
A causa dell’aumento vertiginoso dell’inflazione, quest’estate le principali società statunitensi hanno deciso di licenziare migliaia di dipendenti.
Secondo diversi esperti, gli Stati Uniti potrebbero cadere a breve in una fase di recessione. Gli ultimi rapporti sull’economia hanno mostrato una contrazione dell’1,6% nel primo trimestre dell’anno. L’annuncio di giugno della Federal Reserve di un aumento di 75 punti base dei tassi di interesse, il più grande aumento degli ultimi 28 anni, ha inoltre riacceso i timori di turbolenze economiche e recessione.
Anche con i licenziamenti, il tasso di disoccupazione rimane basso, mantenendosi al 3,6% negli ultimi quattro mesi. In un’intervista con il Washington Post, il vicesegretario al lavoro degli Stati Uniti, Julie Su, si è detto ottimista sulla ripresa dell’economia. Ha ricordato i nove milioni di posti di lavoro creati da quando il presidente Joe Biden è entrato in carica e i 372mila nuovi posti di lavoro a giugno.
244mila. Secondo un rapporto del Dipartimento del lavoro pubblicato giovedì, è questo il numero delle persone che hanno chiesto l’indennità di disoccupazione la scorsa settimana: il massimo da otto mesi, con un aumento del 3,4% rispetto ai 235mila della settimana precedente.

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