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29 luglio 2026

Perché l’Italia è il mercato chiave di Minor Hotels in Europa

Minor Hotels punta a 100 alberghi in Italia con i nuovi brand Colbert Collection e iStay. La strategia di espansione del ceo Gonzalo Aguilar
Perché l’Italia è il mercato chiave di Minor Hotels in Europa

Camilla Rocca
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Camilla Rocca

L’Italia si conferma uno dei mercati strategici per Minor Hotels Europe & Americas. Il gruppo, che nel Paese gestisce già 60 hotel in 28 città attraverso marchi come Nh Hotels & Resorts, Nh Collection, Anantara, Tivoli, nhow e Avani, punta a raggiungere circa 100 strutture nel medio periodo.

Un obiettivo che si inserisce nel piano globale di espansione, che prevede di arrivare a 850 hotel entro il 2028, e che riflette il crescente interesse degli operatori internazionali per un mercato caratterizzato da una domanda turistica sempre più destagionalizzata e da un’offerta ancora fortemente frammentata.

“L’Italia è già il nostro secondo mercato in Europa e rappresenta uno dei Paesi dove i nostri brand godono della maggiore riconoscibilità”, spiega Gonzalo Aguilar, ceo di Minor Hotels Europe & Americas. “Disponiamo di una piattaforma consolidata sulla quale continuare a costruire la crescita, facendo leva sia sulla forza dei marchi storici sia su nuovi modelli di sviluppo più flessibili”.

I fattori di attrattività del mercato italiano

Secondo il manager, proprio la struttura del mercato italiano costituisce uno dei principali fattori di attrattività. La prevalenza di hotel indipendenti e a conduzione familiare apre infatti spazio a formule che consentono ai proprietari di mantenere la propria identità beneficiando al tempo stesso della distribuzione internazionale, delle tecnologie, dei programmi loyalty e delle competenze operative di un grande gruppo alberghiero.

In questa direzione si inserisce l’ampliamento del portafoglio di Minor Hotels, passato da otto a dodici brand. Accanto ai marchi consolidati trovano spazio Colbert Collection, dedicato agli hotel storici e di carattere, e iStay Hotels by Nh, sviluppato per facilitare la conversione di strutture indipendenti nel segmento midscale attraverso formule di franchising a investimento contenuto. Per il gruppo saranno proprio questi due marchi a rappresentare uno dei principali motori della crescita in Italia nei prossimi anni.

Le recenti aperture confermano questa strategia. Tra le operazioni concluse figurano Tivoli Palazzo Risorgimento Lecce, Nh Collection Palermo Palazzo Sitano, Nh Collection Alagna Mirtillo Rosso e Porta Rossa Hotel Firenze, diventato la prima struttura al mondo a entrare nella Colbert Collection e, al tempo stesso, l’hotel più antico d’Italia.

Le destinazioni di sviluppo: dalla Sicilia alle Alpi

L’espansione non riguarderà esclusivamente le principali città d’arte. Minor Hotels individua opportunità in Puglia, Sicilia, con particolare attenzione a Palermo e Catania, Sardegna, Toscana, Bologna, Genova, La Spezia, Napoli e nelle principali destinazioni alpine, come Cortina d’Ampezzo, Cervinia e Courmayeur. L’obiettivo è presidiare mercati dove la domanda internazionale cresce più rapidamente dell’offerta organizzata e dove la frammentazione del settore rende più agevoli operazioni di conversione e sviluppo.

Tra le regioni osservate con maggiore interesse c’è la Sicilia. Aguilar riconosce come l’isola stia attraversando una fase di forte espansione, sostenuta dall’aumento della domanda internazionale e dall’interesse degli investitori, ma sottolinea come le decisioni di sviluppo vengano valutate soprattutto sulla base di fattori strutturali, quali infrastrutture, collegamenti aerei, qualità dell’offerta e capacità del territorio di attrarre investimenti nel lungo periodo.

L’evoluzione del revenue management e l’intelligenza artificiale

Anche l’effetto mediatico generato da produzioni come The White Lotus viene interpretato come un acceleratore di notorietà piuttosto che come il vero motore della crescita. Secondo Aguilar, la visibilità internazionale può trasformarsi in valore duraturo soltanto se accompagnata da investimenti, miglioramento dell’accessibilità e strategie di destagionalizzazione.

Sul fronte gestionale, il gruppo evidenzia come il contesto di mercato stia modificando profondamente il ruolo del revenue management. L’accorciamento delle finestre di prenotazione e la crescente volatilità della domanda rendono sempre più centrale l’utilizzo di strumenti di previsione basati su intelligenza artificiale, machine learning e analisi dei dati in tempo reale. L’obiettivo non è automatizzare le decisioni, ma fornire ai team strumenti che consentano di reagire più rapidamente ai cambiamenti della domanda e di proteggere il valore medio delle tariffe.

In questo scenario, la difesa dell’Adr non passa attraverso politiche di sconto, ma attraverso una gestione più sofisticata della segmentazione della clientela, dei canali distributivi, dei programmi di fidelizzazione e delle opportunità di ricavo complementari. Per Minor Hotels la tecnologia rappresenta quindi un fattore competitivo, ma continua a essere il supporto alle decisioni, non il loro sostituto.

Il segmento luxury

Sul fronte del lusso, il gruppo continua a vedere margini di sviluppo, pur in un mercato sempre più selettivo. Se destinazioni come Roma, Firenze, Venezia, il Lago di Como e parte della Sicilia mantengono livelli di domanda elevati, il vero potenziale, secondo Aguilar, non risiede tanto nella costruzione di nuovi hotel di alta gamma, quanto nella riqualificazione di asset esistenti attraverso brand lifestyle e concept capaci di aumentare il valore generato dagli spazi comuni, dalla ristorazione, dal benessere e dalle esperienze.

Diversa la situazione di Milano. Pur rimanendo un mercato strategico, con 13 hotel appartenenti a cinque diversi brand, la città sta attraversando una fase di normalizzazione dopo la crescita sostenuta registrata nei primi mesi dell’anno. La domanda business e Mice continua a rappresentare un elemento di stabilità, mentre le tensioni geopolitiche incidono su alcuni mercati internazionali tradizionalmente rilevanti, in particolare quello mediorientale. Roma, Venezia e Napoli mostrano invece una maggiore resilienza grazie a una domanda leisure più diversificata.

Il futuro

Per Minor Hotels, l’Italia continuerà quindi a rappresentare uno dei principali laboratori di sviluppo della strategia “asset-right”, sempre più orientata verso modelli asset-light basati su gestione e franchising. Una crescita che, nelle intenzioni del gruppo, non sarà guidata soltanto dall’aumento del numero di hotel, ma dalla capacità di offrire soluzioni differenti ai proprietari, valorizzando il patrimonio alberghiero esistente e intercettando un turismo internazionale orientato sempre più verso esperienze autentiche e di qualità.

“La nostra ambizione”, conclude Aguilar, “non è necessariamente essere i più grandi, ma creare valore sostenibile per proprietari e investitori attraverso marchi forti, modelli operativi flessibili e partnership di lungo periodo”.