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26 maggio 2026

L'investitore miliardario John Doerr crede che l’IA sia “sottovalutata”

Per il venture capitalist miliardario Doerr, tra i primi a investire in Amazon e Google, l'IA è “la cosa più grande di sempre. Da sempre”
L'investitore miliardario John Doerr crede che l’IA sia “sottovalutata”

John Doerr (Photo by Jerod Harris/Getty Images for Vox Media)

Alicia Park
Scritto da:
Alicia Park

Il venture capitalist John Doerr, i cui primi investimenti in Amazon e Google hanno contribuito a finanziare la nascita dell’internet moderno, ha definito l’intelligenza artificiale il “più grande tsunami” di innovazione che abbia mai osservato in oltre quarant’anni di attività nel settore degli investimenti. Secondo lui, l’IA sarebbe addirittura stata “sottovalutata”, unendosi così al crescente gruppo di leader tecnologici che formulano previsioni molto ambiziose sul futuro di questa tecnologia.

Fatti principali

  • Doerr, 74 anni, ha dichiarato in un’intervista al Wall Street Journal, che l’attuale ondata dell’IA è “la cosa più grande di sempre. Da sempre”, sostenendo che il pubblico non abbia ancora compreso appieno come trasformerà l’istruzione, il lavoro, la sanità e, più in generale, “la vita come la conosciamo”.
  • Ha descritto l’IA come il quarto grande “tsunami” tecnologico all’interno di un ciclo di circa 13 anni che, secondo la sua lettura, è iniziato con la rivoluzione del personal computer e dei microchip negli anni Ottanta, proseguito con la diffusione di Internet e successivamente con l’era dell’iPhone e del cloud computing.
  • Per sostenere la sua tesi, Doerr ha citato i dati sull’adozione della tecnologia, affermando che “a soli tre anni dal lancio di ChatGPT, il 50% degli americani dichiara di utilizzare l’IA generativa”, una percentuale coerente con un sondaggio Ipsos dell’aprile 2026, secondo cui metà degli statunitensi aveva utilizzato un servizio basato sull’IA nell’ultima settimana.
  • Ha inoltre spiegato che i suoi investimenti personali, oggi gestiti tramite il family office dopo aver lasciato la presidenza della società di venture capital Kleiner Perkins, sono concentrati su imprenditori che utilizzano l’IA per affrontare la transizione climatica e trasformare il settore sanitario.
  • Oltre ai celebri investimenti iniziali in Google e Amazon, Doerr è noto per aver finanziato aziende come Twitter, DoorDash, Slack e Intuit.

Contesto

L’idea di Doerr secondo cui l’IA sarebbe “sottovalutata” si inserisce in un panorama sempre più affollato di miliardari della tecnologia e dirigenti del settore che formulano previsioni di portata quasi civilizzazionale. All’inizio dell’anno, il ceo di OpenAI, Sam Altman, aveva dichiarato a Forbes: “Stiamo andando verso un sistema che sarà capace di innovare autonomamente. Non credo che la maggior parte del mondo abbia ancora interiorizzato cosa significherà davvero.”

Alla fine di gennaio, il ceo di Anthropic, Dario Amodei, aveva scritto in un post sul blog che l’umanità sta entrando in “un rito di passaggio che metterà alla prova ciò che siamo come specie”, definendo l’IA avanzata una possibile “più grave minaccia alla sicurezza nazionale del secolo”.

Anche il ceo di Nvidia, Jensen Huang, la cui azienda ha raggiunto una capitalizzazione di mercato vicina ai 4.000 miliardi di dollari grazie al boom dell’IA, aveva dichiarato al Forum Economico Mondiale di Davos, a gennaio, che l’intelligenza artificiale ha già innescato “la più grande espansione infrastrutturale della storia umana”. Durante il discorso di laurea alla Carnegie Mellon University, a maggio, ha aggiunto: “L’IA non sta semplicemente creando una nuova industria informatica, ma una nuova era industriale”.

Anche Bill Gates ha scritto a gennaio che “non esiste un limite superiore all’intelligenza che le IA potranno raggiungere né a quanto diventeranno capaci i robot”. In un’intervista al programma The Tonight Show l’anno scorso aveva inoltre sostenuto che, entro un decennio, gli esseri umani “non saranno necessari per la maggior parte delle attività”, poiché l’IA sostituirà medici e insegnanti.

La scorsa settimana, infine, l’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, ha affermato durante la cena di celebrazione del Forbes Innovation 250: “Tra cinque anni, l’intelligenza digitale supererà la somma dell’intelligenza umana. Tra cinque anni potrebbero esserci almeno 100 milioni di robot umanoidi, ma forse addirittura un miliardo.”

Il patrimonio secondo Forbes

Secondo le stime di Forbes, il patrimonio netto di Doerr ammonta a circa 24,4 miliardi di dollari, grazie soprattutto alla sua partecipazione in Alphabet. Doerr è famoso per aver firmato quello che all’epoca fu il più grande assegno mai staccato da Kleiner Perkins: 12 milioni di dollari per il 12% di Google, allora valutata 100 milioni di dollari, dopo aver incontrato Larry Page e Sergey Brin in un garage di Menlo Park nel 1999.

Oggi Alphabet vale circa 4.620 miliardi di dollari in Borsa e il titolo è cresciuto di oltre il 120% dall’anno scorso grazie alla sua strategia sull’IA, che comprende il modello Gemini, le panoramiche AI integrate nel motore di ricerca e i chip proprietari per l’intelligenza artificiale.

Una curiosità

Doerr si è distinto anche per aver evitato gli investimenti nel settore delle criptovalute. Al Wall Street Journal ha spiegato di non considerare le criptovalute un tipo di attività imprenditoriale fondata sui team e sui fondatori, come quelle che hanno costruito la sua carriera nel software. Tuttavia, ha aggiunto: “C’è ancora tutto il tempo perché io possa sbagliarmi”. Anche i suoi errori di investimento sono diventati famosi. Tra questi figurano le scommesse su Segway e Fisker Automotive. Ricordando quelle esperienze, ha raccontato che i suoi soci gli ripetevano: “Non investire mai in nulla che abbia delle ruote”. Una regola che, tra l’altro, gli ha fatto perdere l’occasione di investire in Tesla.

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