Nuove tecnologie e investimenti sulle persone: così questa azienda medtech ottimizza l’esperienza del cliente

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da sx a dx: Alessandro Fier, Luca Trimigno, Matteo Corbellino
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Articolo tratto dal numero di novembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

di Renato De Santis

Fondato nel 1981 a Bologna come società di distribuzione di dispositivi medici, il gruppo Espansione è cresciuto fino a diventare oggi un’azienda medtech di livello mondiale che opera nei settori dell’oftalmologia e della dermatologia.

Gli sforzi in ricerca e sviluppo

Questa crescita è stata possibile grazie a tecnologie certificate e brevettate: Espansione produce e commercializza dispositivi medici di screening e trattamento in oltre 50 Paesi del mondo. La società ha sviluppato, brevettato e certificato una tecnologia di fotobiomodulazione, la Light Modulation Lllt, da utilizzare in campi medici come l’oftalmologia, la dermatologia e l’odontoiatria.

“Sopra ogni cosa”, spiega Rodolfo Pomar, presidente e ceo di Espansione, “il successo ottenuto sulla scena globale è dovuto principalmente ai nostri sforzi di ricerca e sviluppo in ambito tecnologico. I numeri testimoniano la crescita delle tecnologie sviluppate da Espansione”.

La crescita di Espansione

La società, che ha da poco festeggiato i 40 anni di attività, ha stabilito uno standard di mercato globale. “Espansione conta oltre sei brevetti internazionali sulle proprie tecnologie, più di 1.100 soluzioni installate e oltre 400mila trattamenti annuali eseguiti con le proprie soluzioni. Il tutto con il supporto della comunità scientifica, che ha riconosciuto ampiamente l’efficacia di queste tecnologie, pubblicando oltre 25 paper negli ultimi tre anni”.

Grazie a questo l’attività è cresciuta a ritmo costante: Espansione, considerando il confronto tra il 2020 e il 2021, ha avuto una crescita annuale superiore al 100%, una crescita annua dell’ebitda di dieci volte, raggiungendo una scala globale, con una quota di esportazione vicina all’80%.

Largo ai giovani

Dal 2021 è iniziato un piano di sviluppo con l’introduzione di un nuovo management team, che ha portato nuove competenze e sviluppato diverse iniziative strategiche per modernizzare l’apparato aziendale, dalla digitalizzazione all’efficientamento dei processi fino allo sviluppo del brand.

Il nuovo management team è composto esclusivamente da manager sotto i 30 anni, che hanno scelto di investire in Espansione per valorizzare al massimo quest’eccellenza italiana, rinunciando così alle loro carriere internazionali. Per continuare lungo questo percorso di crescita, spiega Alessandro Fier, head of business development di Espansione, l’azienda continuerà a focalizzarsi sulla ricerca e sullo sviluppo, oltre che sull’eccellenza commerciale e sul supporto ai partner.

“Stiamo inoltre portando avanti un ambizioso piano industriale”, spiega Fier, “che vedrà grandi investimenti sulle persone e sulle loro competenze, portando avanti processi di digitalizzazione, sviluppo e strutturazione di processi interni per elevare l’esperienza clienti e le nostre capacità in ambito commerciale e di marketing”.

La ricerca di nuove partnership

I progetti di Espansione però guardano anche al futuro più lontano. L’obiettivo nel medio termine è diventare la tecnologia di riferimento nel trattamento del dry eye e della superificie oculare a livello globale. Il
mercato nordamericano resterà il focus principale del business plan per la sua funzione di riferimento, anche se nei mesi a venire è previsto l’ingresso in nuovi mercati come Cina e Giappone, paesi chiave per posizionare al meglio l’azienda e rendere le tecnologie accessibili a livello globale.

Il terzo pilastro del piano vede lo sviluppo di partnership con altri gruppi globali del mercato. “Per noi”, continua Fier, “è fondamentale associare le nostre soluzioni a quelle di player in mercati adiacenti e correlati, portando così sul mercato un’offerta end-to-end per i professionisti, aggiungendo valore in una logica di coopetition. Stiamo già lavorando con diversi multi-billion player nel mercato, con l’intenzione di scalare queste partnership e aggiungerne di nuove nell’arco di piano”.

 

 

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