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13 febbraio 2026

Sua maestà il carciofo, nuovo protagonista del gusto e dell’economia green

Dal campo alla tavola, il carciofo diventa simbolo di lifestyle mediterraneo e motore culturale ed economico del territorio laziale
Sua maestà il carciofo, nuovo protagonista del gusto e dell’economia green

Mara Cella
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Mara Cella

Il 13 febbraio si celebra il Carciofo Day, un appuntamento che accende i riflettori su uno dei prodotti più iconici della tradizione gastronomica del Lazio, oggi al centro di un rinnovato interesse culturale ed economico. Da semplice ingrediente della cucina contadina, il carciofo è diventato un simbolo di lifestyle mediterraneo: sostenibile, salutare e ultra versatile. Un ortaggio che racconta territori, filiere virtuose e un modo di vivere sempre più attento alla qualità e all’origine dei prodotti.

Una filiera che genera cultura e sviluppo

Il suo valore non è semplicemente culinario. L’intera filiera del carciofo – dalle coltivazioni specializzate alle produzioni DOP e IGP, fino alle trasformazioni gourmet – rappresenta un comparto in crescita, capace di generare occupazione, innovazione agricola e turismo gastronomico. Le varietà italiane, dal Romanesco al Violetto, sono oggi ambasciatrici di un’eccellenza che conquista chef, consumatori di ogni età e mercati internazionali.

Ma oltre al gusto c’è di più: il carciofo non solo è un’icona gastronomica del Lazio ma ne rappresenta una vera e propria leva economica. La filiera regionale – dalla produzione del Romanesco IGP alle trasformazioni artigianali – genera ogni anno un volume d’affari stimato in decine di milioni di euro, coinvolgendo aziende agricole, cooperative, ristorazione, turismo e distribuzione. Il carciofo è una materia prima identitaria del territorio, capace di attrarre visitatori, creare eventi, alimentare percorsi turistici e valorizzare borghi e campagne.

È un prodotto che unisce agricoltura e lifestyle, diventando motore di un indotto che cresce grazie alla qualità, alla stagionalità e alla forza del racconto gastronomico. Celebrarlo fra le eccellenze regionali ed italiane significa celebrare un patrimonio culturale ed economico che continua a generare valore e prospettive future. Quindi per rendere omaggio al “re verde” che unisce gusto e benessere, tradizione e modernità, ecco un carosello in cui questo piccolo ma grande protagonista – sua maestà il carciofo – viene interpretato da 4 chef di Roma e dintorni.

L’Assoluto di Carciofo – Chef Andrea Lattanzi, Taverna Flavia

Nel suo “Assoluto di Carciofo”, Andrea Lattanzi porta in scena un omaggio totale al carciofo violetto, interpretato come un ingrediente da esplorare in ogni sua sfumatura. Il piatto diventa un viaggio sensoriale che attraversa consistenze e temperature, dal cuore morbido alle foglie trasformate in elementi croccanti o in creme setose. Lattanzi costruisce un racconto gastronomico che celebra la purezza vegetale, elevando il carciofo a icona contemporanea di eleganza culinaria. Una visione che unisce tecnica, sostenibilità e un’estetica essenziale, perfetta per chi vive il cibo come un’esperienza culturale che emoziona.

Il Carciofo Romanesco e Pecorino – Chef Pasquale Minciguerra, Seguire le Botti

Pasquale Minciguerra firma un antipasto che è un manifesto di stile: il carciofo romanesco, morbido e avvolgente, incontra la sapidità del pecorino in un equilibrio che richiama la tradizione ma la supera con una costruzione moderna. L’esterno croccante dialoga con la cremosità interna, mentre il carciofo violetto panato aggiunge un ulteriore livello di gioco gastronomico. È un piatto che parla di territorio, di filiere virtuose e di un’idea di cucina che valorizza la materia prima come patrimonio culturale. Un’esperienza che si completa con un calice rigorosamente locale di Oppidum brut: un abbinamento perfetto grazie all’aromaticità unica delle uve Moscato di Terracina DOC.

Il Tortello Ripieno di Animelle e Carciofi – Chef Daniele Roppo, Il Marchese

Daniele Roppo propone un tortello che unisce tecnica classica e sensibilità contemporanea, dove il carciofo romanesco diventa anima vegetale di un ripieno ricco e raffinato. La sua filosofia culinaria si fonda sull’equilibrio tra tradizione romana e ricerca gastronomica: una cucina che rispetta le radici ma non teme l’innovazione. Nei suoi piatti, Roppo lavora sulla profondità dei sapori e sulla precisione delle consistenze, trasformando ingredienti popolari in esperienze di alta cucina. Il tortello diventa così un simbolo di artigianalità, di tempo dedicato e lusso discreto.

L’Agnello al Forno con Carciofo alla Romana – Chef Massimo Piccolo, Flora Restaurant

Massimo Piccolo porta in tavola una visione personale e identitaria del carciofo. Per lui, questo ortaggio non è solo un ingrediente, ma un alleato gastronomico ricco di proprietà benefiche e di carattere. Predilige il carciofo spinoso sardo, che ama servire anche crudo per esaltarne la fragranza, e lo affianca al carciofo romanesco nella sua interpretazione delle costolette di agnello. Il piatto racconta un equilibrio tra sapori decisi e note vegetali, dove il carciofo diventa ponte aromatico tra tradizione e modernità. La filosofia di Piccolo è quella di una cucina sincera, che valorizza la materia prima senza sovrastrutture, lasciando che siano gusto e territorio a parlare.

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