Per la seconda volta nella sua storia Time sceglie come persona dell’anno Donald Trump, fresco di nuova elezione come presidente degli Stati Uniti. “La sua rinascita politica non ha eguali nella storia americana… Ha battuto non uno, ma due avversari democratici, ha conquistato tutti e sette gli stati in bilico, è diventato il primo repubblicano a vincere il voto popolare in 20 anni, ha riallineato la politica americana, riorganizzando il partito repubblicano e costringendo i democratici a fare i conti con ciò che è andato storto”, spiega la rivista, che aveva già individuato Trump come persona dell’anno nel 2016, sempre sulla scia della vittoria delle elezioni.
“Time ha scelto la persona dell’anno per 97 anni: l’individuo che nel bene e nel male ha fatto di più per plasmare il mondo nei 12 mesi precedenti. Per molti anni la scelta è stata difficile. Non stavolta”, ha scritto il direttore del magazine Sam Jacobs. D’altronde, andando a ritroso, una simile vittoria elettorale di Trump era quasi impronosticabile. Anche e soprattutto per quanto accaduto negli ultimi quattro anni: da un mandato chiusosi nel peggior dei modi, con “i suoi tentativi di sovvertire i risultati delle elezioni del 2020, culminati con l’assalto a Capitol Hill degli Stati Uniti”, lo sdegno “della maggior parte dei funzionari del partito quando ha annunciato la sua candidatura alla fine del 2022”, fino ad arrivare alle aule di tribunale di New York, “frequentate per sei mesi”, prima di diventare “il primo ex presidente a essere condannato per un crimine”, aggiunge Time.
Trump, dai “72 giorni di furia” ai primi atti presidenziali
Trump ha dato a Time una spiegazione chiara e anche un nome alla sua improbabile rinascita: ‘72 giorni di furia’. “Abbiamo toccato il nervo scoperto del paese. Il paese era arrabbiato”, ha detto il neo presidente, che in effetti è riuscito a sfruttare il malcontento nazionale per l’economia, l’immigrazione e le questioni culturali. Un malcontento che, come spiega la rivista, ha unito diversi tipi di elettori: “Dalle mamme e i pensionati delle periferie, fino ad arrivare ai latini, agli elettori di colore e agli imprenditori del mondo tech”.
Peraltro, in seguito all’attentato del 13 luglio, è evidente che Donald Trump ha raccolto tanto sostegno, al punto da diventare per molti americani una figura ispiratrice quando si “è alzato in piedi ancora insaguinato e ha urlato ‘combattere'”. “Molte persone sono cambiate in quel momento”, ha detto lo stesso Trump, che ha anche rivelato a Time quali saranno i primi atti ufficiali della sua presidenza. Uno su tutti: graziare la maggior parte dei rivoltosi accusati o condannati per l’assalto a Capitol Hill. “Sarà fatto nella primo ora o forse nei primi nove minuti”, ha detto il neo presidente, che sta anche pianificando azioni immediate per annullare molti degli ordini esecutivi di Biden ed espandere le trivellazioni petrolifere su terreni federali.