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Trending 4 Febbraio, 2020 @ 8:55

Coronavirus: il racconto del ritorno in Italia dei cervelli in fuga (VIDEO)

di Massimiliano Carrà

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“È stata una giornata infernale, ma ce l’abbiamo fatta”. Così Marika Digato, studente di 25 anni all’Università di Tongji di Shanghai, racconta a Forbes il giorno del suo ritorno in Italia a causa del coronavirus. 

Dopo aver inviato il video alla nostra redazione, Marika (laureatasi al corso triennale di Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo), ci racconta la sua storia e quella dei suoi colleghi Francesca Palermo, Damiano Nitto, Laura Terravecchia, Martina Fessia, Michela Martina La Manna, Chiara Contino e Beatrice Alasotto: “Siamo al secondo anno del corso di laurea magistrale in International Relations e studiamo all’Università di Shanghai perché abbiamo vinto la borsa di studio messa a disposizione dall’Università di Torino “Campus Luigi Einaudi”, che permette di fare un anno a Torino e un anno in Cina come doppio titolo. Eravamo lì da 5 mesi e ne abbiamo ancora 5 da affrontare”.

Partita alle ore 23 di giovedì 30 gennaio da “Pudong” (l’aeroporto di Shanghai), insieme ai 7 suoi colleghi italiani, Marika è atterrata a Milano Malpensa, dopo uno scalo a Istanbul, alle ore 10.00 di venerdì 31 gennaio e spiega: “Abbiamo fatto tutto il viaggio con le mascherine che cambiavamo ogni 7 ore. La cosa che ci ha stupito è che solo a Pudong ci hanno sottoposto a controlli medici, ad Istanbul e a Milano niente di niente” (controlli stringenti e quarantena sono stati previsti invece per coloro che arrivavano da Wuhan)

Coronavirus? A Shangai sembra tutto sotto controllo

E se a Wuhan, la città da cui è partita la diffusione del coronavirus, la situazione sembra più critica, a Shanghai secondo quanto ci raccontano in un video Marika Digato, Chiara Contino (25 anni) e Laura Terravecchia (24 anni) “sembra tutto essere sotto controllo”. 

Infatti, come sottolinea Chiara, anch’essa studente all’Università Tongji di Shanghai, “se le città cinesi sono abbastanza vuote è perché in tantissimi sono fuori per le vacanze, non perché sono scappati per il coronavirus”. Dello stesso avviso anche Laura Terravecchia, che evidenzia “i cinesi sono abbastanza tranquilli e stanno prendendo delle ottime misure di sicurezza. In sintesi, non c’è tutto questo allarmismo”. 

“Torneremo in Cina il prima possibile: no al razzismo”

Nonostante il rientro in Italia, l’idea dei ragazzi è chiara: “Siamo in attesa dell’inizio del secondo semestre che doveva prendere il via il 17 febbraio, ma è stato spostato a data da destinarsi. Sicuramente noi speriamo di tornare e di poterci lavorare, perché la Cina è la nostra seconda casa. Alcuni di noi, infatti, hanno trovato delle opportunità di tirocinio. Inoltre, l’università – sottolinea Marika – è una delle migliori in Cina, tant’è che alcuni professori e studiosi stanno collaborando alla realizzazione del vaccino”. 

In ultima battuta, visto che in Italia si sono susseguiti casi di razzismo nei confronti di cinesi a causa della diffusione del coronavirus, Marika Digato ha voluto prendere le distanze da questi episodi: “I cinesi sono persone speciali, generose e disponibili. Sempre sorridenti e felici, noi ci siamo trovati bene fin da subito. Ovviamente ogni popolo ha la propria cultura e non è giusto giudicare. Proprio per questo ci discostiamo e non condividiamo tutto il razzismo e la cattiveria nei confronti di questo popolo speciale”.

Investimenti 16 Gennaio, 2020 @ 5:56

Investimenti immobiliari mai così forti in Italia: la calamita è Milano

di Massimiliano Carrà

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Il settore immobiliare in Italia continua a volare e nel 2019 stabilisce un nuovo record: 12,3 miliardi di euro di investimenti, il valore più alto mai registrato finora. Battuto quindi il precedente record del 2017, quando gli investimenti nel settore immobiliare si erano attestati a 11,2 miliardi di euro, e surclassato del 36% il precedente valore registrato nel 2018. 

È questo uno dei riscontri più importanti riportati da una ricerca effettuata da CBRE. La più grande società di consulenza immobiliare al mondo però non si è limitata solamente a fornire un quadro generale sull’anno appena concluso, ma si è anche soffermata su altri fattori. Tra questi, i numeri dell’ultimo trimestre del 2019, i settori che hanno trainato il mercato immobiliare e le città italiane che hanno guidato gli investimenti.

Partendo dal primo fattore, è indubbio che il quarto trimestre del 2019 abbia giocato un ruolo decisivo. Infatti, come riportato da CBRE, proprio in questo arco di tempo sono stati effettuati il 40% degli investimenti totali registrati durante l’anno, ossia 4,9 miliardi di euro.

Decisivi per la crescita, sottolineano gli autori della ricerca, sono stati: la politica monetaria accomodante della Bce sui tassi di interesse, il cambiamento di governo avvenuto in corso d’anno e la crescita progressiva del potenziale inespresso del Paese rispetto alle dimensioni dell’economia, nonché di alcuni settori del Real Estate.

Milano e gli uffici trainano il mercato immobiliare

E se dal punto di vista dell’arco temporale è il quarto trimestre dal 2019 ad aver trainato gli investimenti immobiliari in Italia, dal punto di vista geografico e settoriale il merito va al duo rappresentato da Milano e dagli uffici.

Infatti, se da una parte il capoluogo lombardo ha attratto il 40% degli investimenti totali, ossia 4,6 miliardi di euro, (3,1 miliardi nel 2018) il comparto degli uffici da solo ha catturato 5 miliardi di euro (3,4 miliardi nel 2018). Di questi, oltre 3,6 miliardi di euro derivano proprio dagli investimenti effettuati nel capoluogo lombardo. 

Positiva, ma leggermente sottotono la situazione per Roma. La Capitale infatti registra performance in linea con l’anno precedente, ossia 1,9 miliardi di euro di investimenti.

Vola il settore degli hotel

Anche se non è il settore immobiliare che ha attratto più investimenti, il comparto degli hotel si piazza alle spalle di quello degli uffici e fa registrare una crescita record. Grazie ai 3,3 miliardi di euro raccolti, nel 2019 il settore degli hotel ha attratto il 141% di investimenti in più. Nel 2018 infatti si erano attestati a 1,3 miliardi di euro. 

Come sottolinea la ricerca di CBRE, al record hanno di certo contribuito due transazioni: l’acquisto del portafoglio Belmond da parte di LVMH e quello degli hotel IHC realizzato da Oaktree. Ma non è tutto. Visto che in pipeline vi sono alcune grosse transazioni, come quella da parte di Covivio , CBRE prevede che l’anno appena iniziato sarà ugualmente positivo.

Riguardo gli altri settori del mercato immobiliare, cresce la logistica che fa segnare volumi di investimento di oltre 1,3 miliardi di euro, male invece il retail che registra una decrescita, passando da 2,2 miliardi di euro del 2018 a 2 miliardi nel 2019, e quello residenziale che è passato da 763 milioni di euro di investimenti, raccolti nel 2018, a 687 milioni di euro di investimenti.