Contenuto tratto dal numero di aprile 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
Nel 2025 Macron ha registrato un record di fatturato: 244,4 milioni di euro, in crescita del 9,3% rispetto all’anno precedente. La conferma del percorso di espansione costruito negli ultimi 20 anni dall’azienda bolognese specializzata in sportswear e teamwear. Nel 2004, quando Gianluca Pavanello divenne amministratore delegato, il fatturato era intorno ai 10 milioni e l’attività era concentrata quasi esclusivamente in Italia; oggi oltre l’80% dei ricavi arriva dall’estero e il Regno Unito è il primo mercato, davanti all’Italia. E diversi paesi stanno assumendo un peso crescente nella strategia di espansione internazionale. “La crescita è nel nostro dna”, dice Pavanello. “Il nome Macron deriva dal prefisso greco makro, che significa ‘grande’. Da qui la nostra missione: costruire una grande azienda italiana dello sport capace di competere a livello globale”.
Il modello di business dell’azienda è fondato sul teamwear, cioè sull’abbigliamento tecnico per squadre e organizzazioni, dai club dilettantistici a quelli professionistici. Oggi Macron collabora con oltre 100 società professionistiche di diverse discipline, tra cui calcio, rugby, basket e pallavolo. Le sponsorizzazioni tecniche sono un laboratorio di innovazione, oltre che una leva di visibilità del brand. “Il confronto quotidiano con gli atleti è il vero laboratorio di ricerca e sviluppo”, sottolinea Pavanello. “È sul campo che nascono nuovi materiali, nuovi fit e tutte le soluzioni tecniche che portiamo sul mercato”.
Accanto al teamwear, Macron ha sviluppato anche una linea lifestyle premium, Macron O.N.E., che unisce design e innovazione tecnica. Uno degli elementi distintivi dell’azienda riguarda il modello di governance. Macron ha adottato una struttura partecipativa che il management definisce dei ‘100 imprenditori’: oltre 100 manager partecipano direttamente al valore generato dall’azienda attraverso strumenti come stock option, warrant e azioni. “Le grandi aziende non si costruiscono con un solo imprenditore, ma con molti imprenditori che condividono la stessa visione”, afferma Pavanello. “Per questo abbiamo scelto di diffondere la responsabilità imprenditoriale all’interno dell’organizzazione”.
Questo approccio influenza anche lo stile di leadership dell’azienda. “Il mio ruolo non è controllare ogni decisione, ma creare le condizioni perché le persone migliori possano esprimere il loro talento”, spiega il ceo. “Quando responsabilità, visione e partecipazione sono condivise, l’energia imprenditoriale diventa collettiva e la crescita diventa una conseguenza naturale”. Il cuore operativo e simbolico dell’azienda è il Macron Campus, a Valsamoggia, alle porte di Bologna, dove si concentrano design, ricerca, logistica e funzioni strategiche. Il campus è in continua espansione: con il nuovo Building 4 e diverse nuove strutture (tra cui due palestre, un campo da padel e uno da basket 3 contro 3), l’azienda punta a creare un ecosistema che favorisca collaborazione, scambio di idee e innovazione. “Il campus è la nostra casa, il cuore del brand”, dice Pavanello. “Crediamo che le cose belle nascano nei posti belli e che l’ambiente influenzi profondamente il modo di pensare e di ambire a risultati sempre più alti. Le idee migliori vengono quando le persone lavorano in spazi che le ispirano e le fanno sentire parte di qualcosa di più grande”. Oltre a ospitare le attività operative, il campus funge anche da laboratorio per i prodotti.
L’internazionalizzazione è uno dei principali motori di sviluppo. Se l’Europa resta il baricentro naturale del business, Macron ha accelerato anche su mercati extra-Ue: in Australia e Sudafrica sta costruendo una rete di distribuzione capillare e negli Stati Uniti, con l’apertura di un centro nel Connecticut nel 2024, ha più che raddoppiato il fatturato nel primo anno completo, superando i 10 milioni di euro. “Gli Stati Uniti sono un mercato enorme, sofisticato e con prospettive di crescita straordinarie”, commenta l’ad. “Per questo investiamo per rafforzare la presenza locale e servire il mercato con sempre maggiore efficacia”.
Nonostante la dimensione globale, l’azienda mantiene in Italia il proprio centro decisionale. “Credo che oggi l’Italia abbia bisogno di grandi aziende nazionali, capaci di crescere nel mondo mantenendo qui il proprio cervello”, afferma Pavanello. “Strategia, marketing, design e sviluppo prodotto sono le funzioni che generano innovazione e valore nel lungo periodo”. L’italianità rimane quindi un elemento centrale dell’identità del brand. “Essere italiani significa saper unire estetica e performance, passione e disciplina, visione e concretezza. È l’approccio che vogliamo portare sui mercati globali”.
Accanto allo sviluppo industriale, Macron investe anche nell’evoluzione del brand, con una struttura interna dedicata al posizionamento del marchio, la cui strategia è esemplificata dal progetto del podcast Campus Talks. Questo percorso contribuisce a rafforzare il racconto dell’ecosistema Macron, tra sport, innovazione e cultura d’impresa. Guardando al futuro, la sfida resta quella di continuare a migliorare in un mercato sempre più competitivo. “È come guidare una macchina in salita”, conclude Pavanello. “Non si può mai togliere il piede dall’acceleratore”.