Da non perdere |Good Stories
28 luglio 2026

Come cambia il cfo in Italia: il ruolo di Andaf e il Cfo Award

La trasformazione del cfo in Italia. Intervista a Paolo Fanti di Andaf su certificazione, Cfo Award e il Congresso 2026
Come cambia il cfo in Italia: il ruolo di Andaf e il Cfo Award

Forbes.it
Scritto da:
Forbes.it

C’è una figura che negli ultimi anni ha cambiato pelle più di qualunque altra nel management italiano: il chief financial officer. Non più solo custode dei numeri, ma stratega, innovatore, business partner. Non a caso oggi la maggioranza dei cfo ricopre ruoli che travalicano l’ambito strettamente finanziario, e sempre più spesso il passo successivo della carriera è la poltrona di ceo.

A validare questa evoluzione, in Italia, c’è un punto di riferimento preciso: Andaf, l’Associazione nazionale dei direttori amministrativi e finanziari, oltre 2.600 soci, una community LinkedIn di 15mila follower che ogni settimana riceve la newsletter Andaf Focus Finance, diventata la bussola informativa dei ruoli apicali dell’area finance. È Andaf a presidiare la certificazione della professionalità del cfo — attraverso il programma Andaf cfo competence, fondato sulla prassi di riferimento Uni/Pdr 104:2021 — ed è Andaf a promuovere il Cfo Award, il premio che ogni anno seleziona non solo i migliori curricula, ma soprattutto i migliori progetti: un centinaio di candidature da tutte le industry in cui l’associazione è rappresentata, valutate da una giuria indipendente e celebrate in una cerimonia di premiazione che nel 2026 ha avuto come palcoscenico la sede di Snam, in collaborazione con Borsa Italiana.

Alla guida operativa dell’associazione c’è Paolo Fanti, direttore generale e presidente del Comitato Scientifico, lui stesso esempio del percorso che racconta: venticinque anni da cfo prima di mettere la propria esperienza al servizio della professione. Accanto a lui un board che è un benchmark della finanza italiana: il presidente Agostino Scornajenchi, ceo di Snam, e un consiglio direttivo composto da cfo di imprese come Terna, Ferrovie dello Stato, Webuild, Engie, FiberCop. Lo abbiamo incontrato in vista del XLVIII Congresso Nazionale, in programma a Roma dall’8 al 10 ottobre.

Perché il 2026 è un anno spartiacque per i cfo?

Perché siamo dentro una doppia transizione energetica: quella delle aziende e quella dei professionisti. La prima è sotto gli occhi di tutti. Lo shock energetico non resta confinato alle bollette: entra nei listini, nella marginalità, nella pianificazione degli investimenti, nella valutazione del rischio di filiera. Le scelte sull’approvvigionamento energetico non sono più delegate all’ufficio acquisti: sono scelte strategiche che richiedono competenza finanziaria, visione di scenario e capacità di leggere un contesto geopolitico in rapida evoluzione. E qui il cfo è in prima linea. Ma c’è una seconda transizione, meno visibile e altrettanto decisiva: quella delle energie professionali. Ogni ruolo ad alta intensità richiede rifornimento — non solo di competenze tecniche, ma di energia relazionale, di senso di appartenenza. La domanda vera che ogni direttore finanziario dovrebbe porsi oggi non è solo ‘dove trovo l’energia per la mia azienda’, ma ‘dove trovo l’energia per me stesso e per la mia crescita’.

E la risposta qual è?

Un nuovo modo di apprendere ed evolvere professionalmente: mi piace definirlo networking mindset. Impariamo per connessione, e in questo modo apprendiamo molto più velocemente ed efficacemente, perché applichiamo intelligenza collettiva. Il modello formativo tradizionale — l’aula, il corso, il manuale — non basta più a stare al passo di un contesto che cambia ogni trimestre. Quello che funziona è il confronto reale tra pari: il cfo di un’utility che si confronta con quello di una manifattura, il finance director di una multinazionale che dialoga con il cfo di una scale-up. Ognuno legge lo stesso contesto con occhi diversi, e da quella diversità nasce la soluzione. È il motivo per cui Andaf non è semplicemente una rete professionale: è una learning community, la famiglia professionale di riferimento per chi vive ogni giorno la complessità della funzione finanziaria italiana.

Il Cfo Award è l’osservatorio privilegiato su questa evoluzione. Che cosa distingue i candidati di successo?

Esattamente questo: la capacità di connettere. In tanti anni di valutazioni — parliamo di un centinaio di candidature per edizione, su cinque categorie più i premi speciali, da Diamond a Nextgen — la caratteristica distintiva che abbiamo riscontrato nei vincitori non è mai la sola eccellenza tecnica, che diamo per scontata. È la capacità di governare i numeri con una grande conoscenza dei processi e delle dinamiche che guidano le persone. Non premiamo curricula: premiamo progetti che hanno trasformato le aziende. E non è un caso che molti cfo passati dal nostro percorso siano poi diventati ceo. Chi sa tradurre i numeri in narrazione, chi bilancia prudenza e coraggio, chi costruisce fiducia negli stakeholder attraverso trasparenza e governance, ha già in mano gli strumenti della leadership d’impresa. Il rischio più grande, per un cfo, è non correre rischi: chi si limita a presidiare la correttezza formale non sta proteggendo l’azienda, sta contribuendo al suo declino silenzioso.

La certificazione Uni/Pdr 104 è un unicum nel panorama europeo. Perché conta?

Perché in un mercato dove tutti si definiscono cfo, serve un’asseverazione terza e misurabile della professionalità. L’Andaf cfo Competence verifica competenze, esperienza e aggiornamento continuo secondo una prassi di riferimento nazionale: per questo Andaf è Exam Center per il conseguimento della certificazione professionale di cfo, dirigente preposto e controller. È lo stesso principio che guida la nostra partnership con Forbes nella selezione dei migliori cfo italiani: la validazione del profilo non può essere autoreferenziale. Una evoluzione che, anche grazie alla promozione congiunta con Icfoa, International Cfo Alliance, della quale Andaf è membro fondatore, sta giungendo ad una norma che verifichi e certifichi la professionalità anche a livello europeo con criteri condivisi.

Lei parla spesso di “partecipazione attiva”. Cosa chiede ai cfo italiani?

Ambizione evolutiva e disponibilità a mettersi in gioco. C’è un segreto che i migliori manager finanziari conoscono, spesso senza averlo mai tradotto in parole: quando la persona è quella giusta al posto giusto, l’energia non si consuma — si moltiplica. Il vero potere professionale nasce dal servizio: essere utili alla propria organizzazione, ai colleghi, al progetto collettivo. Per questo chiediamo ai nostri soci di essere non solo fruitori, ma testimonial e ambassador dei valori della professione: rigore, trasparenza, responsabilità. Essere socio Andaf significa fare rifornimento su tre livelli: competenze, attraverso la formazione continua sui temi che contano — dall’energia all’intelligenza artificiale, dalla geopolitica alla finanza sostenibile; connessioni, attraverso un network di manager di primissimo livello; energia, attraverso il senso di utilità che si genera quando si contribuisce attivamente.

L’appuntamento è a Roma, dall’8 al 10 ottobre.

“Il XLVIII Congresso Nazionale Andaf ha un titolo che è un manifesto: powering intelligence — energia e talento, motori del futuro. Tre giorni di confronto con i protagonisti dell’economia italiana e internazionale, sui due asset che decideranno la competitività del Paese: l’energia che alimenta le imprese e il talento che le guida. È un invito aperto a tutta la business community, non solo ai cfo: chi decide che la propria professionalità, il proprio senso di responsabilità e il proprio impegno quotidiano meritino di essere coltivati, condivisi e moltiplicati, al Congresso di Roma di ottobre troverà la una learning community pronta al futuro.