di economia circolare oltre al territorio. L’azienda produce, infatti, il digestato, un fertilizzante organico risultante dalla lavorazione del biogas, che viene poi distribuito nei campi e nei vigneti.

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