Fiorentino, 85 anni, si è formato negli Usa. Negli ultimi decenni, da lui sono passate molte delle più importanti operazioni del nostro Paese
Contenuto tratto dal numero di febbraio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
L’ultimo affare l’ha fatto pochi mesi fa, quando lo studio da lui co-fondato ha cambiato sede a Milano, spostandosi da via Barozzi a Porta Nuova. La vecchia sede era cresciuta negli anni con il crescere del numero degli avvocati che ospitava, e una parte era notoriamente proprietà dell’avvocato Sergio Erede, un’altra era presa in affitto da terzi. Erede l’ha messa sul mercato a un prezzo di 60 milioni di euro, per quattromila metri quadrati a due passi da corso Venezia.
Erede la passione del mattone ce l’ha nel sangue, e nell’immobiliare ha fatto molti investimenti, frutto delle molteplici relazioni di alto livello intessute negli anni con gli esponenti più in vista della finanza italiana, che ancora oggi si rivolgono all’85enne legale fiorentino quando si tratta di questioni importanti.
La storia di Sergio Erede
Per capire chi è Erede oggi e cosa rappresenta nella business community nazionale bisogna ripercorre la sua storia. Nato a Firenze il 14 agosto 1940, si è laureato in giurisprudenza con 110 e lode nel 1962 all’Università degli Studi di Milano e nel 1964 ha ottenuto il master of laws alla Harvard Law School di Cambridge, in Massachusetts. Ha lavorato prima nello studio legale Hale & Door a Boston, nel 1963/64, e poi nello studio Sullivan & Cromwell a New York, nel 1964/65. Dal 1965 al 1969 è stato responsabile degli affari legali di Ibm Italia. Dal 1969 esercita la libera professione.
Lo studio legale Erede e Associati, da lui fondato nel 1999, specializzato in fusioni e acquisizioni, è confluito nello studio legale Bonelli Erede Pappalardo, a seguito della fusione con gli studi Bonelli e Associati (specializzato in diritto commerciale, fallimentare e contenzioso) e Pappalardo e Associati (diritto antitrust italiano e comunitario).
Negli anni più recenti, oltre all’assistenza a Olivetti in relazione all’opa di Telecom Italia, Bonelli Erede Pappalardo ha assistito vari clienti nelle principali operazioni di finanza straordinaria avvenute in Italia, quali le opa Generali/Ina, Pirelli/Unim, Italenergia/Montedison e Seat/Buffetti, la privatizzazione di Autostrade e Aeroporti di Roma, le quotazioni di Enel e Finmeccanica, l’acquisizione di Seat da parte di Telecom Italia e quella di Olivetti/Telecom Italia da parte di Pirelli e del gruppo Benetton. Oltre alla sua attività di avvocato, Erede è stato membro del consiglio di amministrazione di numerose società, in gran parte quotate in Borsa, tra le quali Autogrill, Marzotto, Interpump, Carraro, Manuli Rubber, gruppo Galbani e Aon Italia.
Nella sua carriera Erede ha intessuto rapporti strettissimi con molti capitani d’industria. Fra i molti, i più noti sono i Benetton (soprattutto il defunto Gilberto), Leonardo Del Vecchio (che assistette nella battaglia per le Assicurazioni Generali e Mediobanca), Violetta Caprotti (nell’arbitrato che ha fatto incassare alla figlia del fondatore di Esselunga circa 900 milioni di euro), Piero Salini (Webuild) e Urbano Cairo, patron di Rcs. L’assistenza a quest’ultimo nel difficile arbitrato con Blackstone non si risolse benissimo. E vale la pena ricordare, tra i pochi ‘buchi’ presi dal super avvocato, l’assistenza legale a Victor Massiah, allora amministratore delegato di Ubi Banca, contro l’opa lanciata da Intesa Sanpaolo, che si è conclusa invece positivamente con l’integrazione nell’istituto guidato da Carlo Messina.
Il grande salto
Nel 2013 Erede ha compiuto il grande salto entrando direttamente nel mondo del business, costituendo Space Holding, di cui è presidente. Attraendo investimenti importanti dalle più rilevanti famiglie dell’imprenditoria italiana – in via diretta o tramite family office – e da investitori istituzionali italiani e stranieri di alto profilo, la società negli ultimi anni ha promosso quattro spac (special purpose acquisition vehicle) di diritto italiano sul listino, investendo oltre 1 miliardo di euro, che hanno rilevato altrettante aziende importanti: da Fila ad Avio, da Aquafil a Guala Closures, recentemente ceduto all’opa lanciata dal fondo Investindustrial di Andrea Bonomi.
Erede è attivo anche negli investimenti con il suo family office Penteco, nel cui capitale compaiono la moglie Paola e il figlio Matteo. L’attivo totale della società sfiora i 110 milioni di euro e il bilancio al giugno del 2024 (l’ultimo depositato) evidenzia, fra gli asset, immobili per 8,5 milioni, partecipazioni per 73 milioni e altri titoli per 12,7 milioni.
Fra le controllate, LaGare, attiva nell’immobiliare, ha avuto migliori risultati e un monte affitti di 2,6 milioni, consentendo all’esercizio di chiudere con un utile in progresso a 2,3 milioni. Il risultato netto è stato spinto soprattutto dai 2 milioni provenienti dalla gestione finanziaria. Erede ha investito molto in private equity, quasi esclusivamente nei fondi di White Bridge Investments, guidato da Stefano Devescovi e Marco Pinciroli, di cui Penteco ha direttamente il 5%.