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10 settembre 2026

Intesa Sanpaolo, i soci approvano l’aumento di capitale per l’Opas su Mps

Via libera con il 97% di voti favorevoli. Per il ceo Messina è “un passaggio fondamentale” per “costruire un gruppo ancora più forte”
Intesa Sanpaolo, i soci approvano l’aumento di capitale per l’Opas su Mps

Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo (foto Clemente Marmorino/Imagoeconomica)

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Di Pna

Gli azionisti di Intesa SanPaolo hanno dato il loro pieno sostegno all’Opas lanciata dalla banca guidata dal ceo Carlo Messina su Mps. Oggi, giovedì 10 settembre 2026, l’assemblea straordinaria dei soci ha votato a stragrande maggioranza la proposta del cda di lanciare un aumento di capitale a servizio dell’operazione. La proposta ha raccolto 10.952.907.059 voti favorevoli, pari al 96,96025% delle azioni ordinarie rappresentate. Intesa SanPaolo ha così ricevuto l’autorizzazione a procedere, come ha reso noto con un comunicato, con l’aumento del capitale sociale “in una o più volte, con emissione di un numero massimo pari a 5,7 miliardi di azioni ordinarie”.

Precisazioni sul voto sono arrivate da Radiocor, che, sulla base di quanto appreso da fonti finanziarie, ha comunicato che l’assemblea straordinaria “è stata composta al 70% circa da investitori istituzionali, che hanno quindi espresso il loro sostegno all’operazione”. Nel dettaglio, “all’assise ha partecipato il 63,9% del capitale sociale”, con il 69,61% del capitale presente “riconducibile a investitori istituzionali, il 29,45% a fondazioni, lo 0,04% al retail e lo 0,9% ad altri soci”. È stato ricordato che, tra i grandi soci di Intesa SanPaolo, “Blackrock ha circa il 5,1% di Intesa e poco meno del 5% in Mps, Vanguard rispettivamente il 3,5% e il 2,6% e Norges Bank l’1,2% e il 3,1%”.

“Preservare e valorizzare il legame con Siena”

In una giornata campale per il risiko bancario, Messina ha espresso soddisfazione per l’esito dell’assemblea, che ha confermato l’ampia fiducia che gli azionisti ripongono nella sua strategia: “Ringrazio i nostri azionisti per il forte sostegno espresso oggi a favore della nostra proposta. L’approvazione dell’aumento di capitale rappresenta un passaggio fondamentale per realizzare l’operazione annunciata lo scorso giugno nei confronti del Monte dei Paschi di Siena e costruire un gruppo ancora più forte, a beneficio di azionisti, clienti, famiglie, territori e dell’Italia nel suo insieme”.

Il manager è tornato poi a rassicurare gli azionisti della ‘preda’ Mps, guidata dal ceo Luigi Lovaglio. Il banchiere ha ricordato che “il progetto (l’Opas) prevede il successivo coinvolgimento di Unipol per la creazione del secondo gruppo bancario nel nostro Paese, con una forte base azionaria italiana, il mantenimento del marchio Mps e della sede centrale a Rocca Salimbeni, rafforzando ulteriormente il ruolo di Siena”.

Riferendosi alla storia di Mps, lunga “oltre cinque secoli”, Messina ha ribadito inoltre l’impegno a “preservare e valorizzare questa identità e il legame con Siena, all’interno di un progetto industriale più ampio, più solido e con maggiori possibilità di crescita”. D’altronde, ha aggiunto il banchiere, “nel primo semestre dell’anno Intesa Sanpaolo ha erogato oltre 44 miliardi di euro a famiglie e imprese, confermando il proprio ruolo di riferimento nel sostegno all’economia reale”. Di conseguenza, con il successo dell’Opas, l’istituto riuscirà a “fare ancora di più”. Proprio “questa capacità di creare valore è al centro del progetto che proponiamo agli azionisti, alle persone e ai clienti di Mps”.

Il futuro di Mediobanca e Generali

Oltre a rassicurare gli azionisti di Mps, che il prossimo 29 ottobre dovranno decidere se votare a favore o contro le due Ops promosse dal Monte su Banco Bpm e Banca Generali per difendersi dall’Opas di Intesa, Messina ha chiarito anche le conseguenze della sua offerta sul futuro di Mediobanca e di Generali. Mediobanca è stata definita “un elemento di grande valore” nell’ambito dell’Opas sul gruppo Mps, in quanto “le sue competenze, il posizionamento nel corporate & investment banking e nel wealth management, la qualità delle sue persone e delle relazioni con la clientela si affiancheranno alle capacità di Imi Corporate & Investment Banking e rafforzeranno ulteriormente un modello di business pienamente coerente con quello di Intesa Sanpaolo”.

L’obiettivo, dunque, è “valorizzarne il marchio, le professionalità e le capacità distintive all’interno di un gruppo con maggiore scala e ruolo europeo”. Rimarcato a tal proposito il valore delle persone: “Le competenze, l’esperienza e le relazioni costruite nel tempo in Mps e Mediobanca rappresentano un patrimonio importante per il futuro”, ha sottolineato Messina, aggiungendo che si prevedono “circa 13.100 nuove assunzioni entro il 2029, a sostegno della crescita, del ricambio generazionale e di nuove opportunità professionali”.

Il ceo ha reiterato anche l’impegno a blindare Generali, spiegando che l’Opas su Mps “prevede l’acquisizione di una quota azionaria di Assicurazioni Generali, in un’ottica puramente finanziaria”. Nessun’altra particolare mira. Anzi: secondo Messina “la presenza di Intesa Sanpaolo nel capitale di un grande gruppo, protagonista nella gestione del risparmio nel nostro Paese, rappresenterà un significativo valore, sotto il profilo della stabilità dell’azionariato e dell’indipendenza di Assicurazioni Generali’

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