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31 luglio 2026

Mark Zuckerberg ha perso 18 miliardi di dollari in un giorno

È la conseguenza del crollo del titolo di Meta a Wall Street in seguito all’ultima trimestrale, undicesimo giorno di calo consecutivo
Mark Zuckerberg ha perso 18 miliardi di dollari in un giorno

Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta (foto Kevin Dietsch/Getty Images)

Ty Roush
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Ty Roush

Giovedì 30 luglio il patrimonio di Mark Zuckerberg è crollato di quasi 18 miliardi di dollari. Il risultato del calo del titolo di Meta, che ha accumulato una serie negativa di 11 giorni consecutivi, con Wall Street sempre più scettica riguardo ai piani della società madre di Facebook di accelerare la spesa sull’intelligenza artificiale.

I fatti chiave

  • Le azioni di Meta sono crollate del 9% nel pomeriggio di giovedì, segnando quella che si preannuncia come la peggiore perdita giornaliera del titolo finora quest’anno. Nel complesso, il titolo ha registrato un calo complessivo del 21,7% nelle ultime 11 sedute di contrattazione.
  • L’ultimo ribasso delle azioni Meta ha eroso 17,8 miliardi di dollari dal patrimonio di Zuckerberg, oggi stimato in 183,3 miliardi di dollari, posizionandolo al sesto posto tra le persone più ricche al mondo, subito davanti a Jensen Huang di Nvidia (167,2 miliardi di dollari) e subito dietro Michael Dell (228,9 miliardi di dollari).
  • Il calo del titolo Meta è arrivato dopo che l’azienda ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa per l’anno in corso, portandole a 137,5 miliardi di dollari, rifiutandosi di fornire una stima per il 2027.
  • Meta ha inoltre riportato un utile trimestrale di 6,18 dollari per azione, ben al di sotto delle stime degli analisti, pari a 7,18 dollari secondo FactSet, sebbene i ricavi abbiano superato le proiezioni, attestandosi a 60,8 miliardi di dollari.
  • L’aumento della spesa ha suscitato le critiche di alcuni economisti: l’analista di Scotiabank Nat Schindler ha tagliato il target di prezzo per il titolo Meta, portandolo da 700 a 600 dollari, avvertendo gli investitori che, fino a quando l’azienda non sarà in grado di dimostrare di poter generare ricavi concreti dall’IA, Meta dovrebbe concentrarsi sulla solidità del flusso di cassa libero piuttosto che sull’entità della sua opportunità legata all’intelligenza artificiale.
  • Wedbush Securities ha ridotto il proprio target di prezzo da 671 a 595 dollari, sostenendo che gli investitori dovrebbero valutare attentamente se la spesa di Meta produrrà effettivamente ritorni, unendosi così ai tagli dei target di prezzo operati da altre società, tra cui Evercore Isi (-110 dollari), Wolfe Research (-100 dollari), Goldman Sachs (-90 dollari) e Cantor Fitzgerald (-90 dollari), tra le altre.

Un fatto collegato

Il titolo Microsoft è invece balzato del 15% dopo che l’azienda ha comunicato che il suo assistente di lavoro basato sull’IA, Microsoft 365 Copilot, conta ormai oltre 30 milioni di utenti paganti, in crescita rispetto ai 20 milioni di aprile. La società ha ribadito i propri obiettivi di spesa per l’anno e ha lasciato intravedere una possibile espansione nell’anno fiscale 2027. Tracy Woo, analista di Forrester, ha dichiarato che i ricavi trimestrali di Microsoft, pari a 90 miliardi di dollari (superiori alle stime di 87,6 miliardi), insieme al successo di Copilot, indicano che gli investimenti dell’azienda nei data center stanno “iniziando a dare i loro frutti”.

Il contesto

Meta, un tempo titolo solido che raramente mostrava segni di vulnerabilità, ha perso quasi il 18% da inizio anno, in seguito a sentenze giudiziarie storiche e a preoccupazioni legate ai suoi investimenti nell’IA. L’azienda di Zuckerberg aveva registrato una parziale ripresa all’inizio del mese, con la sua migliore settimana dal 2024 in un arco di cinque sedute conclusosi il 10 luglio, quando il titolo era salito di oltre il 14%. Era successo in concomitanza con il lancio di Muse Image, un nuovo modello IA pensato come strumento per la creazione di immagini, nonostante le proteste dei sindacati di Hollywood, delle agenzie di talenti e delle aziende di cybersicurezza per motivi legati alla privacy.