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Leader 31 Maggio, 2020 @ 9:13

Elon Musk ha vinto un’altra scommessa. L’intervista a Forbes del 2003 in cui anticipava i suoi piani spaziali

di Forbes.it

Staff

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Elon Musk dopo il successo del lancio dello SpaceX Falcon 9. Sullo sfondo il presidente Donald Trump, che ha assistito al lancio (Saul Martinez/Getty Images)

A Elon Musk è riuscita un’altra impresa. Si è rivelato un successo infatti il lancio dello SpaceX Falcon 9 che ha riportato due astronauti statunitensi nello spazio dopo 11 anni.

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Nato in Sudafrica, Musk è emigrato in Canada da bambino quando sua madre e suo padre hanno divorziato; in seguito ha conseguito la laurea in economia e fisica presso l’Università della Pennsylvania. Nel 1995 iniziò il percorso di laurea in fisica a Stanford, ma frequentò solo per due giorni prima di essere colpito dalla mania di Internet. La sua idea era quella di scrivere software che aiutassero i giornali a spostare elenchi e altri contenuti su Internet. Finanziarsi a quei tempi era difficile, soprattutto per chi non aveva esperienza di tecnologia o media, ma riuscì a convincere Mohr, Davidow Ventures a investire 3,6 milioni di dollari nella sua nascente Zip2 in cambio del controllo di maggioranza.

A 31 anni aveva incassato $ 200 milioni grazie a due successi su Internet: Zip2, venduto a Compaq nel 1999 per $ 307 milioni in contanti, e PayPal, acquistato nell’ottobre 2002 da Ebay per $ 1,5 miliardi in azioni.

Da questo punto parte l’intervista firmata da Seth Lubove, che nel numero di Forbes del 12 maggio 2003 tracciava il primo profilo Forbes di Elon Musk, cinque anni prima che la prima Tesla uscisse dalla linea di produzione.

“Quando parla del futuro di SpaceX, Musk inizia a sentire in testa la colonna sonora di Star Trek”, scriveva Lubove 17 anni fa. Perché Musk già allora si preoccupava delle sorti della razza umana: “C’è sempre il rischio di una catastrofe come ciò che è successo ai dinosauri o di una guerra nucleare globale”, diceva nell’intervista, sorseggiando una Coca Cola nel suo ufficio di El Segundo, in California, dall’altra parte della strada rispetto a un’officina per la riparazione di pneumatici. “Dal punto di vista della garanzia della sopravvivenza dell’umanità, la cosa più potente che potremmo fare è stabilire una seconda civiltà autosufficiente al di fuori della Terra, e l’unico posto realmente fattibile è Marte.” E allora nasceva la sua idea di rendere Marte abitabile per l’umanità – e raggiungibile attraverso i razzi che Musk sognava di costruire, rilasciando poi gas serra sul pianeta, intrappolando il calore e creando un ambiente vivibile.

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Elon Musk negli anni 2000 al lancio della Tesla Roadster (Vince Bucci/Getty Images)

Aveva già “la testa fra le nuvole”, tanto da arrivare – racconta Lubove – a recarsi in Russia per comprare un razzo più economico di quelli disponibili sul mercato americano, ma ritirandosi subito dopo per i troppi rischi. Inizia lì l’idea di costruirsi un razzo da solo. “Era chiaro che era necessario un metodo affidabile e a basso costo per raggiungere lo spazio”, racconta Musk.

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Per farlo, l’imprenditore visionario poteva contare soprattutto sugli introiti dell’affare PayPal, come racconta Lubove nell’articolo. Tutto era partito da un’attività di cui Musk non sapeva praticamente nulla: una società di servizi finanziari basata su Internet chiamata X.com destinata a vendere fondi comuni di investimento, mutui e prestiti tramite banche affiliate. Come supermercato finanziario, X.com fu un flop. Ma una delle sue funzionalità, i pagamenti da un account all’altro via e-mail, si rivelò vincente.

Nel frattempo un’altra società, Confinity, aveva lanciato una tecnologia simile chiamata PayPal. Il servizio era diventato uno dei preferiti sul sito di aste Internet Ebay. Musk acquisì Confinity per un importo non divulgato nel marzo 2000, ribattezzando l’intera società PayPal e istituendo programmi di marketing di successo come quello che prevedeva di dare ai nuovi utenti $ 10 se avesserl effettuato l’accesso per un account. Poi arrivò la quotazione in Borsa. Le azioni di PayPal salirono del 55% il primo giorno di negoziazione nel febbraio 2002. Otto mesi dopo, Ebay acquistò la società pagando un premio dell’80% rispetto al prezzo di offerta iniziale.

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