Robinhood fa il suo esordio in Borsa. Luci e ombre dell’app che ha portato alla ribalta i piccoli trader

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Il debutto in Borsa di Robinhood accende interrogativi sul percorso che gli si para davanti. L’Ipo era tra le più attese dell’anno e ha portato il valore della società dei piccoli investitori a circa 32 miliardi di dollari. Il 29 luglio è il giorno dei primi scambi di borsa per l’azienda. E per i suoi giovani fondatori è tempo di ritoccare al rialzo il proprio patrimonio, dopo essere entrati nella classifica dei miliardari lo scorso aprile. Infatti, il 34enne Vlad Tenev è stimato a 2 miliardi e quello del suo socio 36enne, Baiju Bhatt, a 3 miliardi. Se le azioni Robinhood salissero dal prezzo di offerta previsto di 38 dollari a un massimo di 300 nei prossimi otto anni, i due diventerebbero ancora più ricchi di diversi miliardi.

Infatti, il piano di assegnazione di azioni vincolate potrebbe spingere (e non di poco) il patrimonio dei due cofondatori. Alla fine di maggio, il consiglio d’amministrazione ha approvato l’assegnazione di 22,2 e 13,32 milioni di azioni vincolate rispettivamente a Tenev e Bhat. I pacchetti di azioni matureranno oltre otto anni dopo l’Ipo, a seconda di come si comporteranno le azioni della società.

Pertanto, se Tenev e Bhat raggiungessero tutti gli obiettivi e Robinhood i 300 dollari di valore per azione, il premio totale potrebbe valere oltre 7,5 miliardi di dollari. Per la precisione, sarebbero 4,7 miliardi per Tenev e 2,8 per Bhatt.

Robinhood ha registrato 959 milioni di ricavi nel 2020

L’app di trading famosa per avere lanciato gli scambi senza commissioni ha ottenuto 959 milioni di dollari di entrate nel 2020. Un risultato frutto anche di clienti molto attivi, che hanno toccato quota 22 milioni e al 98% operano con frequenza mensile.

I due creatori hanno progettato Robinhood come un’app per democratizzare la finanza. Ovvero, per avvicinare a questo mondo folle di persone che ne sono sempre rimaste al di fuori. E gli effetti si sono visti. Sono nati fenomeni nuovi come i meme stock, gruppi di trader online che si organizzano per rianimare aziende sul viale del declino. Un esempio in tal senso è il caso GameStop, le cui azioni sono state acquistate in massa anche su Robinhood.

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La storia della piattaforma, tuttavia, è ricca anche di aspetti controversi. I suoi critici, infatti, le imputano di avere attirato giovani investitori inesperti con tecniche utilizzate dai produttori di videogiochi. Di recente, poi, la società ha pagato diverse multe per una serie di inadempienze nella tutela dei suoi utenti. L’ammontare complessivo, tra accordi e sanzioni, arriva a 130 milioni di dollari. La piattaforma di trading è stata quasi inutilizzabile durante i giorni di negoziazione più volatili della crisi del Coronavirus. E questo ha portato a numerose azioni legali collettive, tuttora in corso.

I dubbi sul modello di business

Tra gli analisti, poi, ci sono alcuni dubbi sul modello di business di Robinhood. Le critiche più diffuse sono concentrate sulla difficoltà a diversificare i flussi di ricavi, che sono sono molto floridi quando il trading è particolarmente attivo. Ma potrebbero calare anche parecchio nei periodi in cui gli scambi sono inferiori, se non c’è un’altra fonte di ricavo. Inoltre, la piattaforma ha tra i suoi punti di forza il trading di criptovalute, un settore in ascesa che tuttavia è da tempo sotto i riflettori delle istituzioni di vari Paesi. Se nei prossimi mesi o anni dovesse essere maggiormente regolamentato, allora il mondo cripto potrebbe perdere d’interesse. E con esso anche Robinhood subirebbe un duro colpo.

Tutto questo, però, non significa che Robinhood non possa comunque centrare i propri obiettivi. Come ha già sorpreso Wall Street con la sua nascita, potrebbe farlo anche affermandosi come società quotata. E in tal caso il patrimonio miliardario dei suoi fondatori schizzerebbe verso le stelle.