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27 aprile 2026

La Cina blocca l’acquisizione da 2 miliardi di dollari di Meta della startup di AI Manus

Si tratta di una mossa regolatoria che avviene mentre si intensifica la competizione tra Washington e Pechino sulle tecnologie avanzate di IA
La Cina blocca l’acquisizione da 2 miliardi di dollari di Meta della startup di AI Manus

(Photo by Drew Angerer/Getty Images)

Siladitya Ray
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Siladitya Ray

Il governo cinese ha bloccato lunedì l’accordo da 2 miliardi di dollari con cui Meta intendeva acquisire Manus, startup di intelligenza artificiale fondata in Cina. Si tratta di una mossa regolatoria che avviene mentre si intensifica la competizione tra Washington e Pechino sulle tecnologie avanzate di AI.

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Fatti principali

  • Secondo l’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua, la Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme (NDRC), attraverso la sua unità di revisione degli investimenti esteri, ha emesso una decisione per bloccare la vendita di Manus.
  • L’agenzia ha inoltre ordinato a tutte le parti coinvolte di annullare l’acquisizione.
  • Manus è stata lanciata nel marzo dello scorso anno come AI agent, cioè un sistema progettato per eseguire autonomamente compiti complessi come scrivere report di ricerca, preparare slide di presentazioni e costruire siti web.
  • Il lancio era stato celebrato dai media statali cinesi come il nuovo prodotto di intelligenza artificiale di maggiore successo del Paese, dopo l’arrivo del modello AI di Deepseek, che aveva scosso i principali titoli tecnologici statunitensi.
  • Meta, che aveva annunciato l’acquisizione a fine dicembre, non ha ancora commentato la decisione del governo cinese.

Cosa sappiamo della società madre di Manus

Secondo il Wall Street Journal, le prime versioni di Manus sono state sviluppate dalla startup cinese Beijing Butterfly Effect Technology, fondata nel 2022. Dopo il lancio dello scorso anno, la startup ha trasferito i suoi principali ingegneri e la sede centrale da Pechino a Singapore, seguendo una strategia adottata anche da altre aziende cinesi del settore.

Il trasferimento a Singapore consente infatti a molte startup AI cinesi di aggirare le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina e di accedere più facilmente ai modelli di AI occidentali e agli investitori internazionali.

Secondo il Financial Times, il trasferimento a Singapore era stato inizialmente approvato dalla NDRC, ma Meta e la startup non avrebbero informato le autorità cinesi prima di firmare l’accordo a dicembre.

Come ha reagito Pechino all’accordo Meta-Manus

A gennaio, pochi giorni dopo l’annuncio dell’accordo tra Meta e Manus, le autorità cinesi hanno avviato un’indagine sull’operazione per possibili problemi legati alla sicurezza nazionale e a violazioni dei controlli sulle esportazioni.

Il mese scorso, secondo quanto riportato, la NDRC avrebbe ordinato ai co-fondatori della startup, Xiao Hong e Ji Yichao, di incontrare i funzionari per discutere dell’acquisizione. Entrambi sarebbero stati inoltre invitati a non lasciare la Cina fino al termine della revisione.

Contesto

La decisione del governo cinese arriva poche settimane prima della visita del presidente Donald Trump a Pechino per un incontro con il presidente Xi Jinping. Il summit si inserisce in un contesto di guerra commerciale e tensioni geopolitiche tra i due Paesi, che si riflettono anche nel settore dell’intelligenza artificiale.

Il governo statunitense continua a bloccare la vendita in Cina dei chip AI più avanzati, nel tentativo di mantenere il proprio vantaggio tecnologico. La scorsa settimana, il Dipartimento di Stato americano ha inviato un cablogramma diplomatico alle ambasciate e ai consolati, invitandoli a sollevare preoccupazioni sul presunto tentativo cinese di sottrarre proprietà intellettuale alle principali aziende AI statunitensi.

Il documento si concentra sul tema della “distillazione”, un processo che consiste nell’addestrare un modello di intelligenza artificiale utilizzando le risposte di modelli avanzati già esistenti, riducendo così i costi di training. All’inizio di quest’anno, OpenAI ha inviato una lettera ai legislatori avvertendo che Deepseek starebbe tentando di “distillare” i suoi modelli avanzati.

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