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18 agosto 2026

L’effetto controcorrente dell’IA: le Pmi ingaggiano i talenti scaricati dai colossi tech

Un’indagine rivela come i licenziamenti del settore digitale offrano alle piccole realtà l’opportunità di reclutare risorse qualificate.
L’effetto controcorrente dell’IA: le Pmi ingaggiano i talenti scaricati dai colossi tech

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di John Schroyer

Se da un lato l’intelligenza artificiale sta provocando licenziamenti in alcune grandi aziende, dall’altro sta ottenendo l’effetto opposto per molte piccole imprese che, entusiaste di cogliere l’opportunità offerta da tali riduzioni di organico, stanno avviando delle campagne di assunzione.

Un’opportunità per le Pmi: l’81% trae vantaggio dai tagli al personale del tech

L’81% delle piccole imprese negli Stati Uniti e nel Regno Unito riferisce di trarre beneficio dai licenziamenti legati all’IA nelle grandi aziende, fenomeno che ha reso più facile per le realtà minori reclutare e trattenere talenti di alto livello. Questo è quanto emerge da un nuovo studio condotto da General Assembly, società con sede a New York e controllata dal gruppo globale di risorse umane e ricerca del personale Adecco Group, condiviso questa settimana con Forbes.

Quasi la metà delle piccole imprese (47%) ha già assunto una persona proveniente da un’azienda più grande in seguito a un licenziamento, secondo i risultati basati sulle risposte fornite tra giugno e luglio da 526 professionisti delle risorse umane presso piccole imprese che contano tra i 50 e i 999 dipendenti.

Circa due terzi delle piccole imprese (67%) hanno dichiarato di pianificare l’assunzione di altri lavoratori per il resto del 2026 e, tra queste, il 30% afferma che amplierà l’organico per “crescere più rapidamente, soddisfare la domanda e/o cogliere nuove opportunità”, ha dichiarato General Assembly in un comunicato.

Al contrario, solo il 26% delle piccole imprese riferisce di assumere meno lavoratori a causa dell’IA, compreso un 16% che afferma di affidarsi ormai all’IA per svolgere il lavoro degli ex dipendenti e un 10% che dichiara di pianificare investimenti nell’IA piuttosto che nel personale umano. Separatamente, il 10% degli intervistati ha dichiarato di voler assumere più lavoratori per sostituire alcuni dipendenti che erano stati licenziati a causa dell’IA.

L’IA come volano di crescita: “Le aziende minori vedono l’integrazione come un catalizzatore”

In mezzo ai licenziamenti nel settore tecnologico che fanno notizia, l’IA è stata citata come la causa principale di quasi 11.000 licenziamenti lo scorso mese negli Stati Uniti e di oltre 100.000 riduzioni di personale fino a giugno di quest’anno, secondo un rapporto di Challenger, Gray & Christmas. Ma il fatto che le piccole imprese stiano assorbendo molti di quei lavoratori potrebbe rappresentare un vero risvolto positivo, ha affermato Daniele Grassi, ceo di General Assembly.

“Le aziende in fase di crescita vedono l’adozione dell’IA come un catalizzatore, non come un’esercizio di riduzione dei costi”, ha affermato Grassi in una nota. “Sono in grado di muoversi più velocemente nell’implementare l’IA e nello scalarla rapidamente, ed aggiornano di conseguenza le competenze della propria forza lavoro”.

Per quanto riguarda i licenziamenti nelle grandi aziende, Grassi ha affermato che le piccole e medie imprese stanno “cogliendo il momento” assumendo quanti più dipendenti di quel personale possono permettersi.

Caccia alle competenze: il 40% delle Pmi scarta chi non conosce l’IA

Tra gli altri dati emersi dallo studio di General Assembly:

  • Le piccole imprese cercano nello specifico lavoratori che abbiano già una buona padronanza dell’uso dell’IA: il 40% degli intervistati ha dichiarato di aver scartato candidati altrimenti qualificati perché privi di competenze nell’IA, e il 32% afferma che questo rappresenta il principale ostacolo nelle assunzioni.

  • Più di tre quarti delle piccole imprese affermano di investire attivamente in strumenti di IA, mentre il 70% ha destinato fondi a programmi di formazione dell’IA per i dipendenti.

  • Per colmare i propri attuali divari di competenze nell’IA, il 64% delle piccole imprese si sta concentrando sull’upskilling (aggiornamento) della propria forza lavoro attuale, mentre il 25% sta assumendo nuovi lavoratori e l’11% si affida a consulenti esterni.

  • In merito a come le piccole aziende stanno utilizzando l’IA finora, General Assembly ha riscontrato che il 71% delle piccole imprese usa l’IA generativa, il 46% utilizza l’automazione basata sull’IA e il 30% impiega l’IA agentica.

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