Da non perdere |Lifestyle
5 gennaio 2026

Il Rinascimento dell'accoglienza al Four Seasons Hotel nel Quadrilatero della moda a Milano

Nato in un ex convento del XV secolo, il Four Seasons Hotel Milano rinnova il suo stile con 118 camere ridisegnate
Il Rinascimento dell'accoglienza al Four Seasons Hotel nel Quadrilatero della moda a Milano

Penelope Vaglini
Scritto da:
Penelope Vaglini

Contenuto tratto dal numero di dicembre 2025 di Forbes Italia. Abbonati!

Nato in un ex convento del XV secolo, il Four Seasons Hotel Milano rinnova il suo stile con 118 camere ridisegnate, arredi Poliform e Rubelli, una spa firmata Urquiola e un’offerta gastronomica che unisce ricerca stagionale e mixology contemporanea nel cuore del Quadrilatero della moda.

Il Four Seasons Hotel Milano ha costruito la sua reputazione sull’equilibrio tra ospitalità internazionale e radici milanesi. Aperto nel 1993 in un ex convento del XV secolo, fu il primo indirizzo del brand canadese in Europa continentale. Da allora la città è cambiata, e con lei hotel e ospiti, sempre più esigenti nella ricerca di spazi contemporanei, estetica d’autore e servizio personalizzato.
Oggi l’hotel apre un nuovo capitolo della sua storia, con camere e suite ripensate da Pierre-Yves Rochon, la cucina di Zelo centrata sui prodotti di stagione e guidata dall’executive chef Fabrizio Borraccino, una mixology d’autore allo Stilla Bar, diretto da Alejandro Pellejero, la spa e le aree comuni disegnate da Patricia Urquiola.

Le 118 camere e suite ridisegnate da Rochon portano una visione di lusso raffinata ed essenziale. L’architetto ha interpretato lo spazio con un linguaggio sobrio e materico, un gioco di proporzioni, texture e armonie cromatiche che vanno oltre al gesto scenografico. Velluti, ottone, falegnameria in palissandro e pelli pregiate dialogano con la storicità dell’edificio, mentre l’ispirazione cromatica arriva dagli affreschi del chiostro, che tornano nelle sfumature terracotta e grigio-blu.

La collaborazione con marchi italiani come Poliform e Rubelli rafforza l’identità locale, mentre la tecnologia rimane discreta: la domotica integrata e gli arredi su misura sono pensati per fondersi con lo spazio, senza sottrarre attenzione al comfort. Il marmo originale delle sale da bagno è stato conservato e valorizzato attraverso lavabi ridisegnati, in un dialogo costante tra passato e presente.

La Fresco Suite custodisce un affresco dipinto da Giocondo Albertolli e invita l’ospite a vivere il soggiorno immerso in un’opera d’arte. La Renaissance Suite affaccia sul giardino e mantiene il soffitto in stucco originale risalente al Rinascimento, con un grande letto a baldacchino che dialoga con la luce naturale.
Altre cinque suite, perfette per viaggi di famiglia o soggiorni business, offrono zone giorno e notte separate, oppure ambienti unici di grande ampiezza, come se fossero appartamenti milanesi che godono della tranquillità di un rifugio privato nel cuore della città.

Negli spazi comuni il dialogo continua con il lavoro di Urquiola, che aveva già firmato il restyling nel 2021. La designer ha introdotto elementi di Cassina, Flos, Poliform, Moroso e Poltrona Frau, trasformando l’ex convento in un luogo cosmopolita e contemporaneo, pur mantenendo l’anima storica dell’edificio. Suo è anche il disegno della spa nella cantina dell’ex monastero, oggi tempio del benessere e di trattamenti firmati dai più noti beauty brand.

Oltre alle camere e all’architettura, l’identità del Four Seasons Hotel Milano vive attraverso la ristorazione. Il ristorante Zelo costruisce il suo menu sulla stagionalità e sul rapporto stretto dello chef con produttori di eccellenza come il vicentino Damini, specializzato nelle carni. Dal risotto all’aragosta e ostriche al vitello tonnato, fino allo spaghettone con calamaretti e vongole, i classici della cucina italiana sono accompagnati da una proposta plant-based e da una selezione di crudités e caviale, per chi non rinuncia al lusso a tavola.

L’approccio attento di Borraccino è il medesimo che si ritrova nella mixology di Stilla Bar, il salotto cosmopolita di via Gesù. Nato in Uruguay da nonni italiani, cresciuto tra tecnica, competizioni internazionali e flair bartending, il bar manager Pellejero porta la sua visione contemporanea e autentica della miscelazione. Nascono così signature come il Jasmine Spritz, omaggio alla città arricchito da note floreali, e il Citrus Paloma, dove il pompelmo fresco sostituisce la soda in un twist aromatico con tequila, mezcal e sale al cardamomo. La carta si evolve ogni mese con un cocktail stagionale, che accompagna le sezioni Almost Classics, Italian Aperitivo, Gin Anthology e un intero capitolo dedicato ai cocktail analcolici. La richiesta di bevande zero proof è in crescita e Pellejero risponde con sei signature drink preparati con infusioni, cordiali e sciroppi home made. Il più richiesto è il Secret Garden, a base di gin analcolico, frutti rossi, passion fruit, lime, vaniglia e sparkling citrus water, un concentrato di freschezza ed equilibrio. Zelo e Stilla condividono così la stessa idea di ospitalità, che si affida a ingredienti selezionati per stimolare la creatività del team e a un servizio che mette al centro la persona, con un approccio attento ma informale.

Con l’arrivo delle feste, il Four Seasons Hotel Milano diventa l’epicentro del gusto anche grazie al pastry chef Stefano Trovisi, che per Natale sforna due sorprese: il panettone classico e la limited edition mango e albicocca. Trovisi ha interpretato il lievitato con rispetto della tradizione e un’attenzione maniacale per le materie prime, tra cui spiccano il burro Aop delle Ardenne, le arance candite Navel provenienti dall’area Tirrenica Calabrese e un blend di Vaniglia Tahiti e Madagascar che, insieme ad arance e mandarini di Sicilia, creano un bouquet aromatico unico. La limited edition è invece un twist fresco e fruttato dove regnano il mango semicandito proveniente dall’India e le albicocche Pellecchiella tipiche dell’area vesuviana. Tra camere eleganti e una proposta food & beverage contemporanea, l’hotel rappresenta un indirizzo imperdibile per viaggiatori internazionali e un luogo vissuto dai milanesi stessi, dalla colazione al dopocena.

Questo articolo è stato notarizzato in blockchain da Notarify.

QR Code certificazione Notarify

CERTIFIED BY NOTARIFY