Charlie Munger attacca le criptovalute: “Sono una malattia. La Cina ha fatto bene a vietarle”

Charlie Munger e Warren Buffett
David Silverman – Getty Images
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Questo articolo è apparso su Forbes.com

Il famoso investitore Charlie Munger, vicepresidente di Berkshire Hathaway e storico partner in affari di Warren Buffett, ha parlato di investimenti in un discorso annuale. Criticando aspramente le criptovalute, come Bitcoin, e invitando gli investitori a non considerare il mercato azionario come una “sala da gioco”.

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Fatti principali

  • “Sono orgoglioso di averlo evitato… è come una malattia venerea”. Così Charlie Munger, ha considerato i Bitcoin al meeting annuale del Daily Journal Corp., la società di giornali di Los Angeles di cui è stato presidente per decenni.
  • Oltre ad aver già criticato ampiamente le criptovalute per la loro estrema volatilità e per la mancanza di regolamentazione, l’investitore miliardario ha previsto che “l’ipotesi sicura” per gli investitori è che tra 100 anni il prezzo di Bitcoin “sarà zero”.
  • I suoi commenti arrivano dopo che Bitcoin, che è la criptovaluta più scambiata del mondo, l’anno scorso ha raggiunto la cifra record di oltre 68mila dollari, anche grazie al fatto che è diventata sempre più mainstream a Wall Street. C’è da dire, comunque, che adesso si attesta a circa 44mila dollari, dopo essere andato incontro a un’importante flessione.
  • “Abbiamo già una valuta digitale, e si chiama conto bancario”, ha detto Charlie Munger. Secondo il quale le persone si sono affidate alle cripto solo per utilizzarle in attività illegali, come estorsioni, rapimenti ed evasione fiscale.
  • Per questo motivo, Munger “ammira i cinesi” per aver vietato le criptovalute, aggiungendo che “avevano ragione” mentre gli Stati Uniti hanno “sbagliano” nell’accettarle. E, inoltre, dovrebbero implementare un divieto simile “immediatamente”.
  • Successivamente, il vicepresidente di Berkshire Hathaway ha cercato di mettere in guardia contro le pericolose speculazioni che stanno emergendo nei mercati. Soffermandosi in particolar modo sull’inflazione, visto che l’indice dei prezzi al consumo negli ultimi mesi è schizzato ai massimi da 40 anni.

Citazione cruciale

Il grande short su GameStop è stato veramente eccessivo, così come lo è il sentiment per il bitcoin”. Lo ha detto Charlie Munger riferendosi alla mania dei meme stock del 2021. Ha anche aggiunto che troppe persone trattano il mercato azionario come un “sala da gioco”. Se dipendesse da lui, l’investitore miliardario applicherebbe una tassa sui guadagni a breve termine per scoraggiare questo tipo “speculazione” frivola, che riduce anche la liquidità del mercato.

A cosa guardare

Munger ha definito l’aumento dell’inflazione “il più grande pericolo a lungo termine, oltre alla possibilità di una guerra nucleare”. Con l’indice dei prezzi al consumo in aumento del 7,5% rispetto a un anno fa, che porta l’inflazione a livelli da bollino rosso, la Federal Reserve, adesso, sta sentendo sempre di più la pressione e sarebbe pronta ad aumentare i tassi di interesse più di quanto avevo previsto in precedenza. Infine, quando gli è stato chiesto come l’inflazione odierna si confronta con la famosa impennata dei prezzi degli anni ’70, Munger ha risposto che i problemi attuali “potrebbero essere peggiori di quelli che Volcker (ex presidente della Fed) stava affrontando e più difficili da risolvere”.

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