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Cultura 9 Novembre, 2019 @ 9:10

1989: la caduta del Muro e il turning point del collezionismo

di Alessandro Turci

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Leonid Brezhnev e Erich Honecker in una storica foto riprodotta su un tratto del Muro di Berlino. (Photo by Steve Eason/Hulton Archive/Getty Images)

Il tempo non fa sconti, e i trentenni di oggi non sanno nulla del mondo quando c’era il Muro. Ma il denaro, come si dice, si misura col tempo e permette quindi agli stessi trentenni, e non solo, di leggere l’Ottantanove oltre il dato politico. La caduta del muro di Berlino è uno dei turning point del design e quindi del collezionismo moderno, perché investe tre manifatture iconiche: Rolex, Porsche e… Marcel Proust.

Il bello del collezionismo, e della costruzione di uno stile personale, è appunto nel concetto di personale. Ci limitiamo così a dare alcune tracce, ipotesi, suggestioni. Ciascuno, se crede, può approfondire, affinare, e farsi una lista della spesa che forse non è per tutte le tasche, ma di certo non è per gli amanti dell’ultimo modello.

Siamo infatti alla celebrazione di un concetto che il collezionismo molto spesso, e senza accorgersene, dà per scontato. Il fascino del Mark 1. La prima edizione di un modello (di orologio, di auto, di libri) è l’atto fondativo, la magna carta da cui tutto si dipana. E’ vero: la tecnologia, coi modelli successivi, tenta di migliorare gli “errori” del MK1, ma la verità è che quegli errori sono belli. Anzi, errori non sono, ma personalità. Le anse dell’orologio non sono a scomparsa? L’auto ha l’avantreno leggero? L’edizione non tiene conto di un autografo appena scoperto? Nonsense.


Rolex

Nel 1989 Rolex abbandona il sintetico vetroplastica. E’ la fine di un’era geologica. Il nuovo vetro zaffiro è moderno, anti graffio e resistente. E tuttavia quando il neofita oggi si chiede perché quel modello vissuto è più bello di quest’altro recente, la risposta è nel tanto navigato, economico e rétro vetro in plexi.


Porsche

Nel 1989 la 911 smette di esistere come sola sigla 911. D’ora in avanti sarà 911-964, 993, 996 etc… Da quella data la carrozzeria bumper esce per sempre di scena e la tecnologia prende piede (appunto il “piede” conoscerà l’abs e altri ammennicoli). E’ vero: un’altra grande cesura a fine anni ’90, quella tra raffreddamento ad aria ed a acqua, segnerà il mondo Porsche in maniera indelebile, ma la svolta epocale è quella dell’89. La 911 smette per sempre di essere, per usare un vocabolario da garage, 100% nanny free. S’imborghesisce un po’, da aristocratica e ribelle ch’era nata.


Proust e la Pleiade

Nel 1989 esce da Gallimard l’ultimo volume della nuova edizione de À la recherche du temps perdu in quattro volumi di Marcel Proust. Ma la grande generazione degli intellettuali del Novecento e degli appassionati di tutto il mondo ha conosciuto il “romanzo cattedrale” grazie all’edizione in tre volumi uscita nel 1954 sempre da Gallimard e curata da Pierre Clarac e André Ferré. La nuova edizione si basa su manoscritti inediti e decenni di nuova filologia. E’ bellissima ovviamente: ma il primo amore, la rivelazione, è l’altra.

Insomma, amici dello stile, e della nostalgia, l’89 è la vostra canzone, la vostra bussola à rebours. E soprattutto il vostro investimento futuro.

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