La Silicon Valley finlandese: questo campus di startup di Helsinki punta a diventare il più grande d’Europa

Ville Simola Maria 01
Ville Simola, amministratore delegato di Maria 01 (foto Wasim Al Nasser)
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Il suo scopo? Portare Maria 01 a essere il più grande campus di startup in Europa. Punta a creare uno spazio di 70mila metri quadrati, a partire dagli attuali 20mila, entro il 2023, con 65 nuovi operatori e oltre 4mila nuovi posti di lavoro. Ville Simola, 36 anni, nato e cresciuto a Helsinki, in Finlandia, ha l’istinto per l’imprenditoria nel sangue. “Sono certo che la crescita di Maria 01 sarà enorme. Il mondo non si rende ancora conto appieno del nostro potenziale”, dice. Lo incontriamo proprio nel quartier generale del campus, che si trova in un gigantesco ex ospedale, realizzato all’inizio del ventesimo secolo da Lars Sonck, nel centro di Helsinki. “Abbiamo sistemato un cartello all’entrata che recita: ‘Non siamo un ospedale’. Molta gente viene ancora qui credendo che lo siamo”.

Simola ha cominciato a lavorare a Maria 01 nell’autunno del 2019, ma è un volto leggendario nel campo delle startup. “La mia più grande passione è creare nuovi business. Ho cominciato proprio in questo settore, frequentando la Helsinki School of Business, all’Aalto University. Verso la fine dei miei studi mi sono appassionato alla tecnologia e al movimento startup. Mi resi conto che sarebbe diventato ben presto molto grande e avrebbe segnato il futuro. Fui coinvolto in un gruppo che organizzava diversi eventi, coinvolgendo pure aziende dei paesi baltici e della Russia, e avviai due startup. Al tempo stesso feci diverse esperienze professionali, perfino nel mondo corporate”.

Maria 01 cartello
(foto Tapio Auvinen)

Ha lavorato, tra altre aziende, anche a Ipf Digital come responsabile per le strategie di partnership, a Lassila & Tikanoja, dirigendo il team di sviluppo digitale, e a Checkmylevel, azienda di tecnologia sportiva. “Il mio progetto di maggiore successo fu Startup Sauna, di cui ero co-fondatore. Divenne ben presto il più grande acceleratore di startup del Nord Europa. Ha chiuso nel 2018, dopo che abbiamo organizzato più di 300 eventi per il mondo, anche in Asia e Africa”, ricorda. Adesso, a Maria 01 si respira un’atmosfera altrettanto internazionale e innovativa, dallo spirito ancora underground, come è nello stile europeo, ma rivolta al futuro e alla sostenibilità. Attraversando i suoi spazi si scoprono minirobot e altre invenzioni interessanti, così come arte alle pareti. Si incrociano scacchiere e tavoli da ping-pong e da biliardo (si fanno tornei in tutte queste discipline). Ospiterà presto un daycare per i cani, oltre che per i bambini. Quando non si è in tempi di coronavirus, qui si tengono party utili a creare contatti professionali.

Come ha deciso di approdare a Maria 01?
Ho ritenuto da subito che fosse una grande sfida e, dopo alcuni colloqui, sono stato scelto. La Finlandia sta divenendo il nuovo paese degli imprenditori e della tecnologia, diverse zone stanno diventando una sorta di nuova Silicon Valley. La principale è quella tra Helsinki ed Espoo, dove investono la maggior parte dei venture capitalist, anche internazionali. Ci sono poi Lahti, Oulu, dove si è sviluppata e ha avuto un grande ruolo Nokia, e Tampere, che ha una piccola, ma molto efficiente, comunità tecnologica. E poi Turku, 180 chilometri a ovest di Helsinki, ed Eastesise Lappeenranta, vicino al confine con la Russia, con pure una buona università tecnologica. A Maria 01 cerchiamo di avere una forte connessione con tutte le altre città, in modo da creare un’ottima collaborazione. E devo dire che la città di Helsinki ha avuto molto coraggio a investire per creare un hub di startup. Il mio predecessore come amministratore delegato, Voitto Kangas, si incontrò con ogni fondatore di startup e trascorse molto tempo con loro prima di scegliere. Da subito siamo stati molto selettivi. Dalle 10-20 startup che hanno cominciato qui, adesso ne abbiamo 180. La maggior parte è finlandese, ma ne abbiamo da 40 paesi diversi.

Siete interessati a lavorare con gente da tutto il mondo, quindi?
Alcuni stranieri fanno già parte di diversi team finlandesi, perché le aziende cercano professionisti qualificati che spesso vengono dall’estero. Un esempio è l’azienda svedese Reorbit, che ha reclutato talenti da tutto il mondo. E sì, siamo molto aperti a startup straniere: è l’idea che conta. Con Maria 01 stiamo facendo sempre più pressione sul governo perché faciliti i visti di lavoro. Adesso possono servire fino a sei mesi, ma speriamo i tempi si riducano. Ci sono dei visti D, per esempio, che permettono di entrare nel paese e lavorare ancora prima di avere un visto ufficiale.

Quali sono i requisiti per essere startup di successo? 
Si devono avere soluzioni aziendali scalabili, avere già qualche fondo di investimento, naturalmente un buon prodotto e un team capace di collaborare in modo efficiente. È molto utile anche un network di mentori.

Quali sono le aziende più promettenti di Maria 01?

Maria 01 ristorante
(foto Laura Nissinen)

Una delle aziende emergenti è Brella, che fa software per eventi. Con la pandemia ha perso il suo giro d’affari in un giorno, ma è stata in grado di reinventarsi su grandi eventi e conferenze digitali. Kodit.io ha creato una piattaforma digitale dove si possono vendere e acquistare velocemente case e appartamenti. Ha raccolto 100 milioni di finanziamenti e si sta espandendo anche alla Polonia, oltre che alla Finlandia. Swappie, che ripara e rivende iPhone rotti e vecchi, facendo anche un servizio di riciclaggio, ha raccolto subito 13 milioni, quando ha cominciato nei tunnel sotto Maria 01. Nel settore del gaming, in espansione fin da prima della pandemia, Lightheart ha raccolto 6,8 milioni. Ci sono comunque tante altre startup davvero promettenti su cui investire. Tra questa ha un grande potenziale Savage Games, che ha recentemente raccolto 4,4 milioni.

Quali aziende vede, invece, in maggiore espansione al di fuori di Maria 01?
Wolt è stata un vero fenomeno. Offre consegne del cibo dei ristoranti e, di recente, ha annunciato di avere raccolto 400 milioni in investimenti. Andava già molto bene, ma con la pandemia è esplosa. Nel gaming, Metacore ha di recente annunciato di avere ottenuto 180 milioni di investimento da un’altra azienda finlandese, Supercell. 

Da dove vengono i soldi dei maggiori investimenti?
Quando si tratta di somme che superano i 50-100 milioni, vengono spesso dagli Stati Uniti.

Quali sono le professioni più richieste? Maria 01 gestisce pure la piattaforma per la ricerca di lavoro The Hub.
Gli ingegneri tecnologici, specialmente quelli di software, sono di certo i più richiesti, assieme ai coder. Dal lato del business si cerca molto nei settori delle vendite, del marketing e del design. A Maria 01 cerchiamo talenti in grado di competere con quelli dei campus di Amazon, Facebook e Google, perché è lì, se non oltre, che miriamo ad arrivare. Ci teniamo che le aziende restino qui e che non se ne vadano altrove, quando hanno bisogno di espandersi. Per questo miriamo a creare spazi sempre maggiori per loro. Per esempio: per una compagnia in crescita, cercare nuovi spazi, rinnovarli e traslocare può richiedere mesi. A Maria 01 serve circa una settimana. Al momento, ci siamo focalizzati su startup, ma miriamo a offrire spazi, in futuro, anche ad aziende avviate, investitori, studi legali, uffici di pr e marketing.

Al momento, uno dei temi più scottanti è l’uguaglianza. Avete programmi in questa direzione, per aiutare, per esempio, startup al femminile? 
A Maria 01 abbiamo organizzazioni come Inklusiiv, che aiutano le aziende ad affrontare il tema della diversità, uguaglianza e inclusività. Inoltre, vogliamo organizzare in futuro programmi di accelerazione per gruppi sottorappresentati.

Di recente, il governo cittadino ha fatto partire anche l’iniziativa Urban Tech Helsinki.

Maria 01
(foto Tapio Auvinen)

Urban Tech è un’iniziativa della città di Helsinki per fornire una piattaforma a tutte le aziende che lavorano su tecnologie urbane. Il programma sarà in parte organizzato presso il campus Maria 01 e forniremo uno spazio di lavoro alle società aziende partecipanti al programma. 

Che settori sono cresciuti con la pandemia?
Di certo sono esplosi i settori dell’e-commerce e dell’healthcare tech. E poi quello dell’educazione tecnologica, dato che l’insegnamento ha dovuto adeguarsi velocemente a metodi a distanza e nuovi modelli. In questo campo, un’azienda che si è sviluppata molto ed è stata ora acquisita dalla svedese Kahoot! è Whiteboard, che ha fornito nuove possibilità tecnologiche per studiare. È cresciuto anche il settore del gaming. Inoltre, credo che in futuro cresceranno le aziende impegnate nella sostenibilità ambientale. I settori che andranno di più saranno ambiente, salute, società, conoscenza. La Finlandia è molto forte in tutti questi campi.

Pensa che il fatto che la Finlandia sia stata di nuovo eletta quest’anno come il paese più felice al mondo contribuisca ad attirare qui talenti internazionali? 
Chi si trasferisce in Finlandia si abitua presto al nostro stile di vita, perché abbiamo un buon equilibrio tra lavoro e vita personale. Inoltre, la cultura della leadership in Finlandia si basa sulla fiducia e su una bassa gerarchia. E questo è un chiaro vantaggio competitivo. I finlandesi sono in genere timidi, ma caldi e accoglienti, amano vivere bene. Forse, più che felici, direi che ci sentiamo soddisfatti, perché il nostro sistema ha una buona struttura. La Finlandia ha anche una buona sanità pubblica, disponibile a tutti gratuitamente. In più, molte aziende forniscono servizi sanitari aggiuntivi attraverso assicurazioni integrative e assistenza sanitaria sul lavoro. 

Quali posti consiglia di visitare a Helsinki, tra quelli frequentati dall’ambiente high tech?
Loyly è un ristorante che è anche una sauna. Sia in estate che in inverno, si può nuotare nel mare antistante. Il ristorante Delta Cafe è pure ottimo. Ci sono poi diversi ristoranti in centro. Tra i più popolari ci sono Kuurna, Grön, Yes Yes Yes di Richard McCormick, il Restaurant Passio. Un centro di ritrovo per tutti, da mattina fino a tarda sera, è la biblioteca Oodi Central Library, che ha aperto nel 2018, creata dagli Ala Architects, con diversi spazi per incontrarsi e socializzare. Un nuovo tipo di museo è l’Amos Rex Art Museum, che usa pure tecnologia per le sue mostre. L’Helsinki Design District, poi, è sempre interessante per scoprire nuovo design. È ricco di negozietti, ristoranti e locali. Soprattutto, Helsinki offre una bellissima natura selvaggia, con mare e laghi e foreste. Consiglio fortemente di esplorarla. È un grosso vantaggio rispetto a tante altre città. Meravigliose da scoprire sono anche le isole, come Suomenlinna.