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18 febbraio 2026

La sfida dell’AI si gioca sul piano delle competenze

A colloquio con Giorgia Luglio, partner dello studio Ropes & Gray, che ha deciso si aprire una sede a Milano, confermando l’interesse degli studi legali internazionali per il nostro Paese
La sfida dell’AI si gioca sul piano delle competenze

Luigi Dell'Olio
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Luigi Dell'Olio

“In una fase di cambiamento epocale come questa, è fondamentale investire sulle persone operando su due fronti: accanto alla classica formazione legale, forniamo a tutti i collaboratori continui strumenti di aggiornamento sulle nuove tecnologie disponibili”. Così Giorgia Lugli, partner dello studio legale internazionale Ropes & Gray, invita ad affrontare l’ondata dell’intelligenza artificiale, destinata a rivoluzionare l’attività del settore.

Partiamo dall’attualità: perché Ropes & Gray ha deciso di aprire in Italia, con un ufficio a Milano?

L’Europa è un mercato in grande crescita per gli investitori internazionali, sostenuto da valutazioni vantaggiose e una generale percezione di stabilità nella politica legislativa e regolamentare. In questo contesto, l’Italia rappresenta un mercato chiave per molti dei clienti di Ropes & Gray. Il nostro Paese è il mercato del private equity con la più rapida crescita in Europa, con un volume di operazioni più che raddoppiato negli ultimi anni, e si prevede possa continuare a crescere nel prossimo futuro grazie ad un governo stabile, una filiera produttiva forte e interessanti occasioni di investimento anche nel primario (si pensi alle opportunità offerte dal passaggio generazionale di tante nostre realtà industriali). Considerati questi elementi e ascoltate le richieste dei clienti, Ropes & Gray ha deciso di sfruttare la congiuntura favorevole ed aprire a Milano, puntando su un team di professionisti con una base clienti complementare e valori affini. L’ufficio di Milano opera in maniera coordinata con l’ufficio di Parigi (aperto a inizio 2025) e lo storico ufficio di Londra, e insieme lavoriamo ogni giorno coi colleghi internazionali per offrire il migliore servizio ai clienti, seguendoli ovunque li portino i loro investimenti.

Quali sono i numeri dello studio e quali gli obiettivi di crescita?

A livello globale, Ropes & Gray conta oltre 1.500 avvocati e professionisti nel settore legale. In Italia abbiamo un team composto da una ventina di professionisti, che crescerà a breve con inserimenti strategici. Non crediamo nella crescita numerica fine a sé stessa, ma siamo fermamente convinti che ogni ingresso debba essere strategico per i nostri clienti. I nostri primi clienti sono fondi di private equity e grandi gruppi, e a loro vogliamo offrire un servizio rapido, preciso e funzionale ai loro obiettivi, che capisca il profilo commerciale

Allargando lo sguardo al mercato, come vede l’evoluzione della professione?

Siamo a un punto di svolta, con una rivoluzione tecnologica ormai alle porte anche in Italia. L’AI si sta sviluppando con modalità molto interessanti in ambito legale, e dall’essere un utile strumento per l’automazione di attività di routine (come la ricerca di informazioni e la preparazione di sommari), sta via via affermandosi quale alleato strategico anche per l’avvocato, consentendo l’elaborazione di quantità enormi di dati, la creazione di modelli predittivi e l’efficientamento di processi complessi (si pensi all’impiego nella gestione di attività di due diligence o di closing strutturati).

Con quali ricadute?

L’evoluzione in atto avrà effetti sulla dimensione dei team legali nel prossimo futuro e porterà a valorizzare soprattutto chi è in grado di comprendere la realtà e trasformare i dati disponibili in una consulenza giuridica chiara, immediata, orientata al business. Per questo occorrerà combinare esperienza, flessibilità e profonda comprensione dei nuovi linguaggi tecnologici. Chi sarà in grado di sfruttare al meglio questi strumenti e applicare l’AI in maniera efficiente alla propria professione, guadagnerà molto presto una posizione di vantaggio rispetto ai concorrenti.

In definitiva, cosa pensa dell’uso dell’AI nell’ambito legale?

L’AI è già realtà nel modo legale, è uno strumento dagli usi infiniti, e noi la integriamo quotidianamente in diverse pratiche. Per farlo in maniera razionale, è essenziale una valutazione iniziale di rischi e benefici, che facciamo in via molto chiara e diretta coi clienti all’inizio dell’attività caso per caso. Concordate col cliente le regole di ingaggio, passiamo poi all’applicazione concreta, per la quale il fattore umano è ancora essenziale (e credo resterà tale per molto tempo). Quando il professionista conosce al meglio gli strumenti disponibili, ne può sfruttare al massimo le potenzialità e comprendere anche eventuali limiti, anticipando dove sarà necessario intervenire per sopperirvi. Per questo motivo, in una fase di cambiamento epocale come questa, è fondamentale investire sulle persone operando su due fronti: accanto alla classica formazione legale, forniamo a tutti i collaboratori continui strumenti di aggiornamento sulle nuove tecnologie disponibili.

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