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23 aprile 2026

Forbes AI Climate Reputation Index: il turismo tra clima e territorio

Generali Italia e Forbes AI Climate Reputation Index offrono per il Vinitaly 2026 uno sguardo sul futuro del turismo tra clima e territorio.
Forbes AI Climate Reputation Index: il turismo tra clima e territorio

Forbes AI Climate Reputation Index

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L’innovativo Forbes AI Climate Reputation Index, uno strumento inedito che per la prima volta misura la reputazione climatica delle regioni vitivinicole italiane, incrociando i dati relativi alla reputazione turistica, alla sostenibilità certificata, alla transizione biologica e all’adattamento climatico è stato presentato al Vinitaly da Alessandro Mauro Rossi, direttore di Forbes Italia.

Il messaggio chiave emerso durante l’incontro fissa un nuovo paradigma per il mercato: “Le aziende vitivinicole italiane che guideranno l’adattamento climatico saranno le stesse che domineranno le classifiche reputazionali del turismo rurale nel prossimo decennio”. L’indagine, infatti, rivela un filo conduttore netto: le realtà capaci di investire in sostenibilità e adattamento climatico non solo mettono al sicuro la propria produzione, ma costruiscono un vantaggio competitivo e reputazionale tangibile. Questo si traduce in un beneficio misurabile fino a un +22% di premium price e una crescita del 34% nell’enoturismo.

L’impegno di Generali: proteggere le eccellenze del territorio

In questo contesto di profonda trasformazione si inserisce la significativa presenza di Generali al Vinitaly 2026, a conferma della volontà della Compagnia di essere vicina al territorio per tutelare le eccellenze agroalimentari del nostro Paese. La partecipazione di Generali pone infatti al centro tematiche cruciali e attualissime, quali la sostenibilità, la protezione delle filiere produttive e le contromisure ai cambiamenti climatici.

Attraverso il sostegno all’agricoltura rigenerativa e a iniziative consolidate come Generali Valore Cultura — progetto che da oltre dieci anni promuove le comunità e la bellezza dell’Italia — il Gruppo ha portato a Verona un contributo essenziale al confronto sul futuro del vino e sullo sviluppo sostenibile dell’intero comparto agricolo.

Il paradosso del clima: sfide e impatti sul settore

A confrontarsi in questo incontro sono stati quattro relatori provenienti da ambiti diversi ma complementari: Anthony La Salandra, Managing Director di Risposte Turismo; Arianna Nardi, Responsabile Marketing di Generali Italia; Nicolò Quarteroni, Direttore di Ferdy Wild; e Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana e noto giornalista scientifico. Insieme hanno offerto prospettive diverse sull’agriturismo e sul cambiamento climatico.

Il comparto vitivinicolo si trova ad affrontare un paradosso strategico di grande portata. Da un lato, il mercato dell’enoturismo continua la sua inarrestabile espansione, segnando un +24% nel 2024 e raggiungendo un fatturato di 2,9 miliardi di euro, arrivando a incidere per il 49% sui profitti delle imprese. Dall’altro lato, la minaccia climatica si fa sempre più pressante: gli eventi estremi sono in aumento, con ondate di calore, siccità severa e gelate che hanno duramente colpito i territori leader. I numeri illustrati confermano l’urgenza di un’inversione di rotta: nel 2025 il settore ha registrato ben 376 eventi estremi, con danni stimati in 500 milioni di euro solo per la filiera del vino. A livello globale la produzione del 2024 è scesa a 226 milioni di ettolitri, il livello più basso degli ultimi decenni.

La Toscana fissa lo standard, sorprende la resilienza del Sud

La classifica tracciata dall’Indice vede primeggiare la Toscana, definita leader incontrastata e unica regione inserita nella fascia di “Eccellenza” con uno score di 95 su 100. Il primato toscano è il risultato di una straordinaria capacità di adattamento che unisce la più alta diversificazione ricettiva, con il 65% delle cantine che offre servizi agrituristici, a una massiccia conversione ecologica, con oltre 14.200 ettari di vite biologica. Subito dietro si posiziona il Veneto (80.4), trascinato dal record assoluto di certificazioni di sostenibilità aziendale. Chiude il podio il Trentino Alto Adige (79.7), che eccelle per qualità dell’offerta e per la minore esposizione nazionale al rischio siccità. A sorprendere, però, è l’ottima performance del Sud Italia, con Sicilia (76.7) e Puglia (73.1) che si piazzano rispettivamente al quarto e quinto posto. Pur operando in territori altamente esposti al rischio climatico, queste regioni hanno saputo sviluppare una fortissima resilienza, trainata in primis dalla Sicilia che oggi vanta il primato italiano con il 38,5% di superficie vitata convertita al biologico.


Le interviste ai protagonisti:






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