Ripartire dopo il Coronavirus dalle indicazioni del World Happiness Report

Una veduta di Helsinki, capitale della Finlandia, la nazione più felice del mondo secondo il nuovo World Happiness Report
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Una veduta di Helsinki, capitale della Finlandia, la nazione più felice del mondo secondo il nuovo World Happiness Report

È difficile parlare oggi di felicità, vista la situazione attuale globale e dell’Italia causata dall’emergenza Coronavirus. Eppure in questo momento più che mai è importante affrontare il tema del benessere delle società e utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per pensare al “dopo”, alla ricostruzione, come accelerare il benessere degli individui nelle singole società, a quali elementi dare la priorità e quali esempi guardare.

In questa luce, il World Happiness Report, giunto alla sua ottava edizione – sotto l’egida di Jeffrey Sachs e del Sustainable Development Solutions Network – diventa uno strumento utile per i governi e per il nostro prossimo futuro.

“In questo momento, più che mai, dovremmo tutti essere consapevoli dell’importanza di questo lavoro”, afferma il presidente di illycaffè Andrea Illy. “Quest’anno la Giornata Internazionale della Felicità è un’occasione per ricordarci quanto dovrebbe starci a cuore il benessere di tutti. Questa pandemia ci ha trovati impreparati: il mio augurio per questa giornata è che il World Happiness Report e i suoi autori possano essere d’aiuto con raccomandazioni puntuali per affrontare il post-Coronavirus.”

Secondo quanto emerso dallo studio, per il terzo anno consecutivo è la Finlandia il Paese più felice del mondo, seguita da Danimarca e Svizzera. L’Italia entra nella top 30, passando dal cinquantesimo posto del 2015 (e al 36esimo della scorsa edizione) alla trentesima posizione.

Il Report, tra i vari aspetti che prende in considerazione, analizza la fiducia nelle istituzioni, la possibilità di poter contare su una rete di aiuti, il cosiddetto “social environment” e l’importanza che ricopre la protezione dell’ambiente per i cittadini.

Sottolineiamo inoltre i seguenti punti del Report, in relazione all’emergenza Coronavirus:

*Social media e Covid-19: se nei report precedenti si era parlato del lato “dannoso” dei social media, ora si esplora l’aspetto positivo, il potenziale che hanno in una situazione come quella che stiamo vivendo. Partendo dal presupposto che i legami sociali, una rete di rapporti, sono essenziali per il benessere individuale, i social media sono diventati uno strumento essenziale per superare la crisi e gestire il momento.

*Cosa privilegiare nel post-Coronavirus per favorire il ritorno ad un buon livello di benessere? La vicinanza con la natura è un elemento che supporta la serenità degli uomini. Un ambiente sostenibile è un elemento essenziale che i governi non possono più mettere in secondo piano. Secondo i dati, oltre il 60% degli intervistati predilige la protezione dell’ambiente alla crescita economica. Questo è un dato che si dovrà tenere in cosiderazione.