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BrandVoice - The Adecco Group 15 Ottobre, 2019 @ 1:00

Diversity & Inclusion a sostegno delle aziende

di Forbes.it

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Francesco Reale, segretario generale di Fondazione Adecco per le Pari Opportunità

Dal numero di ottobre di Forbes Italia

Il tema dell’inclusione e del valore della diversità si è imposto in anni recenti con un ruolo di centralità all’interno delle aziende. Tanto che un report pubblicato da Boston Consulting Group nel 2019 ha rivelato che il 98% delle aziende nel mondo ha investito in qualche misura per interventi a sostegno della Diversity & Inclusion.

All’inizio del millennio il tema era invece molto meno attuale, eppure proprio nel 2001 nasceva quella che può essere considerata uno dei pionieri tra i portavoce della diversità in azienda: la Fondazione Adecco per le Pari Opportunità.

“La Fondazione è l’espressione più diretta dell’intero Gruppo Adecco”, spiega Francesco Reale, segretario generale di Fondazione Adecco per le Pari Opportunità. “Aiutiamo le aziende a comprendere il ruolo dell’inclusione e della diversità perché le abbiamo vissute dapprima all’interno del nostro gruppo. E se anche oggi le aziende sono molto aperte su questi temi, in molti casi non sanno come fare, come declinare i progetti sui loro dipendenti. E noi su questo lavoriamo: le aiutiamo a costruire percorsi di inclusione che funzionino, fornendo un accompagnamento al mondo del lavoro che favorisca un inserimento di successo.

La Fondazione  si occupa di numerosi temi: donne vittime di violenza, persone con disabilità fisica o psichica, rifugiati (ad esempio con il progetto “Safe In” rivolto ai titolari di protezione o ai richiedenti asilo)e i Neet (i giovani non impegnati né nello studio né nel lavoro e nemmeno nella formazione).

“Un altro fronte, reso possibile dal dialogo privilegiato con le aziende, è quello di supportare il sistema laddove esistano casi di carenza di determinate professionalità, ossia quando il lavoro c’è ma non ci sono le persone in grado di effettuarlo”, dice ancora Reale, “con la creazione di business plan dedicati agli antichi mestieri”. Ambiti quali la pelletteria, attraverso ad esempio la formazione dei rifugiati laddove gli artigiani vengono a mancare, e tanti altri casi dove le competenze pregresse delle persone si rivelano un valore aggiunto. Anche i talenti vengono valorizzati in azienda. Ad esempio quelli di persone autistiche ad alto funzionamento, che possono offrire alle imprese doti di attenzione molto più alta rispetto a quelle della media del gruppo di lavoro.

“Un progetto ha successo quando le aziende comprendono quanto il clima aziendale ne tragga giovamento. Si realizzano storie di inclusione molto belle, con risultati apprezzabili anche in termini di motivazione dei dipendenti, che a loro volta si traducono in un miglioramento delle performance aziendali”, prosegue Reale.

L’intervento di Fondazione si snoda dunque in due direzioni: verso le aziende e verso i beneficiari.

“I beneficiari vengono accompagnati al mondo del lavoro. Anche con un successivo tutoraggio che permette alle aziende di non sentirsi sole nel gestire le situazioni. Al tempo stesso, si lavora sul team che accoglierà la persona”.

Il lavoro è la vera forma di inclusione sociale, restituisce dignità alle persone e le aiuta a regolarizzare la propria vita, ma porta anche valore alle aziende stesse.

Fondazione Adecco e Forbes hanno collaborato per la realizzazione di un White paper su Diversity & Inclusion, scaricabile sul sito della Fondazione, all’interno del quale è possibile approfondire ulteriormente il tema.

Leader 24 Luglio, 2019 @ 11:00

A 25 anni è già ceo. Chi è Alessandro Tentoni, per un mese al vertice di The Adecco Group

di Forbes.it

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Alessandro Tentoni e Andrea Malacrida
Alessandro Tentoni e Andrea Malacrida (Courtesy: The Adecco Group)

Non capita tutti i giorni a 25 anni di trovarsi ai vertici di una grande azienda. Succede in The Adecco Group Italia, nell’ambito del programma Ceo for One Month, che da cinque anni valorizza i giovani talenti offrendo la straordinaria opportunità di condividere un intero mese di lavoro a fianco dell’amministratore delegato in Italia, Andrea Malacrida.

Il vincitore di quest’anno è Alessandro Tentoni, romagnolo classe ‘94, laurea triennale in economia aziendale a Bologna, master in management alla Luiss di Roma, un’esperienza all’estero, al secondo anno di università, durante la partecipazione al programma Erasmus, presso la business school EM Lyon, cui è seguita un’esperienza in ambito consulenziale, all’interno di un importante incubatore di startup. Alessandro è stato scelto tra oltre 15mila candidati, attraverso un intenso processo di selezione che si è svolto da fine marzo a fine maggio con l’obiettivo di scovare e fare emergere il talento dei giovani e il loro potenziale come leader di domani.  “Mi sono iscritto al concorso per mettermi alla prova. È in assoluto uno dei contesti più sfidanti in Italia, non avrei mai pensato di arrivare alla fine”, racconta Alessandro, che prima di conquistare il titolo di Ceo for One Month ha dovuto superare un articolato insieme di test attitudinali, di logica e lingua inglese, culminato nella prova più impegnativa: un bootcamp di tre giorni durante il quale, lavorando in gruppo e singolarmente, ha dovuto, insieme agli altri finalisti, dare prova delle proprie competenze tecniche e soft, delle doti di leadership, relazionali e della capacità di rispondere positivamente a situazioni di elevato stress.

Sotto la costante guida e supervisione dei top manager di The Adecco Group e dei partner dell’edizione di quest’anno – il quotidiano online Linkiesta e Escp Europe business school – i ragazzi hanno analizzato business case, sono stati coinvolti in simulazioni critiche a livello aziendale in cui hanno dovuto improvvisare e hanno affrontato anche test di preparazione fisica. Alla fine, dopo un ultimo colloquio con l’ad Andrea Malacrida e con Monica Magri, HR & Organization Director, a cui solo tre degli otto finalisti hanno avuto accesso, è stato scelto Alessandro.  “Sarà l’esperienza più formativa di tutta la mia vita”, dice il giovane talento. “Cercherò di assorbire come una spugna da tutte le persone con le quali avrò a che fare in azienda”. Partendo naturalmente dall’ad. “Non è stato facile scegliere il vincitore, così come non lo è mai stato in nessuna delle edizioni passate. Abbiamo visto ragazzi giovanissimi, pieni di talento ed entusiasmo, ognuno connotato da peculiarità uniche. Di Alessandro ci ha colpito il suo mix di hard e soft skill, la sua intraprendenza, curiosità e creatività, caratteristiche rare e secondo noi fondamentali per affrontare con successo un mondo del lavoro in continuo mutamento”, ha commentato Malacrida. “Siamo fieri che il programma cresca di anno in anno e che venga sempre più apprezzato a tutti i livelli: i giovani sono il nostro futuro, la ricchezza di tutti ed è nostro compito di aiutarli a crescere sviluppando il loro potenziale. Ora non ci resta che fare un in bocca al lupo ad Alessandro per il bootcamp internazionale”.

Per Alessandro infatti le prove non finiscono qui: conclusa la fase nazionale del programma, parteciperà a un bootcamp a livello globale dove sfiderà i migliori dieci ceo per un mese dei 47 paesi coinvolti quest’anno, concorrendo per affiancare, alla fine, il ceo di The Adecco Group, Alain Dehaze.

“Da questa esperienza mi aspetto di migliorare la mia capacità di gestione del tempo”, spiega Alessandro. “Sarà essenziale visto che nel frattempo dovrò preparami al programma internazionale”. Quale sarà la sua arma vincente in questa avventura? “Non ho dubbi: la mia flessibilità e capacità di adattamento”.

Business 22 Luglio, 2019 @ 4:18

Redditi e professioni, chi sale e chi scende nella Salary Guide 2019

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ragazzi al lavoro in un ufficio
(Shutterstock)

di Giuseppe Guerra, executive director di Spring Italy e Francesco Manzini, director di Spring Professional

Il mercato del lavoro è in costante evoluzione. Il contesto economico di riferimento non favorisce una rapida crescita delle retribuzioni. Nel 2018, infatti, queste sono mediamente calate dello 0,3%, dopo una crescita dello 0,2% realizzata l’anno precedente. Nell’ambito delle professioni, però, si osservano dinamiche divergenti, che vanno a premiare determinati profili a scapito di altri.

Francesco Manzini

Giuseppe GuerraÈ quanto emerge dalla Salary Guide 2019 realizzata da Spring Professional, società di ricerca e selezione di The Adecco Group specializzata in middle management, in collaborazione con JobPricing.

Le Salary Guide nascono con l’obiettivo di fornire una mappa retributiva aggiornata e di facile consultazione dei profili professionali nel mercato italiano, con un focus specifico sui quadri e gli impiegati. Lo studio si compone di 10 guide: una generale, che traccia un’analisi complessiva del mercato italiano, e nove dedicate ad altrettante famiglie professionali: Amministrazione, Finanza e controllo (afc), It e web, Legale e compliance, Marketing e comunicazione, Produzione e qualità, Ricerca e sviluppo, Risorse umane e organizzazione, Acquisti, Logistica e supply chain, Vendite e customer service. Tra le varie “famiglie” emergono differenze significative: in media, ad esempio la Retribuzione annua lorda (Ral) di un quadro del comparto vendite e customer service è di circa 57mila euro, con una componente variabile del 15,4%, mentre nel settore It e web, si arriva in media a 52mila euro o poco più, per una componente variabile del 10,2%. Analogamente esiste un divario rilevante tra settori differenti: un impiegato della consulenza legale fiscale o gestionale e amministrativa guadagna in media 28mila euro lordi, contro i 35mila di un pari livello del comparto ingegneria oppure oil&gas.

Ogni settore, d’altra parte riflette dinamiche differenti. Spesso influenzate dall’innovazione tecnologica. “La trasformazione digitale comporta un notevole impatto di crescita nel settore IT. È avvenuto un forte aumento della domanda di profili specializzati, in particolare su business intelligence e sviluppatori web. Conseguente è l’incremento delle retribuzioni di quest’ultimi”, osserva Giuseppe Guerra, executive director di Spring Italy. “I compensi più alti si riscontrano su profili quali technical analyst e sviluppatori nativi mobile, big data consultant e software architect. Retribuzioni più basse per profili a scarso valore aggiunto come ad esempio i developer su tecnologie ormai superate: cobol, web master, AS400”. Guerra ricorda come l’impatto dell’IT stia pervadendo tutti gli ambienti industriali, essendo strettamente legato all’industria 4.0. “Queste esigenze stanno evidenziando lacune di know how evidenti di profili sul mercato ed alcune statistiche parlano di oltre 300mila nuovi posti di lavoro in ambito Ict per il 2025”.

Un altro esempio significativo riguarda il comparto finanziario. Qui si registra un rallentamento delle assicurazioni più tradizionali, a vantaggio delle compagnie dirette (online). “Di conseguenza crescono le retribuzioni dei professionisti legati alla digital transformation e si riduce la domanda di profili di front office e personale sul territorio”, chiosa Francesco Manzini, director di Spring Professional. “Tra i professionisti più pagati troviamo gli attuari, gli underwriter i sales manager”. Anche nel mondo banking è molto forte l’impatto della trasformazione digitale. “La crescente domanda di figure legate alla cyber security e alla digitalizzazione delle attività bancarie garantisce ottime retribuzioni ai professionisti con queste specializzazioni. In crescita anche le retribuzioni nell’asset management. Meno di appeal figure più standard di back office”.

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