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Trending 4 Aprile, 2020 @ 5:12

Investono 10 milioni nella nuova sede e la mettono a disposizione della Protezione Civile, il gioiello di Damiani

di Eleonora Poggio

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La nuova sede della manifattura Damiani messa a disposizione della Protezione Civile (Courtesy Damiani)

Una  proposta coraggiosa per fornire una struttura con spazi utilizzabili come ospedale da campo, ricovero per senzatetto, magazzino materiali o tutto ciò che le autorità riterranno utile. E’ quella di Damiani, realtà tutta italiana che dal 1924 produce alta gioielleria, e che coinvolge un grande investimento realizzato dal gruppo e reso disponibile alla collettività in una fase particolarmente difficile per il Paese.

La nuova sede della manifattura Damiani vista dall’alto (Courtesy Damiani)

“Io e i miei fratelli, Guido e Silvia, abbiamo messo a disposizione della Protezione Civile i dodicimila metri quadrati della struttura che abbiamo acquistato lo scorso agosto e che sarà la prossima sede della nostra manifattura a Valenza”, spiega a Forbes.it Giorgio Damiani, vice presidente del gruppo Damiani in rappresentanza della terza generazione della famiglia.  “In questa battaglia dobbiamo essere uniti e ognuno deve fare qualcosa, quel che può,  e come può, per aiutare e sostenere concretamente chi sta lavorando in prima linea per combattere il coronavirus e salvarci.”

Quando è scattata l’emergenza sanitaria, la famiglia Damiani ha scelto di fermare il progetto di ristrutturazione di quell’area di proprietà, che era il Palafiere di Valenza, – oltre 10 milioni di euro di investimento previsto nel complesso per realizzare non solo la manifattura, ma anche un centro di sviluppo, un museo e una scuola orafaperché prosegue Giorgio Damiani “nonostante fossimo pronti a partire con i lavori, per poter entrare nella nuova fabbrica il prossimo fine anno 2021, ovviamente tutto si è fermato, a causa del coronavirus e del conseguente Dpcm che ha imposto la chiusura delle fabbriche. Dunque, abbiamo ritenuto di offrire la nostra solidarietà, e ciò che di concreto avevamo pronto, subito, per la lotta al Covid19”.

Giorgio Damiani (Courtesy Damiani)

L’ex Palafiere che ospiterà la nuova manifattura Damiani, si colloca nel distretto orafo di Valenza,  all’ingresso della città, ed è raggiungibile dai caselli autostradali di Tortona, Castelnuovo Scrivia ed Alessandria Est. In una posizione strategica. Non solo un impegno per la provincia piemontese più colpita dal Covid19 dunque.

Oltre alla struttura disponibile subito, Damiani ha lanciato  un piano d’intervento articolato su diverse iniziative di numerosi ospedali in tutta Italia. E a tutti i medici e gli infermieri impegnati senza sosta nell’ospedale Covid19 di Tortona, crocevia con la Lombardia e simbolo della lotta al contagio ha fatto omaggio di un gioiello Bliss – brand del gruppo Damiani- perché, prosegue Giorgio Damiani, “vogliamo che arrivi il nostro messaggio di sostegno, apprezzamento e ringraziamento per quanto stanno facendo ininterrottamente, con anima e cuore, per curare i nostri malati. Sarà un piccolo dono da parte della nostra famiglia, che include e rappresenta poi anche i nostri dipendenti, collaboratori e clienti.”

Clienti dei marchi del gruppo per i quali Damiani farà anche da collettore perché “abbiamo in corso una raccolta fondi a favore degli enti attivi nella lotta al Covid19.  A fronte dell’acquisto di un gioiello Damiani o Salvini, oppure anche un oggetto Venini, nelle specifiche piattaforme dei brand e attraverso l’e-commerce Rocca, o anche investendo in un diamante Calderoni, l’azienda attiverà ulteriori donazioni che potranno essere devolute all’ente scelto dal cliente finale per sostenere, per esempio, l’istituto ospedaliero del proprio territorio.”

Un’attenzione particolare che si estende su vari fronti e che Damiani rivolge anche ai propri collaboratori che Giorgio Damiani definisce “la nostra famiglia allargata, le persone che ci hanno permesso di realizzare creazioni di arte orafa o vetraria”; per ognuno di loro è stata attivata un’assicurazione che potrà rappresentare un aiuto concreto in caso di coinvolgimento diretto nell’infezione, sia che si tratti di ricovero, convalescenza o necessità di servizi e assistenza domiciliari.

“Damiani ha ricevuto messaggi di vicinanza concreta e di solidarietà dal nostro network e dal mondo. Grazie a questi contatti stiamo anche reperendo mascherine e DPI da destinare agli ospedali.  L’Italia è ben voluta e gode di simpatia. Occorre ora anche la sensibilità del Governo e la sua volontà di assistere e sostenere le imprese concretamente perché, anche se non ci auguriamo ricapiti una situazione di questa gravità, di fronte a stati di necessità le imprese italiane e gli imprenditori stanno dando segnali importanti nonostante le difficoltà. Spetta al Governo fare anche la sua parte, in primis riducendo la burocrazia e anche attivando attività, fondi e facilitazioni, agevolazioni fiscali ed economiche a supporto delle imprese e degli imprenditori italiani.” Conclude Giorgio Damiani, fiducioso.

 

Forbes Italia 3 Giugno, 2019 @ 12:32

Il prestigio di Damiani per rilanciare il mercato dei diamanti

di Eleonora Poggio

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ritratto di guido damiani
Guido Grassi Damiani, presidente del gruppo Damiani (Courtesy Damiani)

Pochi settori hanno subito una perdita di credibilità nell’ultimo anno quanto quello del commercio dei diamanti. Gli scandali connessi all’acquisto delle pietre preziose in banca attraverso società specializzate e l’impossibilità per molti investitori di rivendere o di farlo al prezzo atteso hanno portato al crollo di un castello di carte e alla sparizione di alcune aziende specializzate, tornate nel buio dopo alcuni anni sotto i riflettori.

“Nel nostro settore, gioielli e diamanti, non si può raggirare il consumatore: chi lo fa anche una sola volta si  gioca  tutto, immagine e storia e chiude”. E’ l’incipit con cui Guido Grassi Damiani, che oggi guida con i due fratelli Giorgio e Silvia l’omonimo gruppo della gioielleria nato nel 1924 a Valenza, lancia una nuova iniziativa: portare i diamanti certificati direttamente in gioielleria. Per farlo sta rilanciando sul mercato un brand acquisito dal gruppo tempo  fa: Calderoni Diamonds, azienda nata nel 1840.

gioielli damiani
Gioielli della linea Belle Epoque (Courtesy Damiani)

“Vogliamo offrire al consumatore qualcosa di diverso. Con Calderoni daremo la possibilità di acquistare diamanti sciolti etici e certificati, con servizi collegati di assicurazione e custodia. Vogliamo essere trasparenti, tutelare, come facciamo con i gioielli, chi acquista questi beni e soprattutto garantirgli con la nostra esperienza di 95 anni di storia, regole chiare”. Acquistare diamanti sciolti Calderoni significa “trovarli per ora in 300gioiellerie in Italia” conservare il diamante in uno speciale blister “CertiCard”, l’eccellenza nel campo della sicurezza e dell’anticontraffazione perché “si tratta di un sigillo di protezione inalterabile, per cui il diamante non può essere sostituito e i dati identificativi non possono essere modificati. Calderoni garantisce la qualità dei suoi diamanti non solo accompagnandoli con un certificato ufficiale dei più importanti laboratori gemmologici internazionali, ma anche incidendo sulla pietra il numero del relativo certificato. Per tutelare ulteriormente il consumatore, Calderoni Diamonds offre gratuitamente una polizza di assicurazione e pubblicherà periodicamente il listino dei propri diamanti, determinato sulla base del Listino Rapaport (riferimento internazionale utilizzato dagli addetti ai lavori per stabilire i prezzi del diamante in tutti i principali mercati) in modo da garantire la migliore trasparenza d’acquisto”. Calderoni Diamonds è anche garanzia di valore etico in aggiunta a quello economico, aderendo ai principi etici del “Kimberley Process”, che rendono trasparente la tracciabilità dei diamanti e confermano che non abbiano contribuito allo sfruttamento minorile o a finanziare guerre.

Guido, Silvia e Giorgio Damiani

“L’offerta Calderoni spazierà da diamanti naturali di piccola caratura con prezzi a partire da 100 euro circa, ovvero della linea Celebration, destinati a diventare regali in occasioni speciali come battesimi, lauree e simili, fino a pietre più grandi da acquistare come un segno prezioso e profondo da destinare agli eredi e agli affetti più cari della Linea ASSET e queste ultime saranno accompagnate da alcuni servizi accessori esclusivi, come la sicurezza di poter liquidare il bene.” In quest’ultimo caso il contratto scritto che prevede i servizi citati è impegnativo per Calderoni “per cui ci impegniamo ad esempio a riacquistarlo qualora il consumatore voglia poi rivenderlo o acquistarne uno di caratura superiore o lo voglia cambiare con un gioiello Calderoni”.

un diamante Calderoni
Un diamante lavorato e il logo Calderoni (Courtesy Damiani)

Con un obiettivo: “Diventare leader nella vendita di diamanti sciolti. Abbiamo già una rete nazionale di 300 punti vendita, siamo credibili e abbiamo il prodotto tracciato etico e certificato, e alcuni player esteri già ci hanno contattato. Saremo a disposizione non solo del consumatore ma anche di banche e realtà istituzionali che vorranno consulenza sui diamanti”. Ma Damiani non nega anche l’idea di poter dare vita a qualcosa di unico come “una boutique del diamante, uno show room dedicato”.

Diamanti e gioielli sono la passione ed il cuore della famiglia Damiani, non a caso sorride quando si sottolinea quanta strada i tre fratelli abbiano fatto e replica: “Abbiamo fatto meno strada di quella che volevamo, ma dal 1996 anno in cui il papà è mancato abbiamo quadruplicato il fatturato, aperto 60 negozi monomarca nel mondo nelle vie più prestigiose del lusso, siamo rimasti uniti e, uscendo dalla Borsa, siamo rimasti gli unici indipendenti che portano ancora avanti la realtà aziendale del suo fondatore, nostro nonno”.

Un’uscita, quella dalla Borsa, avvenuta in un periodo di volatilità e con modalità inusuali nei confronti di chi ha creduto in Damiani, prevedendo per tutti gli ex azionisti una serie di benefici quali ad esempio iniziative, eventi e condizioni vantaggiose presso le boutique monomarca dei brand o nelle boutique Rocca . “La Borsa – conclude Damiani – vuole un ritorno immediato, trimestrale, noi invece vogliamo lasciare ai nostri figli una azienda per il futuro. Con il gratitude club abbiamo voluto ringraziare chi anche solo per un giorno e anche solo con una azione ha investito in Damiani”.