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4 febbraio 2026

Dallo scarpone agli impianti: l’Italia guida la filiera europea degli sport invernali

Hti, Tecnica e TechnoAlpin trainano un comparto ad alta redditività che vale oltre 3,2 miliardi di euro
Dallo scarpone agli impianti: l’Italia guida la filiera europea degli sport invernali

BORMIO, ITALY – FEBRUARY 04: Fredrik Moeller of Team Norway skis during the Men’s Downhill training on day minus two of the Milano Cortina 2026 Winter Olympics at Stelvio Alpine Skiing Centre on February 04, 2026 in Bormio, Italy. (Photo by Sean M. Haffey/Getty Images)

Eleonora Fraschini
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Eleonora Fraschini

In vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, l’industria italiana degli sport invernali si presenta come uno dei comparti manifatturieri più solidi e competitivi del Paese. A certificarlo è l’ultimo report dell’Area Studi Mediobanca, che fotografa un settore da oltre 3,2 miliardi di euro di ricavi aggregati, con una forte vocazione internazionale e una leadership industriale riconosciuta a livello europeo e globale.

L’Italia è oggi il terzo esportatore mondiale di articoli per sport invernali, con una quota dell’11% del commercio globale, alle spalle di Austria e Cina. È rilevante anche la specializzazione qualitativa della filiera: almeno un prodotto winter sport su dieci esportati nel mondo è italiano, a conferma di una competitività costruita su know-how, innovazione e valore aggiunto.

I fatti chiave

  • L’Italia è oggi il terzo esportatore mondiale di articoli per sport invernali, con una quota dell’11% e una filiera orientata al valore più che ai volumi.
  • Gruppi come HTI, Tecnica Group e TechnoAlpin rappresentano l’eccellenza industriale del settore, combinando dimensione, innovazione e presenza globale.
  • Il Nord-Est e il distretto di Asolo-Montebelluna si confermano il baricentro mondiale dello scarpone da sci e della ricerca applicata alle attrezzature invernali.
  • Quasi l’80% del fatturato delle aziende italiane del comparto è generato all’estero, mentre oltre il 90% delle vendite resta in mano a imprese a controllo nazionale.
  • Margini operativi superiori alla media manifatturiera e una crescita globale attesa del 6% nel 2026 rafforzano il posizionamento strategico del winter sport italiano.

Le aziende in cima al settore

A guidare il comparto sono gruppi industriali di primo piano, capaci di competere su scala globale. In testa per dimensione si colloca HTI-High Technology Industries, gruppo altoatesino controllato dalla famiglia Seeber, con ricavi superiori a 1,4 miliardi di euro, 21 siti produttivi e una presenza internazionale capillare.

Emerge al secondo posto Tecnica Group: con oltre 500 milioni di euro di fatturato (il 90% del quale è generato all’estero), la realtà veneta produce scarponi da sci ed è tra i principali operatori nello sci alpino. Fanno parte del gruppo marchi celebri, tra cui Tecnica, Nordica, Blizzard e Moon Boot.

Nel segmento dell’innovazione tecnologica spicca TechnoAlpin, attivo nei sistemi di innevamento programmato. Con sede a Bolzano, l’azienda è diventata un riferimento per l’industria sciistica.

Filiera ad alta specializzazione

Il report Mediobanca evidenzia che il successo italiano deriva da una filiera integrata e specializzata, concentrata in particolare nel Nord-Est. Il distretto di Asolo-Montebelluna, in Veneto, è considerato la capitale mondiale dello scarpone da sci: qui si raggruppano i centri di ricerca e sviluppo della quasi totalità dei produttori globali, insieme a fornitori di componenti e materiali tecnici. Nel solo segmento degli scarponi, l’Italia detiene la leadership mondiale, con una presenza significativa di imprese a controllo nazionale anche nella top ten dei produttori globali.

Del resto, il 79% del fatturato delle aziende italiane degli sport invernali proviene dall’estero, una quota nettamente superiore a quella di altri comparti manifatturieri. Le imprese a controllo italiano rappresentano oltre il 90% delle vendite complessive del settore, un dato che distingue il winter sport dalla moda e da altri ambiti dello sport system, più aperti al capitale estero.

Anche sul fronte della redditività, il Made in Italy si distingue: nel 2024, le aziende produttrici di attrezzature sciistiche hanno registrato margini operativi medi superiori a quelli della moda italiana.

Previsioni di crescita per il 2026

A livello globale, il mercato degli sport invernali è stimato in circa 13,5 miliardi di euro nel 2025, con aspettative di crescita del 6% nel 2026. Un trend sostenuto dall’aumento delle attività outdoor, dagli investimenti tecnologici e dall’evoluzione dell’offerta verso modelli più sostenibili e destagionalizzati.

In questo scenario, l’Italia non solo beneficerà dell’effetto Olimpiadi, ma può diventare uno dei pilastri industriali della Winter Sports industry globale. Un ruolo costruito nel tempo e destinato a rafforzarsi grazie alla presenza di campioni industriali capaci di competere sui mercati internazionali e di guidare l’innovazione di un settore sempre più strategico.

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