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Aiutare i ragazzi di tutto il mondo a entrare nelle migliori università del pianeta, assicurando un futuro lavorativo all’altezza delle loro aspettative. È l’idea che sta alla base di Edusogno, una startup sorretta dal lavoro di cinque ragazzi: quattro italiani e un’americana. Un’intuizione che nasce tra un continente e l’altro, a cavallo tra Boston e Bari: “Ci siamo conosciuti nella città statunitense, mentre io frequentavo l’Eth di Zurigo e stavo facendo un progetto di scambio con il Mit”, racconta Domenico Campanaro, fondatore di Edusogno, “io e gli altri membri parlavamo di quando tornavamo in Italia per le vacanze e, puntualmente, venivamo assaliti da domande su come fare per andare a studiare o lavorare all’estero. Così un giorno, quasi per gioco, creai una pagina su Instagram su questo argomento: ebbene, con mia somma sorpresa, nel giro di una settimana avevamo 2-300 persone che ci seguivano”. Era il giugno 2019. Sono passati circa 7 mesi e oggi quella stessa pagina Instagram ha oltre 7mila follower e si superano i 9mila se si comprendono quelli di Facebook e TikTok. “Sembrano numeri poco significativi”, continua Campanaro, “ma va detto che in Italia le realtà universitarie o comunque nel settore educational sono poco seguite sui social: per esempio, la pagina ufficiale dell’Università di Pisa ha solo 15mila followers”.

Il successo iniziale ha dato l’impulso al gruppo di amici per provare a farne un business. Così, alla semplice pubblicazione di contenuti, è stata affiancata l’attività di tutoring da novembre dello scorso anno. Ed è nata la prima struttura nel nostro paese a fornire un aiuto articolato in questo modo agli studenti che vogliono entrare in top university all’estero. Al momento, decine di ragazzi si sono rivolti a Edusogno per una consulenza: “Spieghiamo loro quali sono le migliori università per i vari settori e come entrarci”, spiega ancora Campanaro, “dallo studio delle tecnologie di intelligenza artificiale alle arti figurative. Postiamo video-tour delle università e ne descriviamo il campus raccontando le nostre esperienze al loro interno, parliamo del mondo del lavoro del futuro, toccando tematiche di attualità come la crescente attenzione accademica sui temi ambientali e le energie rinnovabili”. All’interno dell’offerta, anche consigli e strategie su come affrontare un colloquio all’estero.

Domenico Campanaro

A guidare la truppa è appunto Domenico, 25 anni, ragazzo pugliese che ha da poco ottenuto un master of research all’università di Cambridge in ingegneria aerospaziale e sta completando un dottorato di ricerca a Oxford. Al suo fianco ha un team che si è cementato all’ombra delle più importanti università del pianeta: a partire dal fratello Luigi, 26 anni, anche lui alle prese con un dottorato di ricerca in robotica sempre a Oxford. Claire Ufongene, 23enne del Connecticut, al momento research assistent ad Harvard presso il Boston Children Hospital, è impegnata nel servizio di tutoring. Così come Ario Battolla, 25 anni, di Sestri Levante e attualmente impiegato nella divisione ricerca e sviluppo presso il team di Formula 1 di Sauber, in Svizzera. Mentre Filippo Licordari, 25 anni, anche lui di Sestri Levante, è a capo del marketing e attualmente lavora per Boston Consulting Group a Zurigo. “Siamo molto soddisfatti dei primi risultati”, prosegue il fondatore, “pochi giorni fa abbiamo saputo che uno dei ragazzi da noi seguiti è riuscito a entrare alla London School Of Economics. E l’altro giorno ci ha mandato un video dove ci ringraziava”. Si rivolgono a Edusogno ragazzi giovani, nella fascia d’età che va dai 15 ai 28 anni: “Sono persone motivate, che magari hanno fatto il liceo in Italia e vogliono prendere una triennale all’estero. Oppure laureati triennali italiani che sono interessati a una specialistica oltre confine o a un dottorato. Nel nostro paese, purtroppo, ci sono pochi investimenti per chi vuole fare un Phd e quindi si pensa di rivolgersi all’estero”.

Chi cerca di andarsene non necessariamente ha un brutto rapporto con l’Italia, anzi. “Personalmente sono molto legato al mio Paese”, ci tiene a sottolineare Campanaro, “e se avessi buone opportunità tornerei senza problema. Tuttavia, in Italia lo stipendio medio di ingresso per un ingegnere è di 1.400 euro. Mentre a Zurigo, in Svizzera, in media è molto più alto, logico quindi che lo sguardo si rivolga altrove”. Basti pensare che, secondo un report dell’istituto svedese Universum, datato 2017, si parla di un’aspettativa di salario nel primo anno dopo la laurea che nel paese elvetico sfiora gli 80mila dollari (oltre 72mila euro, al cambio attuale). Il primo passo, tuttavia, non è mai facile. Bisogna muoversi in un contesto non conosciuto e nei colloqui di lavoro non si sa come ci si deve comportare: “Edusogno serve anche a questo: affiancare alcuni accorgimenti a una base solida per aumentare di parecchio le possibilità di superare il colloquio di ingresso”.