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22 luglio 2026

Elena Goitini: “La banca del futuro? Human + machine e più vicina ai clienti”

L’ad di Bnl e responsabile di Bnp Paribas Italia: “Servono piattaforme, personalizzazione e un ecosistema forte. Il consolidamento europeo arriverà”
Elena Goitini: “La banca del futuro? Human + machine e più vicina ai clienti”

Elena Goitini, amministratore delegato di Bnl e responsabile per l’Italia del gruppo Bnp Paribas

Andrea Giacobino
Scritto da:
Andrea Giacobino

Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

“Quattro leve: piattaforme trasversali; personalizzazione dell’offerta; attivazione sinergica di reti che rafforzino l’ecosistema del gruppo e aiutino la prossimità al cliente e la distribuzione delle nostre offerta; efficienza operativa”. Elena Goitini, milanese, classe 1969, dopo un passato in PwC prima e Unicredit poi, amministratore delegato di Bnl e responsabile per l’Italia del gruppo Bnp Paribas, risponde così a chi le chiede di tracciare le linee che caratterizzeranno lo sviluppo della banca e delle 13 società attive in Italia del gruppo che guida dal 2021. “Abbiamo chiuso il piano industriale al 2025 e stiamo preparando il nuovo”, ricorda, aggiungendo che questo sarà un anno di “cerniera e di rilancio”.

Uno sguardo sull’Europa

La manager, unica donna in Italia a capo di una banca (è donna anche la presidente, Claudia Cattani), sottolinea che – in un mercato caratterizzato da ondate di risiko – Bnp Paribas in Italia è già una delle prime realtà bancarie e finanziarie del Paese, con ricavi a circa 6 miliardi nel 2025 e un utile ante imposte oltre i 2 miliardi; quasi sei milioni di clienti – tra privati, aziende, istituzioni – e oltre 15.600 collaboratori che lavorano in 14 società (Bnl inclusa) attive in tutti i métier – come vengono definiti dalla capogruppo – i business bancari, finanziari e assicurativi.

Goitini divide la sua settimana tra Milano, Roma e Parigi. Ovunque non rinuncia a una parentesi di sport (corsa e padel) oltre a momenti di studio, lettura – altra sua grande passione – e formazione continua, cui tiene particolarmente: “Food for brain”, come dice. Ha lavorato con ruoli di sempre crescente responsabilità in Francia, in Germania, in Polonia e, anche per mindset, non può non avere uno sguardo internazionale: “C’è bisogno di un consolidamento bancario europeo e sono convinta che partirà una stagione di m&a; non dobbiamo più chiederci se, ma quando”. E ancora: “Basta guardare la classifica delle capitalizzazioni dei gruppi europei e mondiali per capire che lo spazio c’è ed è importante”.

L’era del risiko

Ma Bnl e Bnp Paribas saranno tra i protagonisti del risiko? “Sul fronte delle fusioni transfrontaliere siamo stati apripista; l’integrazione tra Bnp Paribas e Bnl compie 20 anni; allora il gruppo dimostrò lungimiranza e coerenza nel puntare sull’Italia come uno dei suoi mercati domestici, insieme a Francia, Belgio e Lussemburgo. Non siamo interessati a banche commerciali, ma a opportunità coerenti con lo sviluppo e la crescita del nostro ecosistema globale; l’acquisizione di Axa Investment Managers, che ci colloca tra i primi asset manager mondiali con 1.600 miliardi di masse, come anche del private banking di Hsbc in Germania, rispondono a questa logica”.

Oggi la scala, intesa come capacità di avere una dimensione adeguata a un mercato in costante trasformazione, non è fine a se stessa, ragiona Goitini, ma si porta dietro la capacità di attivare sinergie e aumentare la competitività del settore e quindi il supporto all’economia reale. Locale-globale, si diceva un tempo, e Bnl Bnp Paribas è sempre più una realtà nazionale, con i piedi sui territori e visione internazionale. “La prossimità al cliente è oggi la capacità di accompagnare esigenze quotidiane, ma soprattutto progettualità. E con le aziende si ragiona di transizioni – energetica e digitale –, di passaggio generazionale, di internazionalizzazione, di sbarco sui mercati, di m&a. Noi in tutti questi momenti ci siamo”.

A contatto con le imprese

Si parla di questo, ma anche di economia, di geopolitica, di innovazione e di sostenibilità nel corso dei roadshow che Bnl organizza in tutta Italia: a oggi 12 tappe, oltre tremila ospiti e più di 50 speaker. L’amministratore delegato definisce il tour come “un laboratorio in movimento”: il top management incontra stakeholder, imprenditori, accademici e rappresentanti delle comunità locali per analizzare i nuovi scenari e dare forma al futuro. Shaping Tomorrow, non a caso, è il titolo del ciclo 2026; Modena l’ultima tappa, Torino e Vicenza quelle previste fino a fine anno. In precedenza Roma, Napoli, Bari, Padova, Bologna.

A proposito degli imprenditori, con cui ha contatti continui, la manager descrive uno dei concetti cui tiene particolarmente: l’antifragilità, che bene esprime la reattività in un contesto complesso e incerto. “L’antifragilità supera la resilienza; la persona o l’organizzazione esce da una situazione sfidante migliorato ed evoluto, avendo appreso”. Apprendimento, formazione continua, reskill e upskill. “Imparare a imparare”, dice la banchiera, puntando l’accento su quanto, in un mondo che cambia – ‘La banca per un mondo che cambia’ è anche il payoff del gruppo Bnp Paribas -, evolvere le proprie conoscenze sia fondamentale.

La banca che cambia

“Il mondo delle banche, uno dei più tradizionali fino ad appena qualche anno fa, sta continuando a vivere una trasformazione profonda che è anche, anzi soprattutto, culturale. Le fintech, anche nel nostro settore, sono competitor agili, verso i quali non bisogna tenere una postura di pura difesa. Bisogna piuttosto imparare dalla loro ossessione verso il cliente e dalla capacità di tradurre in qualità di servizio una customer experience efficace, concretamente utile, moderna. Allo stesso tempo si dovrà fare leva sulla capacità consulenziale e relazionale, che è il valore aggiunto delle cosiddette banche tradizionali”. E l’intelligenza artificiale? La formula di Goitini è semplice: “Human + machine”.