La fortuna di Gautam Adani è aumentata di circa 2,5 miliardi di dollari, grazie al rialzo delle azioni delle società del gruppo Adani. Questo incremento lo ha riportato al primo posto tra i più ricchi dell’Asia, superando Mukesh Ambani, che aveva detenuto brevemente il primato.
I fatti principali
- Secondo la classifica Real-Time Billionaires di Forbes, il patrimonio di Adani ha raggiunto gli 89,2 miliardi di dollari, davanti a Mukesh Ambani (88 miliardi) e a Masayoshi Son di SoftBank (87 miliardi), che era stato il più ricco del continente prima del brusco calo del titolo della società giapponese registrato giovedì.
- L’aumento della ricchezza di Adani è stato favorito dal rialzo generalizzato delle società appartenenti al gruppo: Adani Power (+1,1%), Adani Ports (+1,9%), Adani Enterprises (+2,3%), Adani Green Energy (+6,9%) e Adani Energy Solutions (+3,8%).
- Dallo scorso mese, quando il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha archiviato le accuse di frode contro il gruppo Adani, il patrimonio dell’imprenditore è cresciuto di quasi 10 miliardi di dollari. Le accuse riguardavano un presunto schema di corruzione da 250 milioni di dollari legato a contratti per la fornitura di energia solare. Adani e gli altri dirigenti coinvolti hanno sempre respinto ogni addebito.
Il numero chiave
191 miliardi di dollari. È il valore complessivo di mercato delle sei principali società quotate del gruppo Adani. A guidare la classifica è Adani Power con 47,2 miliardi di dollari, seguita da Adani Ports (44,2 miliardi), Adani Enterprises (44 miliardi), Adani Green Energy (26,4 miliardi), Adani Energy Solutions (19,9 miliardi) e Adani Total Gas (8,8 miliardi).
Il contesto
Il ritorno di Adani al vertice della ricchezza asiatica arriva dopo anni difficili per il suo conglomerato, segnati da accuse e controversie. Nel 2023 il fondo speculativo americano Hindenburg Research accusò il gruppo Adani di manipolazione del mercato e frode su larga scala, definendo il caso «la più grande truffa della storia aziendale». Le autorità di regolamentazione indiane hanno successivamente respinto tali accuse, sostenendo che non fossero state dimostrate.
Nel novembre 2024, Adani è stato inoltre incriminato negli Stati Uniti con l’accusa di aver partecipato a un presunto schema corruttivo da 250 milioni di dollari. Secondo l’atto d’accusa del Dipartimento di Giustizia, lui e altri dirigenti del gruppo avrebbero corrotto funzionari pubblici indiani per ottenere contratti nel settore dell’energia solare, raccogliendo successivamente finanziamenti da investitori americani e internazionali senza rivelare l’esistenza del presunto schema.
Nei primi mesi del 2025, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, il miliardario avrebbe avviato un’intensa attività di lobbying negli Stati Uniti per ottenere l’archiviazione del procedimento. Adani avrebbe fatto ricorso a consulenti legali e lobbisti americani e avrebbe inoltre chiesto consiglio a funzionari governativi indiani sulle modalità di interlocuzione con il presidente Donald Trump, partecipando a una serie di incontri con rappresentanti della sua amministrazione.