Bill Gates: ecco in quanto tempo si può sconfiggere il Coronavirus

Bill Gates coronavirus (in quanto si può scofiggere)
Jack Taylor – Getty Images
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Bill Gates coronavirus (in quanto si può scofiggere)
Jack Taylor – Getty Images

Bill Gates torna a parlare del coronavirus. Intervenuto in una sessione “Ask Me Anything” sul forum di discussione Reddit, il secondo uomo più ricco al mondo ha invitato la gente a mantenere la calma e ha identificato in quanto tempo può essere sconfitto il coronavirus.

Finito sotto i riflettori per la sua decisione di abbandonare il consiglio d’amministrazione di Microsoft e Berkshire Hathaway, Bill Gates non è nuovo a prendere in considerazione gli effetti di una pandemia.

Nelle ultime settimane, infatti, il co-fondatore di Microsoft è stato definito “profeta”, in quanto sul finire del 2019 con la sua Bill e Melinda Gates Foundation è stato protagonista di una simulazione scientifica che aveva proprio alla base una pandemia da coronavirus.

Bill Gates sul coronavirus: essenziali 2-3 mesi

2-3 mesi. È questo secondo Bill Gates il tempo necessario che serve ai Paesi più ricchi per poter sconfiggere il covid-19. Ovviamente, però, sottolinea il filantropo “si devono realizzare le giuste azioni, come continui test e distanziamento sociale (che io chiamo spegnimento)”.

Solo così, evidenzia ancora Gates, i “casi di contagi diventerebbero pochissimi e i Paesi sarebbero pronti quindi a ripartire”. Effettivamente, prendendo a riferimento la Cina (primo Paese colpito) e considerando che il primo caso accertato di coronavirus è risultato a dicembre 2019, sono serviti quasi 3 mesi per debellare il Covid-19.

Entrando ancora di più nel dettaglio delle risposta fornita da Bill Gates su Reddit, il co-fondatore di Microsoft ha anche aggiunto che oltre ai danni economici, una delle sue preoccupazioni più grandi in riferimento alla pandemia da coronavirus riguarda “il modo in cui ciò influenzerà i Paesi in via di sviluppo che non possono effettuare il distanziamento sociale come i Paesi ricchi e il fatto che la loro capacità ospedaliera è molto inferiore”.

Non è un caso, dunque, se nella prima donazione da 10 milioni di dollari per combattere il coronavirus (a cui poi si è aggiunta quella da 100 milioni), la metà era stata destinata a un continente che ancora non era stato intaccato dal covid-19: l’Africa.