Essere morti non è così remunerativo come una volta. Negli ultimi dodici mesi i tredici musicisti, autori e personaggi di spicco presenti nella classifica annuale di Forbes delle celebrità decedute più pagate hanno guadagnato circa 470 milioni di dollari, il 70% in meno rispetto al record di 1,6 miliardi incassati lo scorso anno.
Il calo delle proprietà intellettuali
Il forte calo è dovuto, in parte, alla diminuzione delle vendite dei diritti musicali. Nel 2022 più della metà delle principali celebrità decedute ha visto i suoi guadagni lievitare grazie alla remunerazione delle proprietà intellettuali. Quest’anno Robbie Krieger, l’ex chitarrista dei The Doors, e Dorothy Manzarek, la vedova dell’ex tastierista Ray Manzarek, hanno venduto i diritti della band alla Primary Wave. L’accordo, che secondo fonti di Forbes oscilla tra gli 80 e i 100 milioni di dollari complessivi, permette a Manzarek di occupare la terza posizione nella classifica di quest’anno. La cifra però, seppur alta, è comunque decisamente inferiore ai 500 milioni ricevuti nel 2022 dagli eredi di J.R.R Tolkien, l’autore de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit, per la Middle Earth Enterprises, o ai 250 milioni incassati sempre lo scorso anno dai detentori della fortuna di David Bowie per il suo catalogo editoriale e i suoi master.
Il Re del Pop, anche da morto
Nella classifica 2023, Michael Jackson torna al primo posto dopo quattro anni, con un guadagno stimato di 115 milioni di dollari. Lo segue in seconda posizione il suocero Elvis Presley. Due artisti molto amati completano la top five: il Dr. Seuss al quarto posto e il creatore dei Peanuts Charles M. Schulz al quinto, a pari merito con Prince e Whitney Houston.
I problemi dei diritti d’autore
Bernard Resnick, avvocato del settore dello spettacolo che rappresenta diverse celebrità, ha individuato tre cause per il raffreddamento degli acquisti dei diritti. Innanzitutto, gli investimenti richiedono in genere molti anni prima di produrre un ritorno significativo. “Le società che operano in questo settore hanno in qualche modo esaurito il loro capitale”, ha spiegato l’avvocato a Forbes. “È anche più difficile prendere in prestito denaro – ha aggiunto – e di conseguenza comprare o pagare per tanti diritti”.



