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Business 13 Ottobre, 2019 @ 9:51

Perché Dyson ha detto addio al sogno di costruire un’auto elettrica

di Emiliano Ragoni

Auto e tecnologia.Leggi di più dell'autore
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James Dyson

L’auto elettrica è diventata una moda, spesso associata ad un nuovo concetto di mobilità, interconnessa, digitale e condivisa; le case automobilistiche si stanno avviando ad immettere le proprie auto elettriche sul mercato, sia per motivi legati ai limiti di emissioni, sia perché ormai è diventata quasi una necessità nei confronti degli stakeholder.

Ma, ovviamente, al di là della minore complessità del motore elettrico rispetto alla controparte endotermica, la filiera dell’auto rimane sempre la stessa. Ed è dannatamente complicata, oltre a richiedere ingenti investimenti a fronte di marginalità ridotte.

Ci è cascata addirittura anche la Apple, che avrebbe voluto realizzare la propria elettrica, salvo poi cambiare idea per via degli ingenti costi di sviluppo, ripiegando sullo sviluppo di un sistema di guida automatizzata.

Quella di James Dyson, padre-padrone dell’azienda inglese che produce aspirapolveri, è un’avventura del tutto simile a quella della Apple. Infatti, nonostante tutte le buone intenzioni e il massiccio intervento di pianificazione, la Dyson ha deciso di abbandonare il sogno di produrre la propria auto elettrica chiudendo la divisione automotive. Il motivo? Chiaramente gli eccessivi costi di sviluppo.

Eppure la Dyson stava facendo le cose davvero in grande e dopo aver annunciato la volontà dl produrre una propria auto elettrica, nel 2017, aveva stanziato un budget di 2,2 miliardi di euro, cifra che doveva essere utilizzata per l’ingegnerizzazione di un modello entro il 2020.

Inoltre James Dyson aveva creato un team di 500 ingegneri capeggiati dall’ex dirigente di BMW e Infiniti, Roland Krueger. Infine, con l’obiettivo di avere un maggiore controllo su tutta la catena di fornitori, oltre che per la vicinanza al maggiore mercato dell’auto elettrica, la compagnia inglese aveva spostato la sede a Singapore.

Stando ai disegni trapelati la scorsa estate, l’auto elettrica della Dyson doveva essere una sorta di suv-crossover di lusso dalle inedite proporzioni e, al posto della classica batteria agli ioni di litio, doveva essere alimentata da un accumulatore allo stato solido (tipologia di batteria oggi ancora in fase di sperimentazione).

Purtroppo l’investimento della Dyson e il suo know-how nelle batterie non è bastato per portare a termine il suo avveniristico progetto. D’altronde, tanto per fare un paragone, il gruppo Volkswagen per la sua transizione verso l’auto elettrica ha messo in campo una spaventosa potenza di fuoco, utilizzando le varie joint venture in Cina e sfruttando le sinergie tra i suoi brand, e mettendo sul piatto un investimento di oltre 80 miliardi di dollari.

Tanto per citare un altro esempio di “nuove” case automobilistiche che hanno tentato la loro avventura nel settore dell’elettrico, la stessa Nio, la compagnia americana con capitali cinesi, sta incontrando grosse difficoltà economiche ed è arrivata a licenziare un quinto della sua forza lavoro. Oppure la Faraday Future, inizialmente soprannominata la “Tesla cinese”, che è stata perennemente sull’orlo del fallimento.

Senza dimenticare le difficoltà economiche della Tesla che, pur raggiungendo dei record di produzione con la berlina Model 3, presenta delle trimestrali quasi sempre in rosso.

Produrre auto rimane tutt’altro che un gioco e le aziende che decidono di investirci devono mettere in conto maxi investimenti iniziali e un ritorno economico che, se confrontato a quello dell’elettrica di consumo, è decisamente marginale.

Business 29 Agosto, 2019 @ 9:32

Tesla ora vende anche le assicurazioni, partendo dalla California

di Forbes.it

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Impianto di ricarica Tesla
Un impianto di ricarica Tesla in California (Justin Sullivan/Getty Images)

“A partire da oggi, lanciamo Tesla Insurance”. E’ l’ultima iniziativa della casa automobilistica fondata da Elon Musk, vulcanico imprenditore che ora sembra pronto ad aggredire mercati paralleli a quello delle quattro ruote, vestendo anche i panni dell’assicuratore.

Presentata ieri attraverso una nota apparsa sul blog aziendale, quella di Tesla è un’offerta assicurativa definita “a prezzi competitivi” e progettata per offrire ai proprietari di Tesla tariffe fino al 20% più basse e in alcuni casi fino al 30%. Tesla Insurance offrirà una copertura completa e la gestione dei sinistri per supportare i suoi clienti in California, ma è già prevista l’espansione in futuro in altri Stati del Nord America.

“Poiché Tesla conosce meglio i suoi veicoli – spiega la nota – Tesla Insurance è in grado di sfruttare la tecnologia avanzata, la sicurezza e la manutenzione delle nostre auto per fornire un’assicurazione a un costo inferiore. Questo prezzo riflette i vantaggi della sicurezza attiva di Tesla e le funzionalità avanzate di assistenza alla guida di serie su tutti i nuovi veicoli Tesla”.

Ai proprietari di Tesla in California viene promessa la possibilità di acquistare una polizza in meno di un minuto collegandosi alla sezione dedicata del sito della casa automobilistica.Per gli ordini di nuovi veicoli, i clienti potranno richiedere un preventivo prima della consegna della vettura.

Tesla Insurance offrirà la possibilità di pagamenti mensili “senza costi o addebiti nascosti”. I clienti potranno annullare o modificare la loro polizza assicurativa Tesla in qualsiasi momento.

Investimenti 16 Luglio, 2019 @ 2:23

Mobilità elettrica: ecco le aziende che offrono opportunità di investimento

di Forbes.it

Staff

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(Photo by Spencer Platt/Getty Images)

di Zehrid Osmani, Head of Global Long-Term Unconstrained di Martin Currie (affiliata Legg Mason)

È raro che un mercato ben consolidato subisca una trasformazione radicale nel giro di pochi anni. Ma sembra proprio questo il destino dell’industria automobilistica: i veicoli elettrici diventeranno la norma mentre gradualmente il motore a combustione interna verrà abbandonato. Secondo le nostre previsioni da qui al 2030 il mercato dei veicoli elettrici dovrebbe espandersi ad un tasso di crescita annuo cumulato superiore al 30%, spinto principalmente dalle regolamentazioni più restrittive e dalla crescita della domanda da parte dei consumatori”.

Le opportunità di crescita
La Cina è al momento il più grande mercato di veicoli elettrici al mondo, e il governo sta spingendo con forza per un’ulteriore crescita. Le aspirazioni ‘green’ del paese fanno sì che alle case automobilistiche siano ora imposti stringenti requisiti minimi riguardo la produzione di veicoli alimentati con nuove energie (inclusi ibridi ricaricabili, veicoli esclusivamente elettrici e auto alimentate a celle a combustibile). Nel frattempo, in Europa un nuovo pacchetto di norme sulla mobilità pulita, approvato dal Parlamento Europeo, ha previsto nuovi standard sulle emissioni di CO2 delle automobili e dei veicoli commerciali leggeri, così come incentivi per i veicoli a zero emissioni.

Inoltre, se finora i consumatori sono stati lenti nel convertirsi ai veicoli elettrici (in un sondaggio condotto dall’American Automobile Association, solo il 16% degli automobilisti Usa ha dichiarato di star considerando un’auto elettrica come prossimo acquisto), ci sono segnali di un crescente supporto per forme di trasporto più sostenibili.

La strada più ovvia non sempre è la migliore
Tesla è probabilmente il marchio di veicoli elettrici più noto al mondo, grazie anche alla Model 3, il suo modello più venduto nel 2018. Ma l’azienda di Elon Musk ha motivo di preoccuparsi, perché ormai molte altre case automobilistiche hanno sviluppato modelli elettrici, come BAIC (azienda di proprietà del governo cinese), Nissan, Toyota, Renault, BMW. La cosa più evidente, a nostro parere, è che questa parte della catena del valore sia molto in vista, ma non rappresenti un bacino opportunità così ricco per gli investitori.

Questo per due motivi. Innanzitutto, per il rischio rappresentato dall’esporsi alle scelte dei consumatori. Essendo le decisioni riguardo ai brand strettamente legate ai gusti, spesso mutevoli, della clientela, tentare di prevedere se gli automobilisti preferiranno una Tesla, una Porsche o una Renault – o qualsiasi altro marchio – appare un rischio non necessario per gli investitori.

In secondo luogo, trovarsi in prima linea sul mercato dei consumatori finali espone gli investitori a un segmento ad alta intensità di competizione, cosa che – come investitori – in genere vorremmo evitare. Il fatto che le case automobilistiche stiano pianificando di incrementare il capex e le risorse destinate alle divisioni di R&D (ricerca e sviluppo) ci dice che la capacità di produzione è destinata a impennarsi, portando una crescente pressione competitiva in questa parte della catena del valore. Proprio queste pressioni potrebbero essere il motivo per cui Tesla ha recentemente annunciato una riduzione significativa dei suoi prezzi.

Analizzare accuratamente la catena del valore
Come Martin Currie, preferiamo analizzare l’intero ecosistema dei veicoli elettrici e trovare opportunità, lungo la catena del valore, in aree a valore aggiunto con pricing attraente, e che dispongano di un maggior potere di determinazione dei prezzi. L’azienda olandese ASML, ad esempio, gode di una posizione invidiabile, essendo il fornitore chiave di un’industria in espansione come quella dei semiconduttori. ASML realizza sistemi fotolitografici di precisione che stampano i transistor e altri componenti nei chip. Con una posizione di mercato molto forte e strette relazioni con i clienti, l’azienda ha ruolo cruciale per l’innovazione e lo sviluppo dell’industria dei semiconduttori, e dunque ha un notevole potere di determinazione dei prezzi.

Un altro marchio legato ai semiconduttori è la tedesca Infineon, che dispone di un’ampia gamma di prodotti per l’industria automotive e la sua transizione verso le tecnologie elettriche o ibride, così come per la guida autonoma. Parliamo di prodotti come controllori di potenza e sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS, Advanced Driver Assistance Systems). La posizione di leadership di Infineon si è ulteriormente consolidata attraverso l’acquisizione di Cypress, società specializzata nei chip. Infineon sta beneficiando del crescente uso dei semiconduttori nelle automobili. Attualmente, infatti, il valore medio dei semiconduttori utilizzati nei veicoli si aggira attorno ai 360 dollari, ma si tratta di cifre destinate a crescere rapidamente: alcune stime parlano di un valore di circa 1.000 dollari per le apparecchiature utilizzate nei veicoli elettrici/ibridi. Se confrontato con il costo complessivo di un’automobile, il costo addizionale delle nuove tecnologie installabili sui veicoli è molto basso, soprattutto considerando i benefici offerti, il che rende aziende come Infineon un’opportunità attraente per investire nel forte potenziale di crescita del settore.

Una altra parte vitale della catena del valore è rappresentata dalle batterie – il cuore pulsante dei veicoli elettrici. Anche qui stiamo analizzando diverse potenziali opportunità. Umicore, azienda attiva nel riciclo e nel recupero di metalli preziosi, detiene il brevetto di Cellcore, il nome commerciale dei suoi materiali NMC (litio, nickel, manganese e cobalto) che formano il catodo di una batteria al litio ricaricabile. È il materiale di riferimento per l’intera industria dei veicoli elettrici, eccetto Tesla. Il vantaggio competitivo chiave di Umicore è il suo approccio ciclico, perché ricicla i materiali per le pile – il che dà all’azienda un vantaggio sui concorrenti che non ricorrono al cosiddetto ‘urban mining’ (estrarre materiali utili dai rifiuti) e dipendono quindi maggiormente da materie prime derivanti da fonti meno sostenibili.

Trending 18 Giugno, 2019 @ 12:04

Elon Musk potrebbe lasciare per sempre Twitter?

di Daniele Rubatti

Staff writer, Forbes.it

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Quello tra Elon Musk e Twitter è un rapporto ancora tutto da decifrare. Negli ultimi giorni, il miliardario americano è tornato a far parlare di sé sul social network con una serie di azioni davvero bizzarre. In un tweet, poi rimosso, Musk ha rifiutato di riconoscere i crediti a un artista di cui aveva twittato un’opera durante il weekend, anche dopo che altri utenti lo avevano inviato a farlo. “Vorrei che la gente smettesse di accreditare artisti su Twitter quando ogni pazzo può scoprire chi era l’artista in pochi secondi. Sta distruggendo il mezzo “, ha scritto in un tweet. Nel giorno del papà, Musk ha cambiato il suo nome Twitter in “Papà DotCom”. Poi, domenica sera, Musk ha twittato: “Ho appena cancellato il mio account Twitter”, anche se l’account continua a essere online. Da allora non ha più scritto nulla.

“Non posso credere che Elon Musk abbia seguito in un solo giorno pienamente la traiettoria di un adolescente arrabbiato in un forum, dalla disputa iniziale fino alla richiesta di eliminare il suo account e quindi di non eliminarlo”, ha commentato un utente su Twitter.

I problemi di Elon Musk con la Sec

Solo per citare qualche episodio, il ceo di Tesla aveva cominciato twittando per sbaglio il suo numero di telefono. Poi era intervenuto in modo poco appropriato sulla vicenda 12 ragazzini thailandesi bloccati per 18 giorni in una caverna di Mae Sai. Per finire, aveva annunciato, sempre con un tweet, un delisting – poi mai avvenuto -, che aveva portato le azioni dell’azienda a una valore di $420 dollari: da quel momento, la Sec aveva costretto il visionario imprenditore a concordare con un avvocato i tweet prima di essere pubblicati. Già a febbraio, però, aveva violato l’accordo con un tweet che mostrava numeri imprecisi della produzione di Tesla.

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Life 15 Marzo, 2019 @ 9:31

Ecco la Model Y, il Suv elettrico della “S3XY” gamma Tesla

di Forbes.it

Staff

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Tesla Model Y
Tesla Model Y. (Courtesy www.tesla.com)

Dopo la Model S, la Model X e la Model 3, è stato presentato ufficialmente al Design Studio di Palo Alto, in California, Model Y, il nuovo Suv elettrico di Tesla, casa fondata da Elon Musk. Bisognerà però attendere ancora un anno per averla nel proprio garage visto che verrà distribuita sul mercato solo nell’autunno 2020. Una denominazione, quella della Model Y, che risponde a una precisa scelta di marketing. Insieme i quattro modelli Tesla finora prodotti, come ha sottolineato lo stesso Musk, formano la scritta “S3XY”.

Tesla Model Y: 4 diversi allestimenti

Derivando dalla Model 3, la nuova Model Y ne ricalcherà la gamma, con le versioni a trazione posteriore o Dual Motor a trazione integrale. E sarà ordinabile in 4 diversi allestimenti: Standard Range, Long Range, Dual Motor AWD e Performance che avranno debutti spalmati fino a primavera 2021.

Tesla Model Y: fino a 7 passeggeri a bordo

Come ogni Tesla, la Model Y è progettata per essere il veicolo più sicuro della sua classe. Il basso baricentro, la struttura rigida del corpo e le ampie zone di deformazione forniscono una protezione senza precedenti. Il modello Y offre anche una buona versatilità, in grado di trasportare fino a 7 passeggeri. Ogni sedile della seconda fila si piega in modo indipendente, creando un deposito flessibile per sci, mobili, bagagli e altro. Il portellone si apre su un pianale ribassato che facilita e velocizza il carico e lo scarico.

Tesla Model Y: velocità massima

Naturalmente la Model Y è completamente elettrica e con ottime performance. La variante Performance a trazione integrale riuscirà a scattare da 0 a 100 km/h in poco più di 3,5 secondi e a raggiungere una velocità massima di 240 km/h con un’autonomia di circa 450 km. La Model Y Dual Motor AWD, sarà in grado di toccare i 217 km/h con la stessa autonomia. La Model Y Long Range, invece, riuscirà a percorrere fino a 483 km. Con 370 km d’autonomia, la Model Y Standard Range sarà la versione d’ingresso gamma e avrà una velocità massima di 193 km/h. Inoltre, tutte le versioni avranno piena capacità di di guida automatica.

Tesla Model Y - Interni
Interni della Model Y di Tesla. (Courtesy www.tesla.com)

Con una posizione di seduta rialzata e un cruscotto basso, l’autista ha una vista dominante sulla strada da percorrere. L’interno della Model Y è semplice e pulito, con un touch screen da 15 pollici, un sistema audio avvolgente e un ampio tetto interamente in vetro che crea spazio extra e offre una vista perfetta del cielo.

Tesla Model Y: prezzo

Capitolo prezzi, infine. Il modello base, che sarà ordinabile solo tra due anni, avrà un listino base di 39.000 dollari, solo 4.000 dollari in più rispetto alla versione Standard Range della berlina compatta. Per la Model Y Long Range il prezzo è fissato a 47.000 dollari; 51.000 per la Dual Motor AWD e 60.000 per la versione top di gamma, la Performance. Per il momento non sono state diramate informazioni ufficiali sui prezzi per l’Italia, né sulle tempistiche di commercializzazione nel nostro Paese nonostante in altri Paesi europei la vettura risulti già preordinabile con prezzi a partire da 55.980 euro per la Long Range a trazione posteriore.

Tecnologia 26 Febbraio, 2019 @ 1:33

Tesla e il tweet non autorizzato. Elon Musk ci casca ancora

di Hillary Di Lernia

Staff writer, Forbes.it

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Elon Musk rivela il prezzo del biglietto per andare su Marte
(Bill Pugliano/Getty Images

Nuovi guai per il numero uno di Tesla. La Sec, la Consob americana, ha intenzione di accusare Elon Musk per oltraggio della Corte per aver violato un accordo stipulato tra le parti circa 5 mesi fa.

Il motivo della richiesta è legato a un tweet pubblicato dal ceo di Tesla sulla produzione di vetture della sua casa automobilistica. Il 19 febbraio Musk aveva cinguettato: “Tesla ha realizzato zero auto nel 2011 ma ne produrrà circa 500mila nel 2019”.

Elon Musk, tweet senza autorizzazione: nuovi guai per il numero uno Tesla

Nonostante abbia subito corretto la sua posizione, precisando che la casa automobilistica avrebbe consegnato non 500, ma 400mila vetture quest’anno, il fatto di non aver chiesto un’autorizzazione preventiva ha fatto saltare l’accordo con la Sec, stipulato per evitare che, come in passato, i suoi tweet potessero in qualche modo influire sul prezzo delle azioni della società. E immancabilmente le azioni di Tesla hanno registrato un crollo di oltre il 4,5% dopo la chiusura del mercato azionario di ieri.

Tesla, nuovi guai per Musk: la Sec chiede di accusarlo per i suoi tweet. Ma non è la prima volta

Non è la prima volta che Elon Musk viene “ripreso” dalla Sec. Lo scorso agosto l’istrionico miliardario di origine sudafricana aveva pubblicato un tweet in cui diceva di voler rendere Tesla una società privata e di avere abbastanza risorse finanziarie per rendere effettiva la sua decisione. Ovviamente questo aveva aumentato il prezzo della quota sul mercato azionario e diversi investitori che avevano scommesso sul fallimento di Tesla hanno perso notevoli somme di denaro.

La Sec non aveva preso molto bene la sua dichiarazione e aveva costretto Musk a pagare una multa di 20 milioni di dollari, oltre a stipulare l’accordo che vincolava il numero uno di Tesla a far approvare i suoi tweet prima di essere pubblicati.

Ma neanche questo sembra aver fermato la propulsione scrittoria dell’eccentrico imprenditore.