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28 luglio 2026

Blue Marina Awards 2026: a Cala dei Sardi la sfida del Marina Net-Zero

Quinta tappa dei Blue Marina Awards 2026 a Cala dei Sardi: riflettori puntati su sostenibilità e misurazione dell’impatto con l’indice Besi
Blue Marina Awards 2026: a Cala dei Sardi la sfida del Marina Net-Zero

Camilla Rocca
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Camilla Rocca

La sostenibilità nella nautica non è più soltanto una questione di principi o dichiarazioni d’intenti. Oggi passa dalla capacità di misurare i risultati, sperimentare nuove tecnologie e costruire un dialogo sempre più stretto tra istituzioni, ricerca, industria e territorio.

È questo il filo conduttore emerso dalla quinta tappa dei Blue Marina Awards 2026, ospitata a Marina Cala dei Sardi, in Gallura, dove il concetto di “Marina Net-Zero” è stato affrontato attraverso una prospettiva concreta: quella di un sistema portuale turistico chiamato a ripensare il proprio modello di sviluppo in chiave ambientale, energetica e gestionale.

Energia pulita e tutela del mare

L’appuntamento, dedicato al tema “Marina Net-Zero: energia pulita, marina sostenibili e tutela del mare”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico e accademico, dell’industria nautica, delle aree marine protette, delle associazioni di categoria, delle reti portuali e dello sport velico. Al centro del confronto temi destinati a ridisegnare il futuro della portualità turistica: biometanolo ed e-fuels, tutela della biodiversità, infrastrutture sostenibili, innovazione tecnologica e il ruolo della vela come strumento di educazione ambientale.

A ospitare il confronto è stato uno dei marina più rappresentativi della nuova generazione di approdi italiani. Immerso nel verde del Golfo di Cugnana, Cala dei Sardi è stato progettato come un grande giardino sul mare, dove pontili galleggianti, aree verdi e servizi dialogano con il paesaggio naturale attraverso soluzioni pensate per ridurre l’impatto ambientale e preservare l’equilibrio dell’ecosistema costiero.

Lo scenario

Uno scenario che ha reso ancora più coerente la presenza della mostra “Scart – Il lato bello e utile del rifiuto”, ospitata per la prima volta in Sardegna. Il percorso espositivo, dedicato agli animali marini, propone sculture realizzate con materiali di recupero, dai cavi elettrici ai componenti elettronici, fino a plastiche e vecchi giocattoli, trasformando gli scarti industriali in opere d’arte.

Il progetto, promosso dal Gruppo Hera, racconta da quasi trent’anni il valore dell’economia circolare attraverso il linguaggio artistico, offrendo una rappresentazione tangibile di come la sostenibilità possa tradursi in innovazione e cultura.

I panel

Il confronto, moderato da Giacomo Bedeschi, direttore de La Nuova Sardegna, si è sviluppato attraverso quattro panel che hanno fotografato alcune delle principali sfide della Blue Economy.

Il primo, dedicato al “Pianeta Acqua”, ha affrontato il rapporto tra nautica, biodiversità e aree marine protette, mettendo a confronto esigenze di tutela ambientale e sviluppo sostenibile. Tra gli interventi quelli di Donatella Bianchi, volto storico di Linea Blu, insieme ai rappresentanti di Marevivo, del Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e dell’Area Marina Protetta di Tavolara.

Uno dei temi più attuali è stato quello della transizione energetica dello yachting. Il panel dedicato ai nuovi carburanti ha analizzato le prospettive offerte da biometanolo ed e-fuels attraverso il contributo di UniOlbia e Cipnes Gallura, Politecnico di Milano e Sanlorenzo Yacht. È emersa con chiarezza la necessità di una collaborazione sempre più stretta tra università, ricerca, cantieristica e territori affinché la decarbonizzazione possa trasformarsi da obiettivo teorico a percorso industriale concreto.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle infrastrutture portuali e all’evoluzione della rete dei marina italiani. Attorno allo stesso tavolo si sono confrontati Assonat-Confcommercio, partner istituzionale dei Blue Marina Awards, Assomarinas, Assonautica Centro Nord Sardegna e Rete Porti Sardegna, insieme ad aziende specializzate nei settori dell’energia, della digitalizzazione, delle infrastrutture galleggianti e dei servizi tecnologici, tra cui Testoni, Infordata Sistemi, Seares, Ingemar e Poseidon Software.

Più che una semplice rassegna di best practice, il dibattito ha evidenziato una priorità condivisa: trasformare le esperienze più avanzate in modelli replicabili, capaci di accelerare l’evoluzione dell’intero sistema della portualità turistica italiana.

Lo sport a zero impatto

La giornata si è conclusa con un focus dedicato allo sport a zero impatto. Grazie al contributo della Federazione Italiana Vela e dello Yacht Club Cala dei Sardi, la vela è stata raccontata come una disciplina capace di generare valore ben oltre l’aspetto agonistico, diventando uno strumento educativo e culturale per sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente marino.

Se il tema della giornata era il percorso verso il Net-Zero, anche l’organizzazione dell’evento è stata sottoposta a una valutazione oggettiva. L’impatto ambientale è stato infatti analizzato attraverso il Besi– Bma Event Sustainability Index, il modello proprietario sviluppato dai Blue Marina Awards per misurare la sostenibilità degli eventi della Blue Economy.

I risultati

Il risultato ottenuto da Cala dei Sardi è stato particolarmente positivo, confermando la coerenza tra i contenuti discussi e le modalità con cui l’iniziativa è stata progettata e realizzata. Il Besi integra tre indicatori: CO₂ operativa per partecipante, Environmental Performance Index e Mobility Quality Index, offrendo una fotografia misurabile dell’impatto complessivo di ogni appuntamento.

È proprio questa attenzione ai dati uno degli elementi distintivi del progetto Blue Marina Awards, che punta a trasformare la sostenibilità da semplice valore dichiarato a parametro verificabile e confrontabile nel tempo.

“La transizione Net-Zero non si realizza attraverso dichiarazioni generiche, ma con dati, tecnologie e collaborazione. I marina possono diventare laboratori avanzati della nuova economia del mare”, ha dichiarato Walter Vassallo, fondatore e presidente dei Blue Marina Awards.

Secondo Antonello Gadau, vicepresidente di Assonat-Confcommercio, “mettere in rete le buone pratiche è il passaggio decisivo per trasformare la sostenibilità da esperienza isolata a standard condiviso dall’intero sistema portuale”.

Per Simone Morelli, fondatore di Nss Group, “Cala dei Sardi dimostra che accoglienza, bellezza, innovazione e rispetto dell’ambiente possono crescere insieme e rafforzarsi reciprocamente”.

Corrado Fara, presidente della III Zona della Federazione Italiana Vela, ha invece sottolineato il ruolo educativo della vela: “È una scuola naturale di sostenibilità, capace di creare comunità e coinvolgere concretamente le nuove generazioni”.

La visione

Infine Gianfranco Bacchi, direttore generale di Nss Group e presidente dello Yacht Club Cala dei Sardi, ha ribadito la visione del marina: “Cala dei Sardi vuole essere un luogo in cui nautica, sport, territorio e tutela ambientale diventano parte di un’unica visione”.

Più che una serie di appuntamenti itineranti, i Blue Marina Awards stanno progressivamente assumendo il ruolo di piattaforma nazionale dedicata all’evoluzione della portualità turistica italiana. Un luogo di confronto in cui sostenibilità, innovazione, inclusività, sicurezza e qualità dell’accoglienza vengono tradotte in indicatori oggettivi e strumenti di competitività per l’intero settore.

Il percorso proseguirà il 9 ottobre a Porto Cervo, mentre il 21 ottobre Roma ospiterà la cerimonia finale durante la quale saranno assegnati i Blue Marina Awards 2026 ai porti e agli approdi turistici che avranno ottenuto i migliori risultati nel processo di valutazione basato su Kpi, evidenze documentali e verifiche svolte con il coinvolgimento di Rina, organismo di certificazione terzo indipendente.