
Angelini Academy
L’evoluzione della formazione aziendale e la ricerca dei talenti sono oggi al centro della strategia di crescita e innovazione di Angelini Industries. Tiziana Carnicelli, General Manager di Angelini Academy, illustra in questa intervista il nuovo progetto Gateway e definisce le sfide cruciali del ricambio generazionale. L’obiettivo primario dell’azienda è scoprire e valorizzare i futuri leader e formare talenti in grado di fondere competenze tecniche di frontiera con indispensabili abilità relazionali.
Sono General Manager di Angelini Academy, una società che lavora nella corporate education in contesto organizzativo per Angelini Industries. Io e il mio team ci prendiamo cura della formazione, dello sviluppo e dei talenti per una multinazionale che opera in 21 paesi con 5600 dipendenti, nei settori del largo consumo, tecnologie industriali e farmaceutico. L’imprenditore ha recentemente investito sulle competenze rendendoci una società per azioni autonoma che fa anche ricerca, finanziando dottorati sulle neuroscienze dell’apprendimento e le tecnologie educative.
In Italia lavoriamo con Luiss, Bocconi, Tor Vergata, Padova e Bologna. A livello internazionale collaboriamo con istituti del calibro di London Business School, INSEAD, Harvard e Stanford.
Oggi le università formano splendidi professionisti con piena consapevolezza nelle competenze tecniche, ma che mancano nella parte soft. Quando entrano nelle organizzazioni faticano ad esprimersi in un contesto che non conoscono; per questo l’ago della bilancia si deve spostare sulle competenze umanistiche, aiutandoli a diminuire il tempo di adattamento che oggi è di sei o otto mesi.
Cerchiamo dieci persone per un programma che si ripeterà per almeno tre anni. Non cerchiamo neolaureati diretti, ma persone con tre anni di esperienza lavorativa che hanno il desiderio di mettersi in gioco e abbandonare il percorso attuale per uno full time. Offriamo un International MBA a Madrid, due settimane di approfondimento sui settori farmaceutico e industriale, e chiudiamo il percorso con uno stage pagato nelle nostre aziende.
Siamo confidenti che sia la persona a fare la differenza, non la laurea che si porta dietro. Io stessa vengo da un’estrazione marketing, avendo lavorato in quel settore per quindici anni. Fare marketing significa valorizzare i prodotti cercando di farli brillare e mettendo in luce le loro caratteristiche positive. Oggi faccio lo stesso con le persone: il mio ruolo è farle brillare tirando fuori le loro caratteristiche distintive per aiutarle a esprimere il loro pieno potenziale e renderle felici nella loro realizzazione professionale.
La selezione inizia con l’application sul sito dell’istituto d’impresa, comprensiva di test e colloqui. Segue un colloquio con il nostro top management per valutare il fit culturale sui valori di orientamento al risultato, innovazione, etica, responsabilità e coinvolgimento. I candidati possono presentare l’ISEE per la sponsorizzazione totale della borsa di studio, oppure pagare una quota di 20.000 euro che verrà interamente restituita se accetteranno una nostra futura offerta di lavoro.
Le competenze più importanti sono quattro: tre soft e una hard. La competenza tecnica imprescindibile è l’uso fluente della tecnologia di frontiera e dell’intelligenza artificiale per rendere tutto più efficiente. Le tre competenze umanistiche sono l’intelligenza emotiva per leggere il contesto lavorativo, le capacità relazionali per fare rete e, soprattutto, una profonda curiosità intellettuale per farsi notare ed emergere.
I ragazzi che entrano in azienda hanno iniziali difficoltà nel riuscire ad esprimersi al meglio, a volte mettendo da lato la loro curiosità intellettuale per paura di rovinare i rapporti con i superiori o di non farsi accettare correttamente dai propri pari. La socialità virtuale aiuta le nuove generazioni, ma le penalizza quando entrano in aziende dove convivono ben cinque generazioni e non tutti utilizzano la parte relazionale virtuale come strumento di crescita. La leadership valorizza molto le relazioni interpersonali fisiche, quindi solo se si ha la capacità di far parlare la propria testa in sicurezza psicologica ci si fa notare e si costruisce un valore positivo intorno a sé.
Il primo consiglio è non smettere mai di essere curiosi e fare domande con educazione. Il secondo è fare rete il prima possibile in qualsiasi contesto lavorativo. Da soli, come individui, si arriva al massimo a una posizione di middle management, ma se si vuole diventare un vero leader serve una rete capace di integrare le proprie competenze e velocizzare le decisioni.
Vedo Angelini Academy come un ponte tra opportunità e talento, tra scuola e impresa. È un vero e proprio acceleratore di carriera che dimostra come il mondo pubblico e quello privato possano convivere in modo virtuoso, investendo su nuovi modelli di apprendimento a servizio sia delle aziende che della comunità e delle istituzioni scolastiche.






