Lavorare sulla luna? Il punto non è se, ma quando. A Forbes Space Economy si parla di nuove frontiere

FORBES – SPACE ECONOMY
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“L’abitabilità dello spazio passa dalla costruzione di gateway, dei moduli pressurizzati per la creazione di un outpost logistico intorno alla luna”. Questo è il primo passo necessario secondo Massimo Comparini, amministratore delegato di Thales Alenia Space, azienda leader nel settore spaziale upstream.

Secondo l’ad, il lavoro sulla luna non è così lontano, ma non rappresenta un punto di arrivo bensì “un test per riproporre le stesse condizioni su altri pianeti, come Marte”. Il settore spaziale non è però solo esplorazione, come spiega Comparini, ma fornisce “una tecnologia abilitante e pervasiva, senza la quale diversi ambiti come l’agricoltura di precisione e la lotta per la sostenibilità ambientale non sarebbero possibili”.

Anche Renato Panesi, direttore commerciale di D-Orbit, è dello stesso parere. In particolare secondo il direttore “il settore del downstream ha un impatto tangibile nella vita quotidiana, i dati che vengono ricevuti da ognuno di noi tutti i giorni si basano sul sistema satellitare spaziale”. Un sistema e un’infrastruttura di dati, destinati a crescere con una forza sempre maggiore dopo l’apertura commerciale del settore. “Si stima che il mercato del settore di in-orbit servicing arriverà a valere almeno 3 miliardi di dollari entro i prossimi 5 anni”, afferma Panesi.

Uno scenario altamente probabile, che conferma la straordinaria spinta economica e commerciale a cui stiamo assistendo all’interno del settore della space economy.

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