
Contenuto tratto dal numero di gennaio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Secondo uno studio realizzato da Banca Ifis per il trentennale di Federturismo nel 2023, la spesa dei viaggiatori che visitano l’Italia raggiunge i 170 miliardi di euro. Le ricadute sui settori produttivi e i redditi degli occupati del comparto turistico generano altri 79 miliardi. L’effetto ‘country of origin’ (l’export trainato dall’esperienza del made in Italy fatta dai turisti stranieri) si traduce in ulteriori 16 miliardi. In tutto si arriva a 265 miliardi.
Anche da questi numeri appare evidente come l’idea di esperienza abbia trasformato l’industria negli ultimi anni. Non è più sufficiente offrire un prodotto o un servizio valido, affidabile e, possibilmente, esclusivo. È necessario renderli sempre più personalizzati, il più possibile parte del vissuto dell’utente. Bisogna che diventino qualcosa che una persona potrà raccontare.
Oggi questi concetti sono diffusi e conosciuti. Lo erano molto meno nel 2008, quando Johannes Reck e l’amico Tao Tao pensarono di proporre ai turisti attività e opzioni personalizzate al posto dei soliti percorsi standardizzati. Un’idea che gli allora compagni di università ebbero dopo un’esperienza in prima persona che aprì loro gli occhi su quanto la presenza di una persona che conosca i luoghi cambi la percezione del viaggio.
Reck non credeva di diventare un imprenditore di successo mentre cresceva a Colonia, dove è nato. Lo ha raccontato lui stesso in un’intervista con Phocus Wire: “Vengo da una famiglia di accademici e avvocati e ho sempre pensato che il mio destino fosse seguire le loro orme, verso una vita nel mondo accademico o aziendale. E per un certo periodo ho perseguito questa aspirazione. Mi sono iscritto al Politecnico Federale Svizzero per diventare ricercatore sul cervello, ho trascorso molto tempo in laboratori e aule e ho conseguito una laurea specialistica in biochimica”.
Interessi e studi lontanissimi dal concetto di una piattaforma in grado di gestire oggi decine di migliaia di prenotazioni di turisti che vogliono vivere momenti autentici al di fuori dei classici circuiti. Questa lontananza, però, è stata forse decisiva per la riuscita del progetto GetYourGuide: “Se non avessi seguito con tanta attenzione questa aspirazione, non avrei mai incontrato i co-fondatori (oltre a Tao, c’erano anche anche Martin Sieber e Tobias Rein, ndr)”, ha proseguito Reck. “Eravamo tutti iscritti alla stessa università e impegnati in discipline tecniche simili: fisica, informatica e così via. Quello che è iniziato come un progetto studentesco è diventato il primo business plan per GetYourGuide”.
La scintilla è venuta da un’esperienza diretta. Nel 2007 Reck e Tao parteciparono a un viaggio di studio a Pechino per seguire una conferenza. Reck arrivò in anticipo rispetto al compagno. Senza avere strumenti per scoprire la città, rimase chiuso nella sua stanza d’albergo. Il giorno dopo l’amico, originario di Pechino, lo raggiunse e lo guidò alla scoperta della megalopoli, con la competenza e l’occhio di chi conosce il luogo. “Improvvisamente tutto divenne più interessante ed economico”, ricorda Tao. Quel viaggio divenne il punto di partenza per una nuova idea imprenditoriale, che iniziò a prendere forma nelle stanze dell’appartamento universitario di Zurigo in cui i ragazzi alloggiavano.
I primi finanziatori e sostenitori del progetto furono le famiglie dei giovani. L’inizio fu difficile. “Abbiamo avuto cinque prenotazioni in due anni”, ha ricordato Reck in una puntata del podcast 20VC. “Tre erano per mia madre”.
Il supporto alle realtà innovative in Europa è un tema di grande attualità. Le differenze con gli Stati Uniti rimangono enormi. “La Germania spende 100 miliardi di euro in pensioni e 7 miliardi di euro in capitali di rischio: è una follia”, ha detto Reck. Nel suo caso, però, l’attività è cresciuta e ha raggiunto risultati notevoli. Ad agosto del 2018 GetYourGuide ha iniziato a vendere pacchetti turistici con il proprio marchio e nel settembre dello stesso anno ha superato per la prima volta la soglia del milione di prenotazioni in un mese. Ad aprile 2019, poi, ha raccolto investimenti per 484 milioni di euro da SoftBank, portando il suo valore di mercato al di sopra del miliardo di euro.
Tutto sembrava andare per il meglio, ma l’arrivo del Covid, nel 2020, fu un colpo durissimo per una piattaforma che basava il suo modello di business sugli spostamenti delle persone: “Siamo arrivati a 0 fatturato in tre settimane”, ha raccontato Reck sempre a 20VC. Grazie a un bilancio solido e a riserve di liquidità, però, l’azienda ha deciso di sfruttare quel periodo per investire nel prodotto, sia dal lato dell’offerta che da quello del cliente. “I viaggi sarebbero tornati, e volevamo essere presenti con un prodotto molto migliore”, fu il ragionamento del management.
A distanza di cinque anni, GetYourGuide stima ricavi per oltre 1 miliardo di dollari nel 2025, ha registrato un terzo trimestre da record, con oltre dieci milioni di esperienze prenotate, e collaborazioni con oltre 20mila tour operator in tutto il mondo. “È incredibilmente gratificante costruire una piattaforma che crea esperienze di viaggio magiche per milioni di turisti in tutto il mondo”, ha detto Reck a Phocus Wire. “Sono ottimista sul fatto che la prossima ondata di startup del settore turistico prospererà come mai prima d’ora”.
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