L’ex capo della sicurezza di Twitter accusa il social. E offre un assist a Elon Musk per il processo

elon musk e la trimestrale di Twitter
Photo by Hannibal Hanschke-Pool/Getty Images
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Nuovi elementi scuotono il processo che vede contrapporsi Elon Musk, ceo di Tesla, e Twitter. In un documento, diffuso da Cnn e Washington Post, sono contenute le accuse di Peiter Zatko, l’ex capo della sicurezza di Twitter, proprio contro la piattaforma social. Secondo la denuncia di Zatko, presentata a luglio al Dipartimento di Giustizia, alla Securities and Exchange Commission e alla Federal Trade Commission, Twitter avrebbe commesso frodi e numerose violazioni della sicurezza, facendo crollare le azioni della società che gestisce la piattaforma e dando un argomento in più a Elon Musk per affrontare l’imminente processo.

Zatko, hacker noto come “Mudge” che ha lavorato in Twitter dal 2020 fino al suo licenziamento nel gennaio 2022, sostiene che Twitter non è incentivato a calcolare il numero reale di bot e account spam sulla sua piattaforma, fuorviando investitori, utenti e governo federale. Peiter Zatko inoltre, riferendosi al tentativo di Elon Musk di abbandonare l’accordo da 44 miliardi di dollari con Twitter, spiega che Twitter avrebbe deliberatamente ignorato le questioni legate a bot e account spam.

Zatko ha aggiunto che Twitter avrebbe rilasciato ripetute “dichiarazioni false e fuorvianti” alla FTC sulle sue misure di sicurezza e privacy degli utenti. L’hacker inoltre avrebbe rifiutato di eseguire l’ordine dell’amministratore delegato di Twitter Parag Agrawal di presentare documenti “falsi e fuorvianti” al consiglio di amministrazione della società, causando il suo licenziamento, che Twitter invece attribuisce a questioni di performance. Tra le affermazioni più controverse di Zatko c’è quella secondo cui l’azienda avrebbe consapevolmente assunto un agente del governo indiano, consentendo a un governo straniero un ampio accesso ai dati degli utenti.

La risposta di Twitter alle accuse

Twitter ha respinto l’argomento secondo cui non lavorerebbe intensamente per combattere i bot e lo spam. A maggio, il ceo Agrawal ha affermato che la società rimuove mezzo milione di account di spam e bot ogni giorno, un numero che la società ha aggiornato a luglio a 1 milione al giorno.
“Twitter sostiene pienamente le dichiarazioni sulla percentuale di account di spam sulla piattaforma e il lavoro che facciamo per combattere lo spam”, ha affermato la portavoce di Twitter Rebecca Hahn, in risposta alle accuse di Zatko.

Secondo degli esperti nel settore legale interpellati dal Washington Post,  queste nuove accuse potrebbero sostenere il caso di Musk presso la Delaware Chancery Court in ottobre. Ovviamente tutto dipende dalla gravità delle rivelazioni, nonché dai dati a supporto di eventuali nuove affermazioni e dalla misura in cui Musk si è affidato a tali dati per portare a termine l’accordo.
“Abbiamo già richiesto al signor Zatko di comparire in tribunale e abbiamo trovato la sua uscita e quella di altri dipendenti chiave curiosi alla luce di ciò che abbiamo scoperto”, ha affermato Alex Spiro, partner di Quinn Emanuel che rappresenta Musk nel suo contenzioso con Twitter.

La battaglia legale tra Musk e Twitter

A luglio Elon Musk ha deciso di ritirare la sua offerta di acquisizione da 44 miliardi di dollari, presentata a fine aprile. E lo ha fatto con una lettera dei propri avvocati, già inviata e depositata alla Sec, in cui accusa la stessa Twitter di “aver violato le Sezioni 6.4 e 6.11 dell’Accordo di Fusione”. Il quale, inoltre, “sembra contenere dichiarazioni sostanzialmente inesatte”.

In particolare, Musk fa riferimento alla quota degli account falsi, che secondo la piattaforma sarebbero meno del 5% del totale, ma che invece, secondo gli analisti del miliardario, sarebbero molti di più. “Twitter ha costantemente dichiarato, nei depositi di titoli, che ‘meno del 5%’ dei suoi mDAU [gli utenti giornalieri] sono account falsi o spam. Sulla base delle informazioni fornite da Twitter fino a oggi, sembra che Twitter stia sottovalutando drasticamente la percentuale di spam e account falsi rappresentati nel suo conteggio mDAU. L’analisi preliminare da parte dei consulenti del signor Musk delle informazioni fornite da Twitter fino a oggi fa sì che il signor Musk creda fermamente che la percentuale di account falsi e spam inclusi nel conteggio mDAU segnalato sia enormemente superiore al 5%”.

Il processo, che partirà a ottobre, deciderà l’esito della vicenda.

  • Il ceo di Tesla potrebbe decidere di pagare la penale da un miliardo di dollari prevista dal contratto e uscire così dall’accordo (uscendo sconfitto, ma solo a metà, dato che il prezzo dell’acquisizione è fissato in 44 miliardi di dollari). Ma è probabile che Twitter chieda una cifra più alta per non ricorrere in tribunale.
  • Un nuovo accordo tra le parti, riformulando il prezzo dell’operazione (ipotesi che per ora è stata più volte scartata, nonostante gli inviti impliciti di Musk).
  • Il tribunale decide di obbligare Elon Musk a procedere con l’acquisizione e pagare quanto stabilito. Ipotesi che comporterebbe un fallimento finanziario per il numero uno di Tesla.

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