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20 agosto 2026

Il fondatore di Evergrande è stato condannato all’ergastolo. Un tempo era l’uomo più ricco d’Asia

Stangata giudiziaria per l’ex magnate cinese del settore immobiliare: confisca totale dei beni e sanzioni per due miliardi di dollari.
Il fondatore di Evergrande è stato condannato all’ergastolo. Un tempo era l’uomo più ricco d’Asia

Hui Ka Yan, fondatore di Evergrande (Ufficio Imagoeconomica)

Forbes.it
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Si chiude con una condanna all’ergastolo la parabola di Hui Ka Yan, fondatore ed ex presidente di China Evergrande Group. Un tempo l’uomo più ricco d’Asia con un patrimonio stimato di 45,3 miliardi di dollari, l’ex magnate dell’immobiliare è stato condannato a vita dal tribunale di Shenzhen per una serie di reati finanziari che includono corruzione, frode e falsificazione di informazioni contabili.

Come riportato da Forbes, oltre alla pena detentiva, la corte ha disposto la confisca di tutti i beni personali di Hui e inflitto sanzioni pecuniarie pesantissime: 8,82 miliardi di yuan (circa 1,3 miliardi di dollari) all’ormai ex colosso immobiliare e altri 7 miliardi di yuan alla sua controllata onshore. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, l’entità delle frodi è stata definita “eccezionalmente grande”, avendo causato un danno economico e sociale di proporzioni incalcolabili.

Insieme a Hui Ka Yan, il tribunale ha inflitto pene da 22 mesi a 18 anni di carcere ad altre 56 persone coinvolte nel dissesto della società, tra cui figurano anche i due figli del fondatore, Xu Tenghe e Xu Zhijian.

Un’impalcatura di conti truccati

La sentenza rappresenta il capitolo finale di una vicenda giudiziaria e finanziaria i cui nodi erano venuti al pettine già da tempo. Il fondatore di Evergrande era stato infatti travolto dalle indagini sulle irregolarità contabili del gruppo, emerse in tutta la loro gravità nei mesi scorsi.

Come avevamo già raccontato, Hui Ka Yan era stato accusato dalle autorità di aver gonfiato i ricavi per 78 miliardi di dollari attraverso la controllata Hengda Real Estate. Quell’artifizio contabile era servito a mascherare lo stato di salute finanziaria del gruppo e ad accedere a ulteriori finanziamenti, accelerando la spirale di indebitamento che avrebbe poi fatto crollare l’intero impero.

La fine del colosso immobiliare cinese

Fermato dalle autorità nell’autunno del 2023, Hui aveva già ammesso la propria colpevolezza ad aprile per i reati di frode e corruzione. Evergrande, che era il primo gruppo immobiliare cinese per vendite, nel 2021 ha smesso di ripagare i suoi debiti, spaventando i mercati e facendo tremare l’intera economia del Paese.

Il modello di business, come riportato da Forbes, si reggeva su un ricorso massiccio al debito: non solo verso istituti di credito e mercati finanziari internazionali, ma perfino nei confronti dei propri dipendenti. Il tentativo di ristrutturare un passivo superiore ai 300 miliardi di dollari si è definitivamente arrestato all’inizio del 2024, quando la Corte Suprema di Hong Kong ha ordinato la liquidazione della holding a causa dell’inadeguatezza del piano di rientro. Nel 2025 è arrivato il definitivo delisting dalla Borsa di Hong Kong, mentre i liquidatori sono ancora al lavoro per recuperare asset a tutela dei creditori.

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