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13 febbraio 2026

Claudio Santamaria: “Il vero successo è poter scegliere”. Nuovi film, metodo e visione dell’attore italiano

Intervista a Giorgio Locatelli: tra ristorazione, rischio, giovani e contaminazioni culturali, lo chef racconta la sua visione e una verità potente sul successo: “La felicità conta più di tutto”.
Claudio Santamaria: “Il vero successo è poter scegliere”. Nuovi film, metodo e visione dell’attore italiano

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Tra i volti più intensi e versatili del cinema italiano, Claudio Santamaria torna protagonista con nuovi progetti tra grande schermo, produzioni internazionali e sperimentazioni vocali. In questa intervista racconta il suo metodo di lavoro, il rapporto tra talento e disciplina, l’esperienza sui set hollywoodiani e cosa significa oggi avere successo nel mondo dello spettacolo.

I nuovi film: tra thriller storico, drama familiare e adrenalina MotoGP

Santamaria è attualmente coinvolto in più produzioni cinematografiche. In “Il falsario” interpreta un enigmatico uomo dei servizi segreti, figura elegante e minacciosa che incarna l’antagonista puro della storia. Il film racconta la vicenda del falsario Toni Chichiarelli sullo sfondo degli anni di piombo italiani.

In “Le cose non dette” veste invece i panni di un ristoratore self-made con una vita familiare complessa, segnata da un rapporto deteriorato con la moglie e distante dalla figlia adolescente. Un ruolo emotivo e realistico, agli antipodi rispetto al precedente. Terzo progetto è “Ídolos”, coproduzione internazionale ambientata nel mondo della MotoGP, girata con accesso reale a paddock e box grazie al supporto organizzativo della produzione. Qui interpreta un ex campione caduto in disgrazia che allena il figlio pilota, dando vita a un intenso racconto sul rapporto padre-figlio e sull’importanza di studio e disciplina per raggiungere risultati.

Il metodo Santamaria: “Il personaggio non si cerca, si libera”

Uno degli aspetti più interessanti della sua visione artistica riguarda il processo creativo. Secondo l’attore, l’idea di “entrare in un personaggio” è fuorviante: Il personaggio è già dentro di noi. Bisogna trovare la chiave per aprire la porta giusta. Santamaria attribuisce grande importanza al talento naturale, che definisce fondamentale in ogni disciplina artistica — ma sottolinea come tecnica e allenamento siano indispensabili. Il corpo, spiega, è lo strumento principale dell’attore e va allenato come quello di un atleta o di un musicista. Ha studiato discipline molto diverse, dalla danza balinese alle arti marziali, proprio per ampliare le possibilità espressive e conoscere i limiti del proprio strumento fisico e vocale.

I maestri e le lezioni dei grandi registi

Tra gli incontri più significativi della sua carriera cita due figure simbolo del cinema italiano: Bernardo Bertolucci ed Ermanno Olmi. Del primo ricorda la semplicità e la fiducia data agli attori anche quando erano agli inizi, mentre del secondo sottolinea la straordinaria sensibilità artistica e umana. Queste esperienze hanno contribuito a formare la sua visione del set: per Santamaria i grandi maestri condividono una caratteristica comune, la forza della semplicità e l’assenza di atteggiamenti autoritari.

Dall’Italia a Hollywood: cosa cambia davvero

L’attore ha lavorato anche in produzioni internazionali, tra cui un film della saga di James Bond. Il confronto tra set italiani e americani, spiega, è soprattutto economico: più budget significa più tempo, più cura e maggior possibilità di perfezionare le scene. Racconta un episodio emblematico: per girare una singola inquadratura con un vetro da rompere, la produzione disponeva di decine di ricambi per ripetere la scena finché non fosse risultata perfetta, cosa impensabile su molti set europei.

Trasformazioni fisiche e preparazione estrema

Per alcuni ruoli Santamaria ha modificato radicalmente il proprio corpo. Per interpretare Rino Gaetano è dimagrito in maniera drastica; per un film action ha aumentato di 20 kg tra muscoli e massa; allenamenti intensivi, invece, per incarnare personaggi atletici o storici. Secondo lui il cambiamento fisico non serve solo all’estetica ma incide sul modo di muoversi, pensare e reagire in scena, influenzando la psicologia del personaggio.

Doppiaggio, teatro, cinema: la gerarchia della difficoltà

Santamaria considera il doppiaggio una delle discipline tecnicamente più complesse. A differenza della recitazione sul set, dove l’attore guida il ritmo della scena, nel doppiaggio deve adattarsi alle pause e alle intonazioni già stabilite dall’interprete originale, sincronizzando voce e labiale. Ha doppiato personaggi iconici come Batman e Super Mario, spesso riproducendo fisicamente i movimenti dell’attore sullo schermo per rendere la voce più realistica.

La creatività oltre la recitazione: musica e regia

Fuori dal set coltiva da anni la passione per la musica, in particolare per la tromba, strumento iniziato a studiare in età adulta e ripreso con costanza durante il periodo pandemico. Ha inoltre già sperimentato la regia con un cortometraggio tratto da una graphic novel, esperienza che definisce una delle più intense della sua vita perché gli ha permesso di esprimere una creatività più ampia rispetto al lavoro di attore.

 

Cos’è il successo oggi per Claudio Santamaria

Alla domanda finale sul significato del successo, la risposta è chiara e lontana dai cliché: “Per me successo significa poter scegliere: dire dei no e lavorare solo su progetti che mi stimolano e che andrei a vedere al cinema. Una definizione che sintetizza perfettamente il percorso di un interprete che ha costruito la propria carriera puntando su versatilità, studio e libertà artistica”.

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