Aprile è stato il miglior mese per Wall Street in 33 anni, ma gli esperti sono scettici. Ecco perché

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Il New York Stock Exchange nei giorni del lockdown per il coronavirus (Shutterstock)
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Il New York Stock Exchange nei giorni del lockdown per il coronavirus (Shutterstock)

Articolo di Sergei Klebnikov apparso su Forbes.com

Le azioni sono salite alle stelle dai minimi toccati a fine marzo a causa dell’esplosione del coronavirus, ma gli esperti stanno ora avvertendo che dati economici deboli e ridotti guadagni delle società quotate sono sufficienti ragioni per essere scettici circa l’ultimo rally del mercato.

Fatti chiave

Aprile è stato il miglior mese del mercato azionario in oltre 30 anni con l’S&P 500 che ha guadagnato il 12,7%, il Dow Jones l’11,1% e il Nasdaq il 15,5%.

Nonostante l’ottimismo del mercato, una serie di dati economici recenti e molto preoccupanti sta dimostrando quanto il coronavirus abbia devastato l’economia degli Stati Uniti: il Pil è sceso del 4,8% nell’ultimo trimestre, il calo più grande dal 2009, e il peggio potrebbe ancora dover arrivare.

“L’attuale disconnessione tra l’andamento delle azioni e il Pil potrebbe essere dovuta al fatto che misure straordinarie (fiscali e monetarie) hanno rafforzato la fiducia degli investitori ma non dei consumatori”, afferma Lindsey Bell, a capo della strategia degli investimenti di Ally Invest.

Queste misure potrebbero aiutare a sostenere l’economia, “ma alla fine le strade convergono e i mercati dovranno riconnettersi con i fondamentali dell’economia”, afferma.

Inoltre, con la stagione degli utili aziendali ben avviata, molte aziende stanno anche rivelando il danno che il virus ha causato. Anche alcune delle più grandi aziende del mondo, come Apple e Amazon, ne hanno risentito.

Delle 275 società dell’S&P 500 che hanno riportato utili finora, solo il 67% ha superato le aspettative, mentre quasi il 29% le ha mancate (in media negli ultimi quattro trimestri, il 74% aveva superato le stime e il 19% aveva fatto peggio), secondo Refinitiv.

Ma alcuni esperti sono ancora fiduciosi: “Il mercato sta chiaramente guardando oltre l’attuale trimestre”, e mentre sono emerse molte cattive notizie, “nessuna di queste è stata una sorpresa”, afferma Chris Marangi, condirettore degli investimenti presso Gamco.

Statistiche essenziali

Il sell-off del mercato dovuto al coronavirus, iniziato il 19 febbraio per arrivare al minimo del 23 marzo, è stato il calo di oltre il 30% più rapido mai registrato dall’S&P 500. Da quel punto in avanti i mercati hanno registrato un rally fino ad aprile. Il mercato orso tra febbraio e marzo è stato così il più breve mai registrato, è durato infatti solo 33 giorni. Secondo i dati di Bespoke Investment Group, nella storia, su 25 mercati al ribasso, l’S&P ha ritoccato i minimi precedenti e ha raggiunto un livello di prezzo ancora più basso nel 60% dei casi.

Critica principale

“La narrativa sulla riapertura e il Remdesivir è semplicemente troppo entusiastica”, afferma il fondatore di Vital Knowledge, Adam Crisafulli. Il mondo è molto meglio di quanto non fosse a marzo, ammette, ma questo si è già riflesso nel mercato. “La fase più acuta della crisi è finita, ma le conseguenze dello shock economico dureranno ancora per un po’”.

Citazione chiave

Gli investitori dovrebbero essere “cauti” dopo il recente rally del mercato, “poiché una interruzione di tale rally potrebbe essere perfettamente giustificata”, ha affermato LPL Financial in una recente nota. Con i “benefici di un doppio stimolo record, monetario e fiscale, che aiuta a sostenere le realtà maggiormente colpite da Covid-19”, la società prevede “un’economia molto più forte più avanti nel corso dell’anno”.