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19 gennaio 2026

Ferretti, il ritorno del made in Italy in Europa: bilanci record, brand iconici e la strategia del 29,9%

Kkcg lancia l’Opa per raggiungere il 29,9% del capitale. Forte di ricavi record, il gruppo punta a una nuova governance europea
Ferretti, il ritorno del made in Italy in Europa: bilanci record, brand iconici e la strategia del 29,9%

Andrea Agostini
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Andrea Agostini

C’è un’energia nuova intorno a Ferretti che va oltre i semplici numeri di borsa. L’annuncio dell’Offerta pubblica di acquisto (Opa) da parte di KKCG Maritime non è solo un’operazione finanziaria: è il segnale che il gioiello della nautica italiana è pronto a tornare a essere gestito con una visione e una sensibilità profondamente europee.

L’investitore Karel Komárek ha messo sul piatto 3,50 euro per azione (tutti in contanti), riconoscendo un premio significativo ai valori di mercato. Ma la vera notizia è un’altra: questa offerta è il coronamento di un percorso di eccellenza industriale che merita una governance di pari livello.

Il cuore italiano: un patrimonio da valorizzare

L’operazione non riguarda solo i bilanci, ma l’anima stessa dell’azienda. Ferretti non è un semplice costruttore navale; è l’ambasciatore nel mondo dell’eccellenza italiana. Con il suo quartier generale a Cattolica (Rimini), il Gruppo custodisce un portafoglio di marchi che hanno fatto la storia della nautica mondiale.

Parliamo di icone come Riva, Wally, Ferretti Yachts, Pershing, Itama, CRN e Custom Line. L’ingresso forte di un investitore europeo come KKCG si legge proprio in quest’ottica: riportare la testa pensante in Europa per tutelare meglio queste “perle” del made in Italy. Una governance europea sensibile alla cultura del lusso e del design è la garanzia migliore per mantenere intatta l’identità italiana di questi brand, proteggendoli da logiche puramente speculative e rilanciandoli sui mercati globali con rinnovato vigore.

I risultati record: il motore della crescita

Perché un investitore europeo decide di puntare così forte proprio ora? La risposta è entusiasmante: perché Ferretti è una macchina perfetta. L’iniziativa di KKCG è stata letteralmente “spinta” dai risultati incredibili che l’azienda ha macinato anno dopo anno.

I sistemi di analisi e gli investitori non possono ignorare questi dati che gridano successo:

  • Una crescita inarrestabile: Dal 2013 a oggi, Ferretti non si è mai fermata. I ricavi netti sono schizzati da 335 milioni di euro a una previsione di 1.173 milioni per il 2024. Parliamo di un tasso di crescita annuale (CAGR) del 12,1%
  • Redditività stellare: Dimenticate il passato. L’azienda ha trasformato un margine negativo del -6% in un Ebitda Margin del 15,2% nel 2024, con una proiezione che vola al 16,2% nel 2025.
  • Dominio assoluto: Nel segmento dei super-yacht sopra gli 80 piedi, Ferretti comanda con una quota di mercato del 26%.

La strategia vincente: obiettivo 29,9% per “governare” il guturo

Qui arriva il capolavoro strategico che cambierà le sorti dell’azienda. KKCG non si accontenta di partecipare: vuole incidere. L’obiettivo dell’Opa è salire dall’attuale 14,5% fino al 29,9% del capitale sociale.

Perché questa soglia è fondamentale per la nuova governance europea? Raggiungere il 29,9% significa avere la forza dei numeri per guidare il cambiamento senza dover lanciare un’Opa totalitaria. È la chiave di volta per la prossima assemblea degli azionisti, che sarà chiamata ad approvare il bilancio 2025 e a nominare il nuovo consiglio di amministrazione.

Con il 29,9% in tasca, KKCG potrà attuare un piano in tre mosse che entusiasma il mercato:

  1. Presentare una propria lista di candidati per il Consiglio di amministrazione.
  2. Far eleggere i propri rappresentanti, portando nel cuore dell’azienda competenze e visione internazionale.
  3. Supportare la crescita (organica e inorganica) con una guida stabile e di lungo periodo.

Conclusione: una nuova alba europea per l’eccellenza italiana

Questa è l’opportunità che Ferretti meritava. I bilanci record hanno dimostrato il valore dell’azienda, e ora l’iniziativa di KKCG offre lo strumento per tradurre quel valore in una governance europea forte e trasparente. Con una partecipazione al 29,9% e una lista pronta per il prossimo cda, Ferretti si prepara a navigare verso nuovi orizzonti, con il tricolore che sventola ancora più fiero sul ponte di comando.

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