“Sono circa cinque mesi che non scrivo personalmente nemmeno una riga di codice”. La dichiarazione di un ingegnere di Anthropic, contenuta nel rapporto dell’Anthropic Institute, descrive lo scenario che ha spinto la società produttrice di Claude Mythos a chiedere un freno allo sviluppo del settore.
“Pensiamo che sarebbe positivo per il mondo avere la possibilità di rallentare o sospendere temporaneamente lo sviluppo dell’intelligenza artificiale avanzata, in modo da permettere alla società di stare al passo con il progresso tecnologico”, si legge nel documento diffuso dall’azienda.
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Fatti principali
All’interno della società guidata da Dario e Daniela Amodei – che secondo le stime di Forbes hanno un patrimonio di 15,5 miliardi di dollari ciascuno – l’automazione della programmazione ha registrato una forte accelerazione. A maggio 2026, oltre l’80% del codice integrato nella codebase aziendale è stato generato direttamente da Claude. Prima del lancio di Claude Code in anteprima di ricerca, nel febbraio 2025, questa percentuale era marginale.
Il cambiamento ha ridefinito la produttività interna: se nei primi quattro anni di Anthropic (2021-2024) il numero di righe di codice integrate al giorno per singolo dipendente è rimasto costante, la svolta è arrivata nel 2025, quando il modello ha iniziato a eseguire il codice anziché limitarsi a suggerirlo. Nel 2026 i sistemi hanno iniziato a operare in autonomia su orizzonti temporali più lunghi e, nel secondo trimestre dell’anno, un ingegnere medio ha unito una quantità di codice otto volte superiore al giorno rispetto ai livelli del 2024.
L’attività degli sviluppatori si limita ormai alla supervisione, all’indirizzamento e alla correzione, escludendo quasi del tutto la scrittura manuale. Questo contesto è alla base dell’appello firmato da Marina Favaro, responsabile dell’Anthropic Institute, e dal co-fondatore Jack Clark, che chiedono una pausa globale nello sviluppo dei modelli di IA di fascia più alta.
Il contesto
L’appello di Anthropic arriva pochi giorni dopo l’ordine esecutivo sull’intelligenza artificiale firmato dal presidente Donald Trump, che ha introdotto delle regole per il comparto.
L’amministrazione statunitense ha iniziato a valutare una regolamentazione del settore dopo i test su Mythos, il modello sviluppato da Anthropic dimostratosi in grado di individuare falle di sicurezza nei sistemi informatici di banche, aziende e siti governativi. Sebbene l’accesso a Mythos sia limitato al governo e a poche società selezionate, la scoperta di queste vulnerabilità ha spinto la Casa Bianca a modificare la propria linea di totale deregolamentazione.
La firma del provvedimento, inizialmente prevista per fine maggio, è stata rimandata a causa delle obiezioni sollevate da esponenti del settore tecnologico. Tra i principali oppositori ai vincoli federali figura l’investitore David Sacks, ex responsabile informale dell’AI per l’amministrazione, secondo il quale l’introduzione di regole rigide rischia di rallentare lo sviluppo tecnologico statunitense a vantaggio della Cina.
A margine
In seguito a un maxi round di finanziamento da 65 miliardi di dollari, Anthropic ha raggiunto una valutazione stimata in 965 miliardi di dollari, superando la rivale OpenAI. L’azienda ha annunciato l’intenzione di quotarsi entro l’anno, specificando che la tempistica dipenderà dalle condizioni di mercato e che l’entità dell’offerta e la valutazione finale non sono ancora state definite.
L’operazione si inserisce in un quadro di settore che vede diverse grandi aziende tecnologiche muoversi verso il mercato azionario. Secondo indiscrezioni finanziarie, OpenAI punta a completare la propria quotazione a settembre. Anche SpaceX di Elon Musk ha depositato in forma riservata la documentazione per l’Ipo, con l’obiettivo di quotarsi il 12 giugno sulla base di una valutazione di 1.750 miliardi di dollari.
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