Un modello di economia circolare per le botti: come funziona il marketplace di questa azienda di barrique francese

Reoaked
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Note, colore, struttura e corpo: nel mondo del vino l’invecchiamento in barriques è fondamentale. È impressionante pensare che ogni anno ne vengono prodotte nel mondo dai 4 ai 5 milioni nuove, e che per questo scopo si selezionano solo le migliori querce. Uno dei motivi principali di questo continuo ricambio è che queste hanno un ciclo vitale ben preciso: dopo alcune vendemmie le botti infatti sono ‘esauste’ in quanto non hanno più tannini da cedere al vino in invecchiamento e devono essere sostituite con quelle nuove.

Una barrique più sostenibile

Un problema non da poco visto che le aziende d’eccellenza del settore lavorano ancora manualmente le doghe e fanno un’attenta selezione della materia prima. E trovandosi a dover rispondere al continuo aumento della richiesta globale, non solo vedono il proprio modello produttivo d’eccellenza messo in crisi, ma ovviamente si sentono responsabilizzati anche della preservazione dei propri territori che rischiano nella fame di legno di essere depredati del loro bene prezioso, ovvero il rovere, fondamentale non solo come materia prima, ma anche al mantenimento dell’equilibrio globale delle foreste.

Proprio per questo sempre di più nel settore si provano a creare progetti sostenibili, che possano far dialogare diversi attori della filiera per ridurre l’impatto ambientale e al contempo dare nuova vita alle barrique. Per fare un esempio pratico in tal senso, basti pensare che gli spirits essendo ad alta gradazione penetrano molto più a fondo il legno rispetto al vino, e possono quindi andare a prendere le note in strati più profondi dove il passaggio a bassa gradazione del figlio dell’uva non ha intaccato nulla. Una seconda vita che può addirittura conferire ulteriore valore al prodotto finale, che può acquisire tramite questo metodo anche le note dei vini contenuti in precedenza.

Il primo marketplace globale di botti

Un modello etico e sostenibile che consente di non abbattere altri alberi e di creare una filiera di valore trasversale, prolungando la vita della botte e consentendo di ‘ammortizzare’ ulteriormente il suo carbon footprint. Ma come si può incentivare questo tipo di scambi? E come si possono garantire tutte le parti coinvolte? Un progetto molto serio in tal senso è senza dubbio quello chiamato Reoaked, creato dall’azienda francese Tonnellerie Baron, che mira ad essere il primo marketplace globale dove i produttori possano vendere le loro vecchie botti.

    Reoaked
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Questo servizio innovativo vuole infatti semplificare l’acquisto e la rivendita di barrique usate, facilitando il contatto tra viticoltori e distillatori di tutto il mondo, e creando un rapporto di trasparenza che garantisca anche una fluidificazione del mercato. Per il venditore c’è la possibilità di anticipare le vendite e ottimizzare l’impatto ambientale dei trasporti attraverso un servizio di geolocalizzazione che incentiva gli acquisti locali.

Ma non solo: il progetto vuole anche farsi garante della conformità delle botti messe in vendita e assicurare le transazioni, grazie anche alla fortissima credibilità nel settore della Tonnellerie Baron, specializzata nella produzione di barrique dal 1875, e ad oggi in una posizione di primo piano nel panorama delle aziende francesi.

Tracciabilità e stima dei costi

Il progetto Reokead è appena stato lanciato ma già è in grado di garantire la conformità in 11 Paesi (Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Bulgaria, Romania, Sudafrica, Australia, Cile, Argentina e Stati Uniti) grazie alla sua rete di esperti, di evitare le frodi grazie a un Qr Code inalterabile e inamovibile su ogni botte accuratamente analizzata ne garantisce la tracciabilità, di fornire un servizio di geolocalizzazione delle offerte che incentiva gli acquisti e le rivendite locali, limitando così l’impronta di carbonio legata ai trasporti.

La piattaforma inoltre può aiutare fornendo al venditore un servizio di stima dei costi in base al prezzo di mercato delle botti di seconda mano e fornendo all’acquirente una cifra precisa delle spese di trasporto in tempo reale prima di finalizzare la transazione, garantendo così la totale trasparenza del prezzo finale.

Un dialogo virtuoso tra tecnologia e artigianato, tra produttori e clienti, i cui frutti potremmo assaporare tra qualche anno nei nostri bicchieri, trovando a fianco delle nobili note del legno anche quelle immateriali della sostenibilità che aiuta il pianeta.

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