Da non perdere |Innovation
15 maggio 2026

Intelligenza artificiale tra hype e impatto reale: così Noveo la sta trasformando in crescita tangibile

Dalla strategia ai processi aziendali, un approccio su misura riduce inefficienze e genera risultati misurabili nelle imprese.
Intelligenza artificiale tra hype e impatto reale: così Noveo la sta trasformando in crescita tangibile

Luca Seu, ceo di Noveo

Edoardo Prallini
Scritto da:
Edoardo Prallini

Nel dibattito sull’intelligenza artificiale, la domanda ricorre con insistenza: siamo di fronte a una rivoluzione reale o a una nuova ondata di entusiasmo destinata a ridimensionarsi? Per Luca Seu, la risposta è netta: “Siamo nel bel mezzo di un vero rinnovamento”. E a differenza di altre tecnologie che hanno vissuto picchi di attenzione senza consolidarsi, l’IA, secondo il fondatore di Noveo, ha già superato il banco di prova più importante: la capacità di generare valore concreto.

Il vero ostacolo? Applicare l’AI senza una strategia

Il punto, infatti, non è tanto la potenza della tecnologia, quanto il suo utilizzo. “Oggi è possibile costruire soluzioni che generano ritorno sull’investimento fin da subito: questo è il vero test”, spiega Seu. Eppure, non mancano le criticità: una parte significativa dei progetti IA, soprattutto in ambito b2b, non arriva mai alla fase di produzione. Il motivo non è un limite intrinseco dell’intelligenza artificiale, ma un errore a monte: viene spesso applicata nei contesti sbagliati, senza una reale comprensione dei processi aziendali.

È qui che emerge uno dei principali equivoci che ancora accompagnano l’adozione dell’IA nelle imprese. “Vediamo spesso aziende che partono dicendo: ‘Mettiamo l’IA’, senza aver identificato un problema reale da risolvere”, sottolinea Seu. Un approccio che ribalta la logica corretta, perché “l’IA deve essere un mezzo e non un fine”. In questo senso, il valore di un partner tecnologico non risiede solo nella capacità di implementare strumenti avanzati, ma include la capacità di analizzare i processi e individuare le soluzioni più efficaci, anche quando queste non prevedono necessariamente l’uso dell’intelligenza artificiale.

Dall’automazione ai risultati: dove l’AI genera valore concreto

Quando applicata correttamente, tuttavia, l’IA dimostra già oggi un impatto tangibile. Gli ambiti in cui i risultati sono più evidenti sono quelli caratterizzati da attività ripetitive e a basso valore aggiunto, come il data entry o la gestione operativa di flussi standardizzati. Seu cita il caso di un cliente che, grazie a una soluzione sviluppata da Noveo per l’acquisizione automatica degli ordini via email e il loro inserimento nel gestionale erp, ha ridotto i tempi operativi di oltre il 50% in poche settimane. Un risultato che non solo migliora l’efficienza, ma libera risorse all’interno dell’organizzazione.

Un altro esempio riguarda il mondo commerciale: Noveo ha sviluppato un sistema che consente agli agenti di inserire ordini semplicemente tramite una telefonata mentre sono in viaggio. Un processo che, fino a poco tempo fa, richiedeva passaggi intermedi e il coinvolgimento degli uffici interni oggi viene semplificato in modo drastico, con benefici evidenti in termini di velocità e carico di lavoro. “La naturalezza e la rapidità con cui questo prodotto risponde sono sorprendenti”, osserva Seu, evidenziando il salto qualitativo rispetto ai tradizionali risponditori automatici.

L’AI su misura come risposta ai limiti dei modelli standard

Non tutti gli ambiti, però, sono allo stesso livello di maturità. L’utilizzo dell’IA per la generazione di preventivi complessi non basati su listino o per la ricerca all’interno di grandi basi documentali non strutturate resta una sfida aperta. “Molti progetti non arrivano a risultati concreti quando vengono affrontati con approcci troppo generici, senza il supporto di partner in grado di individuare i casi d’uso più efficaci”, ammette Seu. È proprio per superare questi limiti che Noveo ha sviluppato un approccio tecnologico più mirato, capace di adattarsi alle specificità dei singoli contesti.

Questo porta al cuore del modello dell’azienda: un’IA ‘sartoriale’. A differenza del software tradizionale, che può essere standardizzato e replicato, l’intelligenza artificiale funziona come una leva che amplifica processi già esistenti. E poiché ogni azienda ha processi unici, anche le soluzioni devono esserlo. “Il software deve adattarsi all’azienda, non il contrario”, afferma Seu, sottolineando come un approccio su misura permetta di evitare cambiamenti organizzativi inutili e di massimizzare l’efficacia delle soluzioni.

Dalla strategia alla formazione: come accompagnare la transizione all’AI

Per le aziende che vogliono intraprendere un percorso di adozione dell’IA, il primo passo non è quindi tecnologico, ma strategico. “Bisogna partire dall’identificazione del processo giusto”, spiega Seu. Serve individuare un’attività necessaria ma inefficiente, dove l’intelligenza artificiale possa portare un miglioramento reale. A questo si aggiungono altri elementi chiave: la presenza di un referente interno che conosca a fondo il processo e segua il progetto e una chiara volontà della direzione di guidare il cambiamento, accompagnando il team in una transizione che non deve essere percepita come una minaccia.

Perché, come sottolinea Seu, l’IA non sostituisce il lavoro, ma lo trasforma. Riducendo il tempo dedicato alle attività ripetitive, permette alle persone di concentrarsi su funzioni a maggior valore aggiunto: decisioni, relazioni, controllo qualità. Una dinamica che richiama le grandi rivoluzioni industriali del passato, dove l’innovazione tecnologica ha sempre liberato nuove energie e competenze. “La forza dell’uomo è sempre stata quella di sapersi evolvere”, osserva Seu, evidenziando che emergeranno nuovi ruoli e verrà dato spazio ad attività oggi trascurate.

In questo scenario, la formazione e la riqualificazione diventano elementi centrali, non solo a livello aziendale, ma anche di sistema Paese. La transizione verso un’economia sempre più guidata dall’intelligenza artificiale richiede infatti politiche capaci di accompagnare il cambiamento, evitando fratture e valorizzando le opportunità.

Nell’era dell’AI il vero valore è il controllo dei dati

Infine, c’è un tema cruciale che spesso resta sullo sfondo ma che, nell’era dell’IA, assume grande importanza: il controllo dei dati. “Chi controlla i dati controlla il valore”, afferma Seu. Un principio che guida l’approccio di Noveo, basato sulla trasparenza e sull’assenza di lock-in tecnologici. L’azienda garantisce ai propri clienti piena libertà e accesso al codice, evitando vincoli che possano limitare l’autonomia nel lungo periodo.

Una scelta che nasce da un’esperienza concreta: “Troppi clienti hanno scoperto, spesso a loro spese, di non avere il pieno controllo dei propri dati”. Restituire questo controllo significa non solo costruire un rapporto di fiducia, ma anche mettere le aziende nelle condizioni di governare davvero la propria trasformazione digitale. In un contesto in cui l’intelligenza artificiale sta ridefinendo rapidamente il mondo del lavoro, secondo Noveo non esistono scorciatoie né soluzioni universali. Esiste però un metodo, fatto di analisi, competenza e capacità di adattamento, che permette di trasformare l’IA da promessa a leva concreta di crescita.